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L'Organizzazione Mondiale
della Sanità ha rilevato che il principale rischio per la sicurezza
alimentare in ambito domestico deriva dalla contaminazione
microbica, in virtù della quale il cibo può deperire o essere
contaminato, diventando così causa di possibili
tossinfezioni.
Conservazione e preparazioni
non igieniche di cibi comportano, infatti, ampie
possibilità di contaminazioni, crescita o sopravvivenza di patogeni
da alimenti.
Ovviamente tali situazioni di
rischio hanno un'incidenza ancora maggiore su determinate categorie
di persone quali bambini, donne in gravidanza, anziani.
Comportamenti idonei a
ridurre tali componenti di rischio, quindi, devono essere adottati
nell'acquisto, nel trasporto e nella conservazione del cibo,
nella sua preparazione e successiva manipolazione, nonché nel
mantenimento delle condizioni igieniche degli ambienti e
delle persone, seguendo alcune semplici regole comportamentali che
facciano condividere al consumatore la scelta ed il percorso della
sicurezza e della qualità adottato dall'intera filiera
agro-alimentare, di cui la casa diventa l'ultimo ed essenziale
anello.
Per acquistare e trasportare in
condizioni ideali i generi alimentari, è bene osservare le
seguenti regole:
-
leggere sempre la data di
scadenza riportata sull'etichetta degli alimenti
confezionati;
-
prelevare gli alimenti
surgelati e congelati al termine della spesa,
riponendoli all'interno di borse termiche al fine di
evitarne lo scongelamento nel tragitto sino a
casa;
-
ridurre i tempi di trasporto dal
negozio a casa;
-
non lasciare il cibo
per molto tempo all'interno delle macchine
parcheggiate;
-
in casa, riporre subito gli
alimenti surgelati e congelati nel frezeer e gli
alimenti freschi nel frigorifero.
Per avere condizioni ideali per
conservare il cibo nella dispensa si consiglia di:
- evitare l'accumulo di polvere sui ripiani;
- preservare l'ambiente dall'umidità;
- mantenere le superfici asciutte;
- richiudere le confezioni aperte con delle clips o,
preferibilmente, una volta aperte, conservare gli alimenti in
contenitori per cibo a chiusura ermetica, ricordandosi
in questo caso di ritagliare dalla confezione originaria la parte
di etichetta riportante la data di scadenza.
Il freddo, così come la
cottura, impedisce lo sviluppo dei microrganismi patogeni presenti
nel cibo. Il frigorifero è, quindi, uno dei luoghi della
casa verso il quale prestare maggior attenzione per garantire
l'integrità di ciò che mangiamo.
A tal fine è consigliabile:
- controllare la temperatura, mantenendola tra i 2 ed i
4/5 gradi;
- mantenere la temperatura del congelatore non superiore
ai -18 gradi;
- non riempire completamente i ripiani ed avere cura di non
accostare troppo gli alimenti alle pareti;
- evitare la formazione della brina che,
accumulandosi, può ridurre la funzionalità del frigorifero;
- assicurarsi della chiusura del
frigorifero, evitando - per quanto possibile - le aperture
continue che possono compromettere la stabilità della temperatura
interna;
- ricoprire con le apposite pellicole protettive il
cibo riposto nel frigorifero, avendo cura di utilizzare
esclusivamente pellicole per alimenti;
- non mettere in frigorifero alimenti particolarmente
caldi al fine di non alterarne la temperatura interna, ma lasciare
che arrivino a temperatura ambiente, avendo comunque cura di
riporli il prima possibile in frigorifero;
- conservare in frigorifero gli alimenti deperibili,
rispettando accuratamente le date di scadenza, le temperature e le
modalità di conservazione e/o scongelamento;
- se si notano alterazioni nel colore, nella consistenza o
nell'odore dei cibi conservati in frigorifero, gettarli per intero
senza esitare;
- leggere attentamente le istruzione dal manuale d'uso del
frigorifero.
L'integrità dei cibi, oltre
che dalla cattiva conservazione, può essere compromessa
anche dalle precarie condizioni igieniche dell'ambiente in cui
vengono preparati. Preservare l'igiene della cucina e curare le
condizioni igieniche personali è, quindi, requisito
fondamentale delle buone pratiche da adottare per la sicurezza del
cibo in casa.
In proposito è consigliabile:
- lavare sempre le mani prima di dedicarsi alla
preparazione del cibo;
-
mantenere puliti i piani di lavoro
e le superfici di servizio;
-
lavare con cura le superfici e gli
utensili per la preparazione, prima di utilizzarli
per cibi diversi;
-
tenere i contenitori dei
rifiuti lontano dal cibo in preparazione;
-
tenere detersivi e
detergenti lontani dagli alimenti e dai piani di lavoro,
riponendoli in uno spazio appositamente dedicato ed
esclusivo;
-
mantenere puliti gli
strofinacci da cucina, le spugne per il lavaggio
degli utensili ed i panni da spolvero e da
pavimento;
-
mantenere separati gli
alimenti cotti da quelli ancora crudi;
-
consumare gli alimenti cotti
subito dopo la cottura, oppure conservarli in frigorifero
opportunamente coperti evitandone il più possibile la permanenza a
temperatura ambiente;
-
evitare di fumare in cucina
ed in particolare mentre si preparano gli alimenti, per evitare che
i microrganismi patogeni che risiedono nel cavo orale possano
essere trasportati con le mani.
La cottura, oltre a rendere i
cibi più facilmente digeribili - in quanto provoca
nell'alimento dei processi simili a quelli digestivi, trasformando
sostanze chimiche complesse in sostanze più semplici - li rende
igienicamente più sicuri. Negli alimenti, infatti, è presente quasi
sempre una popolazione microbica - più o meno elevata - che il
calore può contribuire a debellare.
Le diverse tecniche di cottura garantiscono diverse condizioni di
igiene dei cibi, così come riportato - per le più comuni - nella
tabella seguente:
|
LESSATURA |
>100° C |
>distruzione di tutti i batteri patogeni,
ma non le spore né le tossine |
| >
A VAPORE |
> |
>distruzione di tutti i batteri patogeni,
ma non le spore né le tossine |
| >
PENTOLA A PRESSIONE |
>120° C |
>conserva meglio i nutrienti
termosensibili contenuti nel cibo, come alcune vitamine e alcuni
aminoacidi essenziali |
| >
FORNO |
>180-220° C |
>distruzione di tutti i batteri patogeni,
delle spore e inattivazione di tutte le tossine
batteriche |
| >
GRIGLIA |
>200° C |
>distruzione di tutti i batteri patogeni,
delle spore e inattivazione di tutte le tossine
batteriche |
| >
FRITTURA |
>180-190° C |
>distruzione di tutti i batteri patogeni,
delle spore e inattivazione di tutte le tossine
batteriche |
Quando si acquistano prodotti
alimentari è necessario leggere attentamente l'etichetta, per avere
indicazioni utili sia rispetto all'acquisto sia rispetto alle
modalità di conservazione del prodotto.
Ai fini del mantenimento della
filiera della sicurezza alimentare anche in casa, il consumatore,
leggendo l'etichetta, deve prestare grande attenzione a:
-
la data di scadenza che può
essere espressa con le formule: "da consumarsi preferibilmente
entro il...", che indica il termine entro il quale il prodotto - se
ben conservato - mantiene inalterate le sue qualità; " da
consumarsi entro il..", che indica, invece, il termine entro il
quale si deve consumare il prodotto e che è solitamente usata per
prodotti altamente deperibili. È bene sottolineare che sia il
termine minimo di conservazione, espresso con la prima formula, che
la data di scadenza, possono essere compromesse da una cattiva
conservazione degli alimenti (ambiente, temperatura, calore,
umidità);
-
le modalità d'uso e di
conservazione, che forniscono al consumatore le informazioni
necessarie alla corretta conservazione del prodotto, quali la
temperatura ed il luogo (dispensa, frigorifero, congelatore) ed il
suo mantenimento dopo l'apertura.
Oltre a tutte le altre notizie riportate (denominazione di
vendita, quantità netta, luogo di produzione o
confezionamento, lotto di produzione) è consigliabile
prestare attenzione ad altre informazioni utili che si trovano
sull'etichetta, quali:
-
l'elenco degli ingredienti, i
quali devono essere indicati in misura percentuale ed in ordine
decrescente di peso (ovvero iniziando dall'ingrediente presente in
quantità maggiore). Tra gli ingredienti figurano anche gli
eventuali additivi (coloranti, conservanti). Dal
novembre 2004, con l'entrata in vigore della nuova direttiva
europea (n.2003/89), verrà garantita una maggiore
sicurezza soprattutto alle persone allergiche, poiché sarà
obbligatorio indicare in etichetta tutte le sostanze aventi effetti
allergici;
-
la tabella nutrizionale, non
obbligatoria ma ormai molto diffusa e che consente di valutare
l'apporto calorico del prodotto rispetto alla propria dieta
alimentare |