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Recuperati in U.S.A. due importanti reperti archeologici di provenienza italica, illecitamente sottratti al patrimonio nazionale

Roma,14/01/2010

In questi giorni sono stati rimpatriati, da personale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, due importantissimi reperti archeologici appartenenti al patrimonio culturale italiano. I due beni sono stati individuati a seguito di accertamenti effettuati sulla Banca Dati delle opere d'arte da ricercare e recuperati negli Stati Uniti d'America a seguito di indagini svolte in diretta collaborazione con l'Immigration and Customs Enforcement (ICE), autorità doganale USA, a cui sono stati forniti tutti gli elementi comprovanti la illecita provenienza dall'Italia e la legittima appartenenza all'eredità culturale italiana.
Il primo reperto è un affresco, eseguito in secondo stile pompeiano, databile al I secolo d.C., raffigurante una "ministra sacrificante", delle dimensioni di cm 80 x 60. L'opera era parte di una serie di sei affreschi ritrovati in una villa romana, portata alla luce nel comune di Boscoreale (NA), alle pendici del Vesuvio. I reperti, ritrovati in ottimo stato di conservazione, probabilmente per l'opera di copertura della lava, nel lontano 1957 vennero depositati nei magazzini dell'area archeologica degli scavi di Pompei. Soltanto nel 1997 fu formalmente denunciato l'ammanco di uno degli affreschi, probabilmente rubato molti anni prima ed esportato illegalmente. Tale affresco è stato poi individuato presso la casa d'aste Christie's di New York in attesa di essere venduto.
Il secondo è un cratere corinzio a colonnette, scavato illegalmente in Italia e le cui foto polaroid, scattate presumibilmente all'atto del ritrovamento e dopo il restauro, sono state poi trovate presso il porto Franco di Ginevra tra la documentazione sequestrata al noto trafficante Giacomo Medici. Questo reperto, scomparso per diverso tempo, era stato commercializzato in Giappone e comprato da un noto museo nipponico del settore, che lo aveva rimesso in vendita nel dicembre 2008 sul mercato di New York, sempre presso la casa d'aste Christie's.
Entrambi i reperti sono stati sequestrati da funzionari dell'ICE di quella città, su richiesta dei militari del Reparto Operativo TPC e successivamente confiscati dalle autorità statunitensi che li hanno restituiti, a titolo definitivo, al patrimonio culturale dello Stato Italiano.