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Alle prime luci dell'alba del 27/03/2010, i Carabinieri
dell'Aliquota Operativa della Compagnia di Imperia in
collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Palermo Piazza
Verdi hanno fatto scattare le manette ai polsi dei cugini ed
omonimi un 30enne, e un 33enne, in esecuzione di due ordinanze di
custodia cautelare in carcere, poiché ritenuti responsabili di
concorso in rapina aggravata ai danni di istituto bancario e di
simulazione di reato.
I provvedimenti sono stati emessi dal G.I.P. del Tribunale di
Imperia, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica,
che ha coordinato le indagini, che ha così concordato con le
risultanze investigative condotte dai Carabinieri, nei mesi
immediatamente successivi alla rapina.
I fatti risalgono allo scorso 11 settembre 2009, dopo che una
telefonata di un benevolo cittadino pervenuta al "112" del Pronto
Intervento della Compagnia Carabinieri di Imperia che avvisava di
presunti maltrattamenti nei confronti di una donna all'esterno
della filiale della Banca San Giorgio di viale Matteotti.
I militari dell'Arma erano intervenuti tempestivamente in forze
costringendo i malfattori alla resa. Nell'occorso vennero tratti in
arresto quattro rapinatori di origine palermitana, armati e
mascherati da passamontagna, un 38enne; un 35enne; un 30enne e un
25enne, tutti palermitani, con alle spalle precedenti
specifici.
Già dalle prime risultanze investigative, però, appariva evidente
che i quattro non avrebbero potuto agire senza il sostegno di
qualcun altro che, aveva quanto meno il compito di fornire le
"dritte" sui possibili colpi da effettuare e sulla logistica.
Cominciava così la caccia ai complici dei quattro, che si è
conclusa oggi con l'arresto dei due cugini entrambi
palermitani.
Nel frattempo uno dei due palermitani, ignaro che i Carabinieri di
Imperia in stretta collaborazione a quelli di Palermo della
Compagnia Piazza Verdi, hanno continuato a monitorare i suoi
spostamenti.
In particolare, i due odierni arrestati si erano fatti carico di
prelevare dal porto di Genova i quattro complici giunti in
traghetto da Palermo il giorno prima del fallito colpo e li avevano
condotti ad Imperia dove erano stati ospitati in casa del più
grande d'età.
Il giorno successivo avevano poi prestato ai rapinatori i
ciclomotori con i quali i quattro erano arrivati davanti
all'istituto di credito e a bordo dei quali sarebbero poi fuggiti.
Il più anziano si era fatto trovare all'esterno della filiale, in
un bar vicino, che fungeva da "palo" e quindi pronto ad avvisare il
commando della eventuale presenza dei Carabinieri.
Il colpo era però andato male, e peraltro i Carabinieri avevano
sequestrato nella circostanza, i due ciclomotori parcheggiati nei
pressi della banca, ritenendo da subito che fossero i mezzi
utilizzati dai malviventi.
Il "palo" riusciva però a dileguarsi a piedi, confondendosi con la
clientela.
A quel punto i cugini palermitani, nel tentativo di eludere il loro
coinvolgimento nel misfatto, prima uno e poi l'altro, avevano
falsamente denunciato il furto dei due mezzi, alimentando però in
questo modo le ipotesi investigative, sul loro coinvolgimento nella
rapina.
Sospetti rivelatisi corretti alla luce delle indagini che hanno
portato alle odierne misure cautelari nelle due cittadine di
Imperia e di Palermo.
Entrambi i prevenuti sono stati associati alle rispettive Case
Circondariali di Imperia e "Ucciardone" di Palermo, a disposizione
dell'Autorità Giudiziaria, che ha emesso i provvedimenti
restrittivi. |