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In
mattinata, a Palermo, si è svolta la cerimonia di
intitolazione della Caserma sede del Comando Regione
Carabinieri "Sicilia" al Generale di Corpo d'Armata M.A.V.M.
Carlo Alberto DALLA CHIESA, nella ricorrenza del 25°
Anniversario dell'uccisione avvenuta il 3 settembre 1982, ove
persero la vita anche la moglie Emanuela SETTI CARRARO e
l'Agente di Polizia Domenico RUSSO.
Presenti le Autorità di Governo, i familiari del Caduto, tra cui il
figlio Nando DALLA CHIESA, ed il Comandante Generale dell'Arma dei
Carabinieri Gianfrancesco SIAZZU, che sono stati accolti dal
Comandante Interregionale "Culqualber", Generale Giuseppe BARRACO,
dal Comandante della Regione Carabinieri "Sicilia", Generale Arturo
ESPOSITO, e dalle massime Autorità regionali civili ed
ecclesiastiche.
L'evento
è stato preceduto dalla deposizione di una corona di alloro al
busto del Generale DALLA CHIESA, ubicato nell'androne sede del
Comando Regione, cui hanno fatto seguito la S. Messa in
suffragio nella Chiesa di S. Maria Monserrato e la deposizione
di corone nel luogo dell'eccidio, in via Isidoro Carini.
Durante la cerimonia è stata rievocata l'intensa carriera
dell'Eroe.
Successivamente ha preso la parola il Generale Gianfrancesco SIAZZU
che ha rivolto il proprio commosso saluto al Generale DALLA CHIESA:
"Noi non l'abbiamo mai dimenticato e per me oggi e' una grande
emozione essere qui. L'Arma vuole rendere omaggio al supremo
sacrificio delle vittime di quel barbaro eccidio e lo fa
intitolando al nostro Generale questa prestigiosa
Caserma".
Il
Comandante ha poi rivolto un caloroso pensiero anche "ai
familiari di tutti i nostri caduti ed in particolare ai
parenti delle vittime della strage. […] Per l'Arma
dei Carabinieri e' stato un onore e un privilegio averlo
annoverato tra le sue file. E' stato un eroe del nostro tempo.
Pensavo a quando, da giovane Capitano, ho avuto il Generale
DALLA CHIESA come comandante a Torino. Era il tempo della
lotta alle "Brigate Rosse" e ricordo la sua determinazione, i
suoi interventi incisivi, l'ammirazione che destava in tutti
noi giovani ufficiali. DALLA CHIESA si e' distinto
nell'impegno contro il banditismo e la mafia. Fu un acuto
osservatore dei fenomeni sociali e delinquenziali, cosa che lo
ha portato a introdurre nuove tecniche investigative
perfettamente aderenti alla realtà del tempo. Il Generale
DALLA CHIESA aveva senso dello Stato, spirito di giustizia,
onestà e temperamento. E aveva un'istintiva generosità e
profonda umiltà. E' una icona del nostro tempo che ancora oggi
suscita ammirazione e rispetto non solo tra i militari
dell'Arma". […] Ispirata da questa figura splendida -
ha concluso - questa fantastica Isola può ancora trovare forza
e coraggio per continuare a lottare contro ogni forma di
illegalità e oppressione".
Successivamente ha preso la parola il figlio Nando DALLA CHIESA che
ha ricordato come suo padre "ha amato tantissimo Palermo e
questa Regione. Diceva che qui sarebbe tornato e così e' stato. In
questa caserma e in questa esperienza siciliana, credo abbia
imparato ad essere comandante di uomini nel senso più pieno. E oggi
deve essere titolo per l'Arma e per le Istituzioni ricordarlo e
additarlo come esempio".
"Era
un uomo che amava il confronto con la gente" ha aggiunto il
Sottosegretario all'Interno Alessandro PAINO. "La nomina di
DALLA CHIESA a Prefetto di Palermo mirava a valorizzare le sue
capacità di coordinamento. Il suo operato contribuì a far radicare
l'idea che la lotta alla mafia non andava portata avanti unicamente
dispiegando le forze dell'ordine sul territorio, ma cercando di far
convergere tutte le energie disponibili verso un obiettivo unico.
Questa inversione di tendenza rispetto all'approccio corrente sul
finire degli anni '70 coincise proprio con il sacrificio del
Generale".
L'evento si è concluso sulle note della Fanfara dei Carabinieri,
alla presenza del reparto d'onore schierato, allorquando la madrina
della cerimonia Agnese BORSELLINO, vedova del magistrato Paolo, ha
scoperto la targa d'intitolazione all'ingresso della
Caserma. |