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Un'acqua minerale naturale, per essere considerata tale e
commercializzata, deve ottenere il riconoscimento del Ministero
della Salute, che lo rilascia dopo aver valutato gli studi
geologici, le analisi batteriologiche, le analisi chimico-fisiche
nonché le sperimentazioni clinico-farmacologiche previste per
quelle vantate proprietà favorevoli per la salute.
La commercializzazione deve essere autorizzata dalla Regione, dopo
una serie di sopralluoghi ed accertamenti sull'idoneità delle
captazioni, degli impianti e degli stabilimenti
industriali.
L'acqua minerale naturale:
- ha origine profonda e protetta;
- è confezionata all'origine;
- ha purezza batteriologica originaria;
- ha caratteristiche chimiche costanti;
- ha effetti favorevoli alla salute.
Classificazione per composizione
Le acque minerali naturali, in relazione alla loro composizione
chimica (che acquisiscono attraverso un lento e lungo processo di
"autofiltrazione" sotterranea a contatto con rocce soprattutto
calcaree e silicee), si classificano in base al loro "residuo
fisso" (quantità di sali ottenuti dopo essiccazione a 180°) in:
- minimamente mineralizzate;
- oligominerali;
- ricche di sali minerali.
La normativa italiana è particolarmente dettagliata e puntuale e
disciplina tutte le attività connesse al confezionamento
(estrazione, captazione e canalizzazione, imbottigliamento,
etichette e pubblicità con riferimento agli aspetti
salutistici).
E' escluso qualsiasi richiamo a proprietà terapeutiche e cioè di
capacità di curare malattie.
Quanto alle caratteristiche salutari, documentate attraverso
sperimentazioni cliniche operate presso Enti universitari od
ospedalieri riconosciuti, queste possono essere indicate in
etichetta solo con espressioni previste dalla Legge.
La legislazione impone una serie puntuale e rigorosa di controlli
sia da parte dei produttori che degli Organi di vigilanza (Nucleo
Antisofisticazioni dei Carabinieri, Aziende Sanitarie Locali).
Inoltre, l'industria delle acque minerali naturali ha adottato, tra
le prime in Europa, un Manuale di autodisciplina in materia di
prevenzione e controllo di tutto il ciclo di produzione,
riconosciuto formalmente dal Ministero della Sanità.
Le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque
potabili per la purezza originaria e sua conservazione, per il
tenore in minerali, oligoelementi e/o altri costituenti ed
eventualmente per taluni loro effetti. Esse vanno tenute al riparo
da ogni rischio di inquinamento.
Le suddette caratteristiche devono essere valutate sul piano:
- geologico ed idrogeologico;
- organolettico, fisico, fisico-chimico e chimico;
- microbiologico;
- farmacologico, clinico e fisiologico (per quelle vantanti le
proprietà salutistiche).
Ogni recipiente utilizzato per il condizionamento deve essere
munito di un dispositivo di chiusura tale da evitare il pericolo di
falsificazione, di contaminazione e di fuoriuscita. Detti
recipienti non possono eccedere la capacità di due litri.
Al titolare dell'autorizzazione regionale è fatto obbligo di
procedere all'aggiornamento delle analisi chimica e chimico-fisica
(i cui valori sono da riportare in etichetta) almeno ogni 5 anni,
dandone preventiva comunicazione ai competenti organi
regionali.
Come si legge l'etichetta
Le indicazioni obbligatorie riportate sui
recipienti delle acque minerali naturali sono:
- denominazione di vendita: ogni etichetta deve sempre indicare
il nome dell'acqua minerale naturale;
- nome della sorgente e luogo di origine: località ove l'acqua
minerale naturale viene imbottigliata;
- termine minimo di conservazione (T.M.C.): è la data fino alla
quale il prodotto mantiene le sue proprietà specifiche in adeguate
condizioni di conservazione;
- lotto: indicazione che consente agli organi di vigilanza di
individuare la partita del prodotto e la linea di imbottigliamento,
ai fini della tracciabilità;
- indicazione della composizione analitica: riporta gli elementi
caratteristici di ciascuna acqua minerale naturale, espressi in
milligrammi/litro e la data in cui sono state eseguite le analisi
nonché il laboratorio presso il quale sono state effettuate;
- classificazione (oligominerale, minerale): è in ragione del
residuo fisso;
- microbiologicamente pura: attesta l'assenza di germi pericolosi
per la salute e indicatori di inquinamento ma non esclude la
presenza di una certa flora microbica naturale e tipica a
dimostrazione che l'acqua minerale naturale non è stata
trattata;
- qualità salienti: sono riportate le proprietà salutistiche
purché approvate dal Ministero della Salute;
- contenuto nominale: indica il contenuto netto di acqua minerale
naturale nel contenitore. La "e" sta ad indicare che si tratta di
un volume a norma europea;
- codice a barre: fornisce indicazioni sul prodotto leggibili con
rilevatori elettronici;
- indicazioni di tutela ambientale: frase o disegno che invita a
non disperdere il contenitore nell'ambiente dopo l'uso;
- indicazioni per la corretta conservazione del prodotto:
consentono all'acqua minerale naturale di mantenere le sue
caratteristiche originarie.
Compaiono, inoltre:
- la dizione "acqua minerale naturale" integrata, se del caso,
dalle seguenti menzioni: "totalmente degassata"; "parzialmente
degassata"; "rinforzata col gas della sorgente", se il tenore di
anidride carbonica libera, proveniente dallo stesso giacimento, è
superiore a quello della sorgente; "aggiunta di anidride
carbonica", se è stata aggiunta anidride carbonica non prelevata
dallo stesso giacimento; "naturalmente gassata" o "effervescente
naturale";
- il titolare dell'autorizzazione all'utilizzazione (sopra
citata);
- informazioni circa gli eventuali trattamenti.
Possono, inoltre, essere riportate una o più delle seguenti
indicazioni, a seconda delle specifiche caratteristiche
chimico-fisiche e batteriologiche:
- "oligominerale" o "leggermente mineralizzata";
- "minimamente mineralizzata";
- "ricca di sali minerali";
- "contenente bicarbonato";
- "solfata";
- "clorurata";
- "calcica";
- "magnesiaca";
- "fluorata";
- "ferruginosa";
- "acidula";
- "sodica";
- "indicata per diete povere di sodio";
- "microbiologicamente pura".
Se contemplate dal decreto di riconoscimento, sulle etichette
possono essere indicate una o più delle seguenti
proprietà salutistiche:
- "può avere effetti diuretici";
- "può avere effetti lassativi";
- "indicata per l'alimentazione dei neonati";
- "indicata per la preparazione degli alimenti dei neonati";
- "stimola la digestione";
- "può favorire le funzioni epatobiliari";
nonché:
- altre menzioni concernenti proprietà favorevoli alla
salute;
- eventuali controindicazioni.
Acque di sorgente
La disciplina delle "acque di sorgente" è contenuta nel Decreto
Legislativo 4 agosto 1999 n. 339. Le principali caratteristiche di
queste acque sono:
• origine rigorosamente sotterranea: possono provenire da
un'emergenza naturale o da pozzi;
• nessuna disinfezione: sono consentiti solo alcuni trattamenti
(gli stessi che sono permessi per le acque minerali), fra cui la
rimozione dell'arsenico e la separazione dei composti instabili del
ferro, manganese e zolfo. E' possibile inoltre l'eliminazione
totale o parziale dell'anidride carbonica e la possibilità di
reintrodurla successivamente. Sono acque che non possono essere
trasportate (se non attraverso le tubatura di adduzione allo
stabilimento) e quindi confezionate all'origine;
• la composizione chimica e la temperatura non devono subire
variazioni significative nel tempo;
• i valori dei parametri organolettici (odore, sapore, ecc.), di
composizione e le sostanze contaminanti devono rispettare i valori
limite indicati per le acque destinate al consumo umano (DPR
236/88); i parametri microbiologici, invece, devono rispettare
quanto previsto dal Decreto Ministeriale 12 novembre 1992 n. 542
per le acque minerali;
• il contenuto dei sali disciolti non può superare il valore di
1500 milligrammi per litro;
• grazie all'assenza del trattamento di disinfezione, queste acque
manifestano caratteristiche molto simili alle acque minerali
naturali per quanto riguarda i parametri organolettici (non si
possono comunque attribuire a queste acque proprietà favorevoli
alla salute);
• nelle etichette sui contenitori, a differenza di quanto avviene
per le acque minerali, non è obbligatorio riportare la composizione
chimica;
• sono acque per le quali è previsto il riconoscimento del
Ministero della Salute.
CONSIGLI
Prima dell'acquisto:
- verificate, capovolgendo la confezione, la presenza eventuale
di piccoli fori che sono indici di manomissioni e di possibile
aggiunta di sostanze estranee nocive;
- accertate che nel contenuto non vi siano sedimenti ovvero
flocculazioni (particelle o alghe in sospensione);
quindi:
- conservate le confezioni al riparo della luce e da fonti di
calore, in luogo fresco, asciutto, pulito e privo di odori;
- una volta aperta la bottiglia, richiudetela con cura per
mantenere le sue caratteristiche originarie;
inoltre:
- al bar o al ristorante, richiedete che la bottiglia venga
presentata nella confezione originale, sigillata e che sia aperta
al momento;
- evitate assolutamente l'impiego di ghiaccio, perchè non sempre
assicura la medesima purezza dell'acqua minerale;
- non travasate mai l'acqua minerale in caraffe o brocche, sia
per ragioni igieniche, sia per non confonderla con l'acqua del
rubinetto;
- non utilizzate il contenitore vuoto per altri liquidi: può
essere pericoloso per ingestione accidentale di tali prodotti;
- dopo il consumo, schiacciate longitudinalmente la bottiglia in
PET e riavvitate il tappo. In questo modo si agevola il recupero ed
il riciclo per la raccolta differenziata;
- ricordatevi che i termini "minerale" e "microbiologicamente
pura" sono riservati esclusivamente all'acqua minerale naturale
confezionata.
Fonti normative
- D.Lgs. 25.01.1992 n. 105;
- D.M. 12.11.1992 n. 542 e succ. mod.;
- D.Lgs. 04.08.1999 n. 339 (Acque di sorgente);
- D.Lgs. 2.02.2001 n. 31;
- Direttiva 2003/40/CE del 16 maggio 2003;
- D.M. 11 settembre 2003;
- D.M. 29 dicembre 2003;
- D.M. 24 marzo 2005;
- Circolare del Ministero della Salute del 17 dicembre 2007;
- Direttiva 2009/54/CE del 18 giugno 2009.
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