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A seguito dell'analisi dei profili psicologici di numerosi
stalker, si è giunti ad individuarne cinque tipologie,
distinte in base ai bisogni e desideri che spingono a stabilire una
relazione, a connotazione ossessiva, che spesso esiste solo nella
mente dell'attore.
Una delle classificazioni maggiormente accreditate, nella
letteratura di prevalente origine anglosassone, riconosce le
seguenti tipologie di "molestatore assillante". Tuttavia, un
progetto di ricerca della Sezione Atti Persecutori, anche in
collaborazione con Università e altri attori istituzionali
competenti in materia, sta analizzando i comportamenti persecutori
della casistica italiana per individuare i profili degli offender
"nazionali" e sondare le differenze con quelli già esistenti. Alla
luce del paradigma della "teoria del campo" di Kurt Lewin, infatti,
le caratteristiche del contesto socio-culturale dell'offender e in
cui si verifica l'evento, sembrano influenzare in modo determinante
il comportamento.
In tale cornice di riferimento è allo studio, a cura della Sezione
Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche, una "matrice"
statistico-comportamentale sull'autore di atti persecutori,
vessativi o sessualmente finalizzati e sulle dinamiche intime della
vittima, anche al fine di giungere alla redazione di un "protocollo
di intervento", puntuale e contestualizzato nella relatà italiana,
ad uso di operatori del sociale e delle Forze di Polizia.
Il "risentito" rappresenta una tipologia di
stalker presente in letteratura. Si tratta di solito di un
ex-partner che desidera vendicarsi per la rottura della relazione
sentimentale causata, a suo avviso, da motivi ingiusti. Forte di
questo risentimento, si sente spinto a ledere sia l'immagine della
persona (per esempio, pubblicando sul web foto o immagini
osé oppure stampando volantini con frasi oscene per farli girare
nell'ambiente di lavoro della vittima) sia la persona stessa
(aspettandola fuori casa per farle delle scenate), sia danneggiando
cose di proprietà (rigando, per esempio, la macchina o forandone le
gomme). Il problema più grave di questo tipo di stalker è
legato alla scarsa analisi della realtà basata su sentimenti di
rancore e odio che tendono a giustificare i propri atti in quanto
reazione legittima al torto subito.
Motivato dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che
possono riguardare l'amicizia o l'amore è invece il
"bisognoso d'affetto". Questo tipo di
stalker agisce soprattutto nell'ambito di rapporti
professionali particolarmente stretti come quello tra il paziente e
lo psicoterapeuta. In questi casi i molestatori fraintendono
l'empatia e l'offerta di aiuto come segno di un interesse
sentimentale. Spesso il rifiuto dell'altro viene negato e
reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di
superare qualche difficoltà psicologica o concreta e che prima o
poi riconoscerà l'inevitabilità del rapporto amoroso proposto.
Più impulsivo ma meno resistente nel tempo è il
"corteggiatore incompetente" che manifesta una
condotta basata su una scarsa abilità relazionale e si traduce in
comportamenti opprimenti ed esplicitamente invadenti. Gli
stalker di questo gruppo presentano una condotta
persecutoria di solito di breve durata, desiderano corteggiare ma
non lo sanno fare e finiscono per adottare atteggiamenti che
possono risultare fastidiosi.
Nella categoria degli ex-partner rientra anche il
"respinto" che manifesta comportamenti persecutori
in reazione ad un rifiuto. Questo tipo di stalker è
ambivalente perché oscilla tra due desideri contrapposti: da una
parte desidera ristabilire la relazione mentre dall'altra vuole
solo vendicarsi per l'abbandono subito.
Infine, il "predatore" è uno stalker
che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può
essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita
questo tipo di molestatore che prova un senso di potere nel
pianificare la caccia alla "preda". Questo genere di
stalking può colpire anche bambini e può essere agito
anche da persone con disturbi psicopatologici di tipo sessuale come
pedofili o feticisti. |