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Il problema delle
tossicodipendenze può essere letto in prospettiva, con
riferimento:
- alla sfera sanitaria, in quanto l'abuso di sostanze
compromette la "salute" individuale nel senso di benessere
psico-fisico;
- alla disciplina giuridica, che persegue, sul piano
penale e amministrativo, tutti i comportamenti riconducibili alla
produzione e fabbricazione di sostanze stupefacenti e alla
detenzione e cessione a vario titolo, con esclusione dell'uso
personale che comunque non è privo di conseguenze
amministrative;
- alla dimensione sociale, in quanto la tossicodipendenza
da una parte induce all'isolamento mentre dall'altra impegna
preziose risorse, umane ed economiche, in molti progetti rivolti
alla prevenzione, riabilitazione e recupero.
Il fenomeno, peraltro, che coinvolge
soggetti appartenenti ad un arco di età sempre più ampio, va
assumendo carattere di gravità crescente a causa della
introduzione di nuove sostanze sempre più dannose per la
salute.
Sembra, inoltre, che l'utilizzo di sostanze come la cocaina, gli
psicofarmaci e le droghe sintetiche rappresenti non
tanto la ricerca di una evasione dalla realtà quanto un sostegno ad
affrontare la quotidianità, lo stress e le naturali frustrazioni
della vita.
Prendendo spunto dalla definizione dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità, "la tossicodipendenza può essere
intesa come una condizione di intossicazione cronica o periodica,
dannosa all'individuo ed alla società, prodotta dall'uso ripetuto
di una sostanza chimica naturale o di sintesi, le cui
caratteristiche sono:
-
il desiderio incontrollabile di
continuare ad assumere la sostanza e di procurarsela con ogni
mezzo;
-
la tendenza ad aumentare la dose
per ottenere gli stessi effetti (c.d. tolleranza);
-
la dipendenza psichica e, a volte,
anche fisica dagli effetti della sostanza".
L'uso e l'abuso di sostanze
psicotrope (droghe) porta all'instaurazione della condizione di
tossicodipendenza mediante tre fasi:
- all'inizio, nella "fase dell'incontro", l'individuo
viene in contatto con una sostanza a cui attribuisce degli effetti
positivi o quanto meno gradevoli, perché sembrano procurargli
benessere. Le caratteristiche della sostanza si incontrano così con
la personalità del soggetto spesso caratterizzata da profonda
insicurezza. Se, dopo la prima esperienza, insorge il desiderio di
ripeterla, si entra nella seconda fase di cosiddetta
"dipendenza";
- è questa la fase dell'uso vero e proprio, che potrebbe
essere definita di "amore" perché di grande attrazione. La
tossicodipendenza si stabilisce con l'uso continuativo della
sostanza che si concretizza nella necessità di assumerla in modo
che risulti sempre presente nel sangue;
- o nella terza fase, cosiddetta del "non uso", il
soggetto che ha utilizzato molte volte la sostanza va incontro ad
un vero e proprio stato di malattia, che segna la sua esistenza
come una sorta di "invalidità
sociale".
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