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Nella splendida e suggestiva atmosfera di Piazza
di Siena, immersa nel verde di Villa Borghese, si è svolta, in
serata, la cerimonia del 193° Anniversario della Fondazione
dell'Arma dei Carabinieri alla presenza del Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, del Ministro della Difesa On.
Arturo Parisi, del Capo di Stato Maggiore della Difesa
Ammiraglio Giampaolo Di Paola e di quelli Forza Armata, del
Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Gianfrancesco
Siazzu, e di molti rappresentanti del Parlamento, del Governo,
del Corpo Diplomatico, dell'Arma in servizio ed in congedo,
nonché delle massime Autorità civili, religiose e militari
della Capitale, della Provincia di Roma e della Regione
Lazio.
La cerimonia è stata preceduta nella mattinata dalla deposizione di
una corona al Sacello del Milite Ignoto, presso l'Altare della
Patria, e al Sacrario dei Caduti, presso il Museo Storico
dell'Arma.
Ha aperto la manifestazione la prestigiosa Banda dei Carabinieri,
sulle cui note si sono schierati i Reparti, ed a seguire il
Medagliere dell'Associazione Nazionale Carabinieri, il Labaro
dell'Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Militari dell'Arma dei
Carabinieri, la Compagnia multinazionale della Forza di Gendarmeria
Europea ed una rappresentanza del COESPU (Centro di Eccellenza per
le Stability Police Units). Quindi, sempre a seguire, una Brigata
di formazione al comando del Generale Leonardo Leso, con Bandiera
di Guerra dell'Arma, Stendardo e Bandiera di Combattimento della
Fregata "Carabiniere", su tre Reggimenti di cui: il 1° su due
Battaglioni di allievi dell'Accademia di Modena, della Scuola
Ufficiali, della Scuola Allievi Marescialli di Firenze e della
Scuola Allievi Carabinieri di Roma; il 2° su tre Battaglioni con
Bandiera della Scuola Marescialli di Firenze, personale del 1°
Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" e del G.I.S.
(Gruppo di Intervento Speciale), dei Reggimenti 7° "Trentino-Alto
Adige" e 13° "Friuli-Venezia Giulia", dell'8° Battaglione "Lazio",
dei Comandanti di Stazione, dei Carabinieri di quartiere ed una
compagnia costituita da personale femminile, Ufficiali, Marescialli
e Carabinieri di vari reparti dell'Arma, degli Squadroni Eliportati
Cacciatori di Calabria e Sardegna, una compagnia di specialità
composta da Carabinieri impiegati all'estero in missione EUBAM in
Rafah, della Tutela dell'Ambiente, della Salute, del Raggruppamento
Investigazioni Scientifiche, del Servizio Navale, Elicotteristi,
Cinofili ed atleti delle Sezioni di Judo, Karate, Scherma,
Pentathlon Moderno, Tiro a segno, Sport invernali, Paracadutismo
sportivo, Atletica leggera e Nuoto; il 3° Reggimento montato
composto dalla Fanfara a cavallo con Stendardo e Gruppo Comando con
Bandiera Colonnella, uno Squadrone di Corazzieri e 2 di Carabinieri
del Reggimento a cavallo, più rappresentanze delle Gendarmerie a
cavallo di Spagna, Portogallo, Olanda, Marocco, Romania e
Cile.
Fuori dallo schieramento la Fanfara della Scuola Allievi
Carabinieri di Roma.
Terminato lo schieramento, sono
stati resi gli onori al Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, che ha passato in rassegna i reparti e preso
successivamente posto sul palco d'onore. Già in un messaggio
inviato la sera prima al Comandante Generale Gianfrancesco
Siazzu, il Presidente ha espresso sentimenti di stima ed
ammirazione rivolgendo subito un deferente omaggio ai molti
che "lungo questo cammino di silenziosa dedizione […]
hanno perduto la vita nell'assolvimento del compito. Nella sua
storia, l'Arma ha sempre rappresentato per il Paese un fermo
ed insostituibile riferimento. Gli Italiani sanno di poter
fare affidamento sui Carabinieri, sulla loro presenza
capillare […] L'Arma, salda nei valori della Patria e nei
principi della costituzione repubblicana e forte delle proprie
secolari tradizioni, offre al Paese ed alla comunità
internazionale uno straordinario contributo, con dinamismo e
mentalità aperta all'innovazione ed in piena sinergia con le
altre Forze Armate e con le Forze di Polizia, consapevole che
soltanto l'impegno comune delle istituzioni può consentire di
affrontare con successo i grandi problemi del nostro
tempo.
Attraverso un continuo sforzo di aggiornamento e riorganizzazione,
che suscita crescente interesse presso numerose, analoghe strutture
straniere, Essa fa fronte con efficienza sia alle esigenze di
tutela dell'ordine e della legalità sia ai delicati compiti di
pacificazione e stabilizzazione nel contesto delle missioni
internazionali.
Dall'ambiente alla salute, alla sicurezza sui luoghi di lavoro,
all'integrità del patrimonio artistico e culturale, i Carabinieri
rivolgono la loro vigile attenzione a tutte le situazioni di
allarme sociale, contrastando con tenacia l'illegalità e
promuovendo ogni utile forma di prevenzione".
E' seguito l'intervento del Ministro della
Difesa, On. Arturo Parisi, che ha subito rivolto un pensiero
riverente "ai tanti Carabinieri che, fedeli ai compiti
loro affidati, in pace ed in guerra, hanno pagato con la vita
il loro impegno in favore delle Istituzioni e della comunità".
La nostra riconoscenza va, in particolare, ai militari che
oggi verranno insigniti di onorificenze per l'esemplare
comportamento in attività di servizio e in modo tutto
particolare alle famiglie dei Caduti, ai feriti, ai
mutilati. Il Ministro ha ricordato come "... a quasi
due secoli dalla sua fondazione, l'Arma è una Istituzione
vitale, che ha il consenso dei cittadini grazie alla capacità
di rinnovarsi nell'ordinamento, nella preparazione
professionale, nei mezzi, e nelle strutture. Il suo patrimonio
di valori resta fermo. Un patrimonio di valori rinnovati e
rafforzati in oltre mezzo secolo di storia repubblicana.
Grazie ad essi l'Arma è oggi, come ieri, percepita come la
rappresentazione più immediata dello Stato. Ma i Carabinieri,
più che l'immagine dell'autorità dello Stato, ne rappresentano
l'autorevolezza e la credibilità". Il Ministro ha
evidenziato come l'Arma oggi rappresenti lo "... specchio
della società e ... anche esempio per la società: in termini
di rettitudine, coerenza, interiorizzazione del senso del
dovere e della responsabilità ... Nel mettere in
luce che "... la peculiare formula organizzativa dell'Arma
suscita un interesse crescente delle Forze di polizia
straniere che ogni anno chiedono di visitare i reparti dei
nostri Carabinieri", il Ministro Parisi ha concluso il
suo intervento ricordando come "la fiducia nei Carabinieri
è ben riposta. Lo dimostrano i Carabinieri stessi, con quanto
fanno, in Patria ed all'estero. Lo confermano gli italiani,
oggi tutti idealmente presenti qui a Piazza di Siena. A loro,
ancora, va il "grazie" degli Italiani, il "grazie" della
Repubblica".
Successivamente sono stati resi gli onori ai Caduti con le note del
"Silenzio". Si è proceduto, quindi, alla consegna delle Ricompense
alla Bandiera dell'Arma ed ai militari che si sono particolarmente
distinti in servizio per abnegazione, dedizione e senso del dovere,
spinti anche al supremo sacrificio.
In particolare, alla Bandiera di Guerra
dell'Arma è stata conferita la Medaglia d'Oro
al Merito della Sanità Pubblica "Per il totale ed
insostituibile contributo offerto nell'attivita' di tutela e
salvaguardia della Sanita' Pubblica su tutto il territorio
nazionale, quali il contrasto alla diffusione delle sostanze
stupefacenti e dopanti, nonche' nella protezione dei diritti
dei piu' deboli".
Momenti di particolare commozione si sono avuti durante la
consegna della Medaglia d'Oro al Valor Militare,
"alla memoria": all'Appuntato Donato Fezzuoglio
che, il 30 gennaio 2006 in Umbertide (PG), "nel corso di
servizio perlustrativo, palesando spiccate doti di coraggio,
ferma determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non
esitava ad affrontare, unitamente ad altro militare, tre
pericolosi malviventi sorpresi in flagrante rapina ai danni di
un istituto di credito. Esponendosi alla violenta azione di
fuoco dei malfattori, replicava con l'arma in dotazione
finche', attinto da un colpo proditoriamente esplosogli alle
spalle da altro rapinatore in posizione defilata, si
accasciava esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtú
militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino
all'estremo sacrificio". La Medaglia di Bronzo al
Valor Militare è stata conferita al collega del
Fezzuoglio, Appuntato Scelto Enrico Monti
che, nel medesimo constesto: " … esponendosi alla violenta
azione di fuoco dei malfattori, replicava con l'arma in
dotazione, venendo ferito alla schiena da un colpo
proditoriamente esplosogli da altro rapinatore in posizione
defilata. Fulgido esempio di elette virtú militari ed
altissimo senso del dovere".
La Medaglia d'Oro al Valor
Civile "alla memoria" è stata conferita al
Carabinere Angelo Spagnulo che, il 24
settembre 2005 in Monteiasi (TA) "libero dal servizio e
disarmato, con generoso slancio e cosciente sprezzo del
pericolo, non esitava ad affrontare un rapinatore che,
introdottosi in un locale pubblico insieme a due complici,
stava intimidendo una giovane donna. Benche' parzialmente
inabile a causa di una frattura ad una gamba, dopo essersi
qualificato, si frapponeva al malintenzionato, ma veniva da
questi proditoriamente aggredito e fatto segno da un colpo di
fucile che lo attingeva mortalmente. Chiaro esempio di elette
virtu' civiche ed altissimo senso del dovere, spinti fino
all'estremo sacrificio".
La Medaglia d'Oro al Valore dell'Arma "alla
memoria" è stata conferita al Vicebrigadiere Cristiano
Scantamburlo che, il 12 febbraio 2006 presso il Lido delle
Nazioni di Comacchio (FE), in qualità di "capo equipaggio di
unita' radiomobile, durante l'accompagnamento in caserma di un
pregiudicato, veniva minacciato dal malvivente il quale, benche'
ammanettato, era riuscito ad impugnare una pistola che teneva
occultata sulla sua persona. Con eccezionale coraggio ed esemplare
sprezzo del pericolo, rifiutava di consegnare l'arma d'ordinanza,
riuscendo a distrarre il criminale ed a consentire all'autista di
fermare l'automezzo. Gettatosi rapidamente all'esterno del veicolo,
veniva attinto mortalmente da un colpo proditoriamente esploso dal
malfattore, che veniva poi colpito a morte nel corso di violento
conflitto a fuoco ingaggiato con l'altro commilitone. Fulgido
esempio di elette virtú militari ed altissimo senso del dovere,
spinti fino all'estremo sacrificio". La Medaglia
d'Argento al Valor Militare è stata conferita
all'Appuntato Roberto Domini, collega di
Scantamburlo che, nello stesso episodio: "... approfittando
dell'azione diversiva attuata dal capo equipaggio, riusciva a
fermare il mezzo per consentire di opporre una reazione. Gettatosi
rapidamente all'esterno dell'auto di servizio unitamente all'altro
militare, che veniva attinto mortalmente da un colpo
proditoriamente esploso dal malvivente, con eccezionale coraggio
ingaggiava violento conflitto a fuoco con il malfattore, colpendolo
a morte. Fulgido esempio di elette virtú militari ed altissimo
senso del dovere".
E' stata conferita la Medaglia d'Oro al Valor
Civile al Maresciallo Ordinario Giuseppe
Portolesi ed al Brigadiere Capo Enrico
Dolci che, il 24 giugno 2005 in Zibido San Giacomo (MI):
"con generoso slancio ed esemplare sprezzo del pericolo, non
esitavano ad affrontare due malviventi armati che tentavano di
dileguarsi a bordo di un'autovettura provento di furto. Fatti segno
a proditoria e prolungata azione di fuoco, benche' il Maresciallo
venisse ferito ad una gamba, replicavano con le armi in dotazione
attingendo un malfattore, che traevano in arresto, e costringendo
alla fuga il complice. L'intervento si concludeva con il sequestro
di un fucile mitragliatore, tre pistole e numerose munizioni.
Chiaro esempio di elette virtú civiche ed altissimo senso del
dovere".
Una Medaglia d'Oro al Valor Civile è stata
conferita al Carabiniere Giovanni L'Altrelli che,
il 3 gennaio 2007 in Rodi Garganico (FG), "libero dal servizio,
con generoso slancio, esemplare altruismo e cosciente sprezzo del
pericolo, non esitava ad intervenire in soccorso degli occupanti di
un'autovettura che era fuoriuscita dalla sede stradale,
precipitando nel mare in burrasca. Nonostante le proibitive
condizioni meteo-marine affrontava le acque gelide e, rischiando di
essere schiacciato dal peso del veicolo in balia delle forti onde,
riusciva a portare a riva un bambino di due anni. Benche' stremato
e semiassiderato, reiterava coraggiosamente gli sforzi,
reimmergendosi e traendo in salvo anche la giovane madre del bimbo
ed un'altra donna. Completata l'azione di salvataggio, trasportava
in ospedale, con la propria autovettura, i malcapitati, affidandoli
alle cure del personale medico. Chiaro esempio di elette virtú
civiche ed altissimo senso del dovere".
E' stata poi la volta della premiazione di
cinque Comandanti di Stazione. Il "premio annuale" è
stato assegnato al Luogotenente Luciano
Gallorini, Comandante della Stazione di Erba (CO), al
Luogotenente Salvatore Iaconi Farina,
Comandante della Stazione di Soragna (PR), al
Luogotenente Tommaso De Simone, Comandante
della Stazione di Roma-San Lorenzo in Lucina, al
Luogotenente Antonino Zammataro, Comandante
della Stazione di Gravina di Catania (CT), al
Luogotenente Giuseppe Francioso, Comandante
della Stazione di S. Ferdinando di Puglia (FG), che hanno
avuto il plauso di autorità locali e la stima della
popolazione per serenità, incisività e speditezza
nell'attività di comando svolta e per l'elevata e consolidata
esperienza e competenza professionale portandoli a raggiungere
eccellenti risultati operativi.
Dopo il deflusso dei reparti, la manifestazione
è terminata con il tradizionale carosello equestre del
Reggimento Carabinieri a Cavallo: un alternarsi fluido e
ritmico di figure complesse e non prive di un certo rischio,
eseguite con grande abilità e perizia, degna di quella
tradizione della cavalleria italiana della quale i carabinieri
del Reggimento e l'Arma intera sono fedeli e rigorosi custodi,
che hanno trovato il loro culmine nella carica, un turbinare
di pennacchi tra il balenio delle sciabole sguainate e lo
sventolare dello stendardo, sottolineato dal grido
"Pastrengo!" in memoria dell'eroica battaglia di
Pastrengo del 30 aprile 1848.
Sono seguiti, infine, gli onori al Presidente della Repubblica che,
accompagnato dal Ministro della Difesa, dal Capo di Stato Maggiore
della Difesa e dal Comandante Generale dell'Arma, ha lasciato
Piazza di Siena.
Nell'evidenziare come la coreografia, le luci ed i colori hanno
contribuito a creare quell'emozione che scaturisce in primo luogo
dalla vicinanza dell'Arma al cittadino italiano e dallo spirito di
corpo esistente tra tutti gli appartenenti all'Istituzione, sia
essi in Italia che all'estero, vi diamo appuntamento all'anno
prossimo. |