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A chi non conosce la gravità dell'argomento potrebbe venir
in mente, per associazione di idee, il musical americano
"Bulli e pupe", e provare un senso di indulgenza e di
giustificazione verso certe particolari condotte. Ma il bullismo,
quello vero, è un'altra cosa. Si tratta di una delle possibili
manifestazioni di aggressività messe in atto dai bambini e dagli
adolescenti. "Un comportamento bullo è un tipo di azione che
mira deliberatamente a far del male o a danneggiare; spesso è
persistente, talvolta dura per settimane, mesi, persino anni ed è
difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base
della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c'è un abuso di
potere e un desiderio di intimidire e dominare" (Sharp e Smith,
1995). Al di là delle singole forme di prepotenza, il bullismo può
essere descritto secondo le seguenti caratteristiche
generali:
- l'intenzionalità: il bullo agisce deliberatamente con
l'intenzione di offendere, danneggiare o far del male ad un'altra
persona;
- la durata nel tempo: sebbene anche un singolo
comportamento possa essere considerato una forma di bullismo, di
solito si tratta di atti ripetuti nel tempo e con una certa
frequenza;
- la disuguaglianza tra bullo e vittima: il bullo è
quasi sempre più forte della media dei suoi coetanei, al contrario,
la vittima è più debole dei suoi pari; il bullo di solito è più
grande di età rispetto alla vittima; il bullo quasi sempre è
maschio mentre la vittima può essere indifferentemente maschio o
femmina. "Ciò significa che esiste una disuguaglianza di forza e di
potere, per cui uno dei due sempre prevarica e l'altro sempre
subisce, senza riuscire a difendersi" (Il fenomeno del bullismo:
conoscerlo e prevenirlo, Telefono Azzurro).
- la mancanza di sostegno: la vittima si sente isolata ed
esposta, spesso ha molta paura di riferire gli episodi di bullismo
perché teme rappresaglie e vendette;
- il danno per l'autostima della vittima che si mantiene
nel tempo e induce il soggetto ad un considerevole disinvestimento
dalla scuola e ad un progressivo isolamento. Nei casi più gravi si
possono avere anche conseguenze nel medio e lungo termine come
l'abbandono scolastico e lo sviluppo di patologie legate alla sfera
psichica.
Le manifestazioni di prevaricazione si distinguono in dirette o
indirette, quelle dirette possono essere fisiche e verbali.
Il bullismo diretto fisico si manifesta in molti modi,
per esempio nel picchiare, prendere a calci e a pugni, spingere e
appropriarsi degli oggetti degli altri o rovinarli.
Il bullismo diretto verbale implica azioni come
minacciare, insultare, offendere, esprimere pensieri razzisti,
estorcere denaro e beni materiali.
Il bullismo indiretto è meno evidente e più difficile da
individuare ma altrettanto dannoso per la vittima. Si tratta di
episodi che mirano deliberatamente all'esclusione dal gruppo dei
coetanei, all'isolamento e alla diffusione di pettegolezzi e
calunnie sul conto della vittima.
Ma non tutte le forme di aggressività possono essere
riconducibili alla categoria del bullismo.
Per esempio, ci sono atti particolarmente gravi che devono
essere considerati dei veri e propri reati, come attaccare un
coetaneo con un coltello o con altri mezzi, procurare ferite
fisiche gravi e compiere molestie o abusi sessuali o mettere in
atto altre condotte antisociali. Ancora, i giochi turbolenti o le
lotte tra coetanei, particolarmente diffusi soprattutto tra i
maschi, non possono essere considerati forme di bullismo in quanto
implicano una relazione di equivalenza di forza in cui i soggetti
coinvolti giocano alternativamente ruoli di
prevaricatore/prevaricato.
Non è vero che…
- i comportamenti da bullo rientrano nella normale crescita di
un bambino o di un adolescente. Le manifestazioni di
prevaricazione e prepotenza sono sempre negative perché utilizzano
una posizione di presunta forza o potere per danneggiare o comunque
far del male ad un'altra persona;
- il bullo è un ragazzo insicuro, ansioso o con una bassa
autostima. In realtà chi si comporta da bullo ha un'autostima
al di sopra della media dei suoi coetanei e, se viene continuamente
confermato nei suoi atti di forza e prepotenza, a lungo andare si
convincerà che l'unico modo per avere successo nella vita e per
riuscire è quello di prevaricare sugli altri e di comportarsi in
modo aggressivo;
- la vittima deve imparare a difendersi da sola.
Prepotenze e vessazioni mettono chi le subisce in una condizione di
inferiorità psicologica, di isolamento e di bassa autostima che non
può essere fronteggiata in modo solitario. E' necessario un
sostegno da parte degli altri: familiari, insegnanti e amici;
- i comportamenti da bulli riguardano solo zone periferiche
delle grandi città o appartenenti a classi disagiate o meno
abbienti. Il fenomeno può interessare tutte le classi
socioeconomiche e può manifestarsi sia nei quartieri periferici sia
nelle zone residenziali;
- il bullismo è un problema dell'ambiente scolastico. Gli
atti di bullismo si verificano non solo a scuola ma anche in altri
luoghi di aggregazione sociale come i centri sportivi, l'oratorio,
etc.;
- stare alla larga da certa gente è l'unico modo per non avere
problemi. Naturalmente non conviene cercare la compagnia di
ragazzi che si comportano in modo particolarmente prepotente ma non
bisogna neanche "fare lo struzzo" cioè far finta di non vedere
quando un compagno viene preso da mira dai bulli di
turno.
Non solo bulli e vittime….
Comunemente quando si pensa al bullismo ci si riferisce soltanto
a due tipi di soggetti coinvolti: i bulli e le vittime. In realtà
esiste una terza categoria, gli spettatori che, anche se non
prendono parte attiva agli atti di prepotenza, assistono e svolgono
comunque un ruolo importante nella legittimazione di tali condotte.
Consideriamo le singole categorie nel dettaglio.
- I bulli mettono in atto le prevaricazioni si distinguono
in dominanti e gregari. Il bullo dominante è più forte della
media dei coetanei, ha un forte bisogno di potere, dominio e
autoaffermazione, è impulsivo e ha difficoltà a rispettare le
regole. Ha una scarsa consapevolezza delle conseguenze delle
proprie azioni e non mostra mai sensi di colpa per gli esiti delle
prepotenze. Di solito ha un rendimento scolastico nella media ma
che con il tempo tende a peggiorare e manifesta abilità particolari
nello sport e nelle attività di gioco. Frequentemente è abbastanza
popolare soprattutto tra i più piccoli che lo considerato un
modello di potere e di forza. I bulli gregari costituiscono
un gruppetto di due o tre persone che assumono il ruolo di
sobillatori o seguaci del bullo dominante. Di solito non agiscono
ma eseguono gli "ordini" del "capo". Si tratta di soggetti ansiosi,
insicuri, con scarso rendimento scolastico e che a volte sono in
grado a mettersi nei panni della vittima.
- Le vittime rientrano in due categorie:
passiva/sottomessa e provocatrice. La vittima
passiva/sottomessa è un soggetto debole, tendenzialmente
isolato e incapace di difendersi. Mostra spesso ansia e insicurezza
e ha uno scarso senso di autoefficacia perché ha qualche difficoltà
nel rendimento scolastico e di solito è poco abile nelle attività
sportive e di gioco e quindi tende ad essere emarginato. Non parla
con nessuno delle sofferenze e dei torti subiti e tende ad
autocolpevolizzarsi. La vittima provocatrice invece
contrattacca le azioni aggressive dell'altro anche se in maniera
poco efficace. Quindi si tratta di un soggetto che subisce e agisce
le prepotenze. Si tratta in genere di un maschio, irrequieto e
ipertattivo a volte goffo e immaturo. Assume comportamenti e
atteggiamenti che causano tensione nei compagni in generale e a
volte anche negli adulti provocando delle reazioni negative a
proprio danno.
- Gli spettatori. Si tratta di bambini e ragazzi che
assistono alle prevaricazioni o ne sono a conoscenza e che con il
loro comportamento possono favorire o frenare il dilagare del
fenomeno. "Il bullismo è quindi un fenomeno di gruppo che coinvolge
la totalità dei soggetti, che possono assumere diversi ruoli:
sostenendo il bullo, difendendo la vittima o mantenendosi
neutrali".
Parliamone…
Se avete avuto esperienze dirette o indirette di bullismo potete
scrivere alla nostra redazione o intervenite nel forum del nostro
sito.
Il numero verde antibullismo
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha
istituito un numero verde 800 66 96 96, attivo dal
lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, a cui
rispondono operatori specializzati come psicologi, insegnanti e
personale del Ministero.
Il numero verde è stato attivato, nel corso della campagna di
comunicazione "smonta il bullo", per:
- segnalare casi;
- domandare informazioni generali;
- chiedere come comportarsi in situazioni critiche;
- ricevere sostegno.
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