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Per questi motivi la
condizione di "alcolista" o "etilista" gode di una maggiore
giustificazione collettiva e non è associata al concetto di
tossicodipendenza così come avviene per le altre sostanze
psicoattive. In realtà l'assunzione cronica di alcool influenza
negativamente la qualità della vita e riduce progressivamente gli
spazi di autonomia quotidiana. Si tratta di una grave
patologia a rilevanza sociale e costituisce la terza causa di
morte dopo cancro e malattie cardio-vascolari.
Alcolismo tra dipendenza ed
abuso
Il concetto di alcolismo
(come pure alcoldipendenza, dipendenza da alcol, dipendenza
alcolica) fa riferimento ad una eccessiva ingestione volontaria di
alcol etilico che nella sua forma acuta si manifesta con
l'ubriachezza. Nella sua forma cronica esprime una
condizione in cui l'alcool, avendo determinato alterazioni
funzionali del Sistema Nervoso Centrale ed un sovvertimento dello
stile di vita dell'individuo, è divenuto indispensabile al
mantenimento di un sia pur precario equilibrio psicofisico.
Gli elementi costitutivi della
dipendenza da sostanze sono:
- astinenza: comparsa di una specifica sintomatologia alla
sospensione od alla brusca riduzione della sostanza;
- tolleranza: necessità di raggiungere dosi sempre più
elevate con il passare del tempo per raggiungere l'effetto
desiderato;
- perdita di controllo: la persona non riesce a
controllare l'uso della sostanza (es. fallisce nei tentativi di
limitarne l'uso, o la assume in circostanze pericolose, o per l'uso
deve trascurare importanti attività sociali o lavorative).
[d]
Tutti questi fattori
conducono ad un danno psichico, fisico o sociale, anche se
con una modalità di sviluppo lenta che può durare diversi anni.
L'alcool produce uno stato tossico generale dell'organismo
accompagnato da una situazione di debilitazione dovuta sia ad un
insufficiente apporto alimentare per inappetenza sia ad una
riduzione dell'assorbimento e dell'utilizzazione degli alimenti
introdotti. I dannosi effetti di tipo cumulativo comprendono una
vasta gamma di disturbi a carico dell'apparato digerente e degli
organi funzionalmente legati ad esso come il fegato e il
pancreas.
A livello psichico, la
dipendenza da alcool induce un progressivo decadimento delle
funzioni intellettive, labilità dell'umore e perdita del senso
etico.
L'alcolismo è una delle principali cause di incidenti
stradali.
L'alcolismo, che è più frequente
negli adulti di sesso maschile, anche se ultimamente si va
diffondendo anche tra i giovani e le donne, è un fenomeno in
crescita in quasi tutte le regioni degli Stati Uniti, dell'Europa,
dei Paesi dell'ex Unione Sovietica e di quelli in via di
sviluppo.
I risultati di recenti indagini
hanno rilevato che bevono di più:
- i ragazzi delle ragazze;
- i ragazzi che vivono al nord, seguiti da quelli del centro e
del sud;
- gli appartenenti ai ceti medio-superiori;
- i giovani che leggono di più, usano il Pc ed
Internet.
I sistemi di classificazione
diagnostica internazionale hanno differenziato il concetto di
dipendenza da quello di abuso. Questo termine comprende i
bevitori problematici non alcolisti che abusano della sostanza in
modo non continuativo. Queste persone in genere mantengono una
funzionalità psichica, fisica e sociale ben conservata.
Gli effetti dell'assunzione di
alcool riguardano principalmente il sistema nervoso centrale e, a
secondo delle dosi assunte, e delle relative concentrazioni
ematiche, si passa da una situazione di euforia ed eccitamento fino
a giungere, a livelli molto alti, al coma ed eventualmente alla
morte per arresto cardio-respiratorio.
Non più di un goccio!
Per decenni la medicina si è
sforzata di stabilire dei limiti di sicurezza all'uso dell'alcool,
tramite l'individuazione di "dosi sicure" che sono andate
progressivamente diminuendo con l'affinarsi delle conoscenze.
Recentemente, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha criticato
l'adozione di una definizione di "dose sicura" uguale per
tutti. Infatti, ci sono persone che in diverse circostanze e per
differenti livelli di assunzione hanno un diverso grado di
"rischio" legato all'uso di alcool. Per esempio, le donne in
gravidanza o in corso di allattamento, le persone che soffrono per
malattie causate o aggravate dall'alcool, oppure coloro che fanno
uso di farmaci o psicofarmaci appartengono a categorie particolari
che rendono qualsiasi consumo alcolico assai rischioso.
La quantità di alcool viene di
solito valutata in unità alcoliche che equivalgono ad un
bicchiere di vino, o a un bicchierino di superalcolici, o a 1/3 di
birra.
La tabella seguente riporta il livello di rischio in base ai
consumi settimanali suddivisi per uomini e donne.
|
Rischio |
Consumi
settimanali |
|
Maschi |
Femmine |
| Basso |
< 21 unità
alcoliche |
< 14 unità
alcoliche |
| Alto |
> 21 unità
alcoliche |
> 14 unità
alcoliche |
| Danno |
> 50 unità
alcoliche |
> 35 unità
alcoliche |
La sintomatologia può essere
modificata dai seguenti fattori:
- natura, composizione chimica e tasso alcolico della sostanza
(birra, vino, superalcolici);
- stato di digiuno: la presenza di cibo nello stomaco consente di
tollerare meglio quantità superiori di alcool senza indurre effetti
eclatanti;
- ritmo delle assunzioni alcoliche riferito al tempo intercorso:
naturalmente una quantità elevata di ingestioni, in un tempo molto
limitato, corrisponde ad un maggior grado di intossicazione
alcolica;
- contemporanea assunzione di altre sostanze psicoattive (come
barbiturici, ipnotici, tranquillanti, etc.) che potenziano
reciprocamente gli effetti negativi sull'organismo;
- temperatura ambientale: le basse temperature determinano una
elevazione più rapida della concentrazione di alcool nel
sangue;
- fatica muscolare: un moderato esercizio fisico attenua gli
effetti dannosi dell'alcool.
Quali terapie
I casi di intossicazione acuta e
cronica di alcool creano quindi una condizione patologica di
dipendenza fisica e psicologica che richiede un piano di
trattamento sanitario complesso e diluito nel tempo.
Le terapie convenzionali dell'alcolismo comprendono diverse
forme di trattamento, volte in parte ad eliminare i problemi legati
alle crisi di astinenza e in parte a curare l'aspetto psicologico
della dipendenza con colloqui individuali e di gruppo.
L'obiettivo finale della maggior parte delle terapie è la totale
astinenza dalle bevande alcoliche, anche se secondo alcuni esperti
è possibile un ritorno controllato all'alcool.
Gli etilisti che decidono di smettere di bere spesso si rivolgono
agli Alcolisti Anonimi, un movimento di auto-aiuto
(self-help) che ha avuto un grande successo nella terapia di
questa patologia. Dal 1935, anno della sua fondazione negli Stati
Uniti, ha ricevuto numerose adesioni fino a costituire gruppi di
lavoro con migliaia di alcolisti sobri in tutto il mondo. Le linee
guida partono dal concetto di alcolismo come patologia cronica e
dalla condivisione esistenziale, della propria condizione con altri
alcolisti, come unica forma di salvezza.
L'alcolismo è, a tutti gli effetti,
una condizione patologica. Per questo, se si è vittima di una
dipendenza fisica e psicologica è necessario rivolgersi a
specialisti e a centri di cura del settore.
I veri alcolisti rappresentano solo
la punta di un iceberg. Ci sono delle persone che, pur bevendo più
del dovuto, non presentano le caratteristiche tipiche della
dipendenza (astinenza, tolleranza e perdita di controllo). Esse si
lasciano andare agli eccessi del bere soltanto a cena o durante i
week-end perché l'assunzione di alcool è associata ad una
condizione di relax e di riduzione dello stress.
In tali casi, molte volte, non è
necessario rivolgersi ad un medico ma basta seguire qualche
accorgimento per evitare che, col passare del tempo, l'alcool
possa produrre dei danni alla salute.
- Non lasciatevi andare abitualmente a pasti abbondanti che sono
di solito associati all'assunzione di una quantità di alcool
superiore a quella consigliata per ogni singolo pasto.
- Mostrate cautela nella consumazione di aperitivi alcolici così
come nel bere superalcolici a fine pasto. Prendete l'abitudine di
fare una passeggiata per superare le eventuali difficoltà
digestive.
- Cercate, comunque, di non assumere abitualmente bevande
alcoliche al di fuori dei pasti. Al bar preferite analcolici o
succhi di frutta.
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