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Nel pomeriggio del 22 settembre, presso il Museo Nazionale di
Castel Sant'Angelo a Roma, alla presenza del Sottosegretario di
Stato ai Beni Culturali On.le Francesco Maria Giro e del Comandante
Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, è stata
inaugurata la mostra L'Arma per l'Arte - Antologia di Meraviglie
che segue la prima esposizione L'Arma per l'Arte - Archeologia che
ritorna tenutasi a Palazzo Reale di Napoli l'8 maggio scorso.
Si tratta di iniziative espositive ideate e realizzate per
celebrare i 40 anni del Comando Carabinieri Patrimonio Culturale.
Proprio 40 anni fa, nel 1969, nasceva infatti da una felice
intuizione dell'allora Capo di Stato Maggiore Generale Arnaldo
Ferrara il "Nucleo Tutela Patrimonio Artistico", composto in
origine da 16 militari, con il quale l'Arma si dotava di un
prezioso strumento a tutela dell'inestimabile patrimonio culturale
italiano anticipando di un anno la raccomandazione rivolta nel
senso dall'UNESCO agli stati Parte della Convenzione sottoscritta a
Parigi nel 1970. Da allora il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio
Culturale è cresciuto in dimensioni, impegno, esperienza e
risultati. Bastano pochi numeri a dare la misura dello
straordinario lavoro svolto dal Reparto in questi otto lustri di
attività: 389.000 beni culturali e 823.000 reperti archeologici
recuperati, oltre 250.000 opere false sequestrate, quasi 26.000
persone segnalate all'Autorità Giudiziaria.
Antologia di Meraviglie è un percorso che porta il visitatore a
scoprire l'appassionato fervore operativo dei Carabinieri posti a
difesa del Patrimonio Culturale attraverso 60 opere d'arte
recuperate in collaborazione con le istituzioni nazionali e
internazionali, ciascuna delle quali racconta una strategia
d'intervento, una storia fatta di indagini, di trattative per il
rimpatrio e di vicissitudini fino al lieto fine della restituzione
al legittimo proprietario.
Il primo visitatore dell'esposizione è stato il Presidente Emerito
della Repubblica Sen.Francesco Cossiga, che, accompagnato dal
Sottosegretario di Stato ai Beni Culturali On.le Francesco Maria
GIRO e del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo
Gallitelli, ha ammirato i capolavori esposti.
La mostra, che potrà essere visitata fino al 30 gennaio 2010,
ospita opere di grandissimo pregio. Per l'occasione ha lasciato le
sale del Palazzo Ducale di Urbino il Ritratto di gentildonna,
cosiddetta La muta di Raffaello, simbolo della straordinaria
stagione del Rinascimento urbinate.
Urbino, riferimento imprescindibile per l'intera attività di
Raffaello,
costituisce il punto di partenza ideale di questa Mostra, che ha
come tema di fondo il legame strettissimo tra ogni opera d'arte e
la sua città, il suo museo, la sua chiesa, la sua pieve di
campagna, un legame spezzato da atti criminali che i Carabinieri,
essi stessi patrimonio della comunità, sono riusciti a
riannodare.
L'opera di Raffaello, insieme con altri due capolavori di Piero
della Francesca, era stata rubata dalla Galleria Nazionale delle
Marche di Urbino il 5 febbraio 1975 e recuperata l'anno dopo in
Svizzera, al pari dei dipinti di Piero della Francesca, grazie
anche alla preziosa collaborazione della Polizia locale.
La Mostra è stata realizzata da un qualificatissimo Comitato
Scientifico, presieduto dal Prof. Antonio Paolucci, al quale hanno
aderito altri autorevolissimi Esponenti dei Beni Culturali,
Soprintendenti, Direttori di Musei, Personalità della Cultura e
dell'Arte, coordinati dal Sottosegretario Giro.
Grazie anche alla grande disponibilità e generosità degli enti e
dei privati coinvolti, l'evento espositivo offre l'irripetibile
opportunità di ammirare capolavori di artisti universalmente
celebrati i cui recuperi cadenzano tappe significative nella storia
del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Il percorso espositivo, completamente basato sull'attività
investigativa del Comando CC TPC, in piena sinergia con le altre
articolazioni dell'Arma, è diviso in tre sezioni per offrire la
chiave di lettura della Mostra e per illustrare alcuni temi
significativi: i reperti archeologici recuperati a seguito di
attività extragiudiziali, tra cui il famosissimo cratere attico a
figure rosse firmato da Euphronios, il solo integro dei ventisette
vasi dipinti dall'artista greco; le opere recuperate a conclusione
di commissioni rogatorie internazionali, tra le quali, oltre La
Muta di Raffaello, saranno esposte la Sacra Famiglia con
San Giovannino del Sodoma, la cosiddetta Madonna Salomon di
Giovanni Bellini, e La Madonna e i Santi Gerolamo e Francesco in
adorazione del Bambino, che uno studio recente attribuisce al
Ghirlandaio; i beni recuperati sul territorio nazionale, tra i
quali figurano l'unico gruppo scultoreo a tutto tondo della Triade
Capitolina, altrimenti nota solo attraverso riproduzioni su monete
e rilievi, e il frammento recuperato di una monumentale tela con la
Vergine appare a San Francesco, che Orazio Borgianni, amico e
seguace originale di Caravaggio, aveva dipinto nel 1608 per la
chiesa di San Francesco a Ripa a Roma.
Alcune opere presenti in Mostra, come la tela del Borgianni, nel
tempo sono state alterate in maniera irreversibile per essere
adattate a nuovi usi e a diversi contesti; da alcune tele sono
stati tagliati brani particolarmente suggestivi, per renderne più
facile la vendita e, al contempo, ostacolare l'individuazione e il
recupero dell'opera completa. La Mostra diventa così anche
un'occasione per ripercorrere i retroscena, per conoscere
particolari poco noti e decisamente curiosi, per scoprire gli
espedienti escogitati che hanno consentito il recupero delle
opere.
Questa Mostra precede i prossimi appuntamenti in programma il 21
Novembre 2009 a Firenze - Palazzo Pitti con la Mostra dal titolo
"Aspetti del Sacro Ritrovati", e quella conclusiva che avrà luogo a
Venezia nel Maggio 2010.
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