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Ministero della Difesa

OLAF

OLAF (Ufficio europeo di lotta antifrode)
L'Ufficio europeo per la lotta antifrode ha il compito di reprimere le frodi ai danni del bilancio dell'Unione Europea.
Istituito con Decisione della Commissione Europea del 28 aprile 1999, (1999/352/CE, CECA) nell'ambito delle nuove competenze in materia di tutela degli interessi finanziari dell'Unione Europea, l'Ufficio ha così sostituito l'Unità di coordinamento della lotta antifrodi (UCLAF) creata dalla Commissione nel 1988 con un ambito operativo limitato a questa sola istituzione.

La lotta contro le frodi comunitarie s'inserisce nel quadro della "Cooperazione di Polizia e Giudiziaria in materia penale", ma, contemporaneamente, il perseguimento dei reati che colpiscono gli interessi finanziari europei costituisce anche una materia a sé stante, specifica e determinata, perché ad essere aggredite sono le risorse economiche europee, e dunque si colpiscono direttamente anche gli Stati Membri e i suoi contribuenti.
L'OLAF nasce, quindi, dalla crescente consapevolezza che le Istituzioni comunitarie e gli Stati membri attribuiscono alla tutela degli interessi finanziari ed economici delle Comunità.

Le competenze dell'OLAF
L'OLAF svolge tutte le funzioni investigative attribuite dalla Commissione a tutela della normativa comunitaria e degli Accordi in vigore con i Paesi terzi al fine di rafforzare la lotta contro le frodi, la corruzione e qualsiasi altra attività illegale che danneggi gli interessi finanziari della Comunità Europea.
Oltre alla tutela degli interessi finanziari, l'Ufficio è responsabile di tutte le attività connesse alla tutela degli interessi comunitari da comportamenti irregolari perseguibili amministrativamente o penalmente.
Al fine di coordinare l'azione degli Stati membri nella lotta contro le frodi a danno degli interessi delle Comunità, l'OLAF apporta loro il contributo della Commissione per organizzare una collaborazione stretta e regolare tra le Autorità nazionali competenti.
L'Ufficio, che fa parte dei servizi della Commissione, contribuisce infine all'ideazione e all'elaborazione dei metodi di prevenzione e di lotta contro le frodi.

I risultati delle sue indagini possono essere ammessi come prove nei procedimenti penali degli Stati Membri. Il dato è significativo perché per la prima volta un organo sovranazionale ha la possibilità di raccogliere elementi di prova ai quali l'ordinamento comunitario assicura poi una efficacia diretta nei singoli Stati membri.

Le competenze dell'OLAF sono enumerate nella Decisione della Commissione che lo istituisce e sono di seguito elencate:

  1. effettuare indagini amministrative esterne nel quadro della lotta contro la frode, contro la corruzione e contro qualsiasi altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari delle Comunità, nonché ai fini della lotta contro le frodi inerenti a qualsiasi fatto o atto compiuto in violazione di disposizioni comunitarie;
  2. effettuare indagini amministrative interne miranti a:
    - lottare contro la frode, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari delle Comunità;
    - ricercare i fatti gravi, connessi con l'esercizio di attività professionali, che possano costituire un inadempimento degli obblighi dei funzionari ed agenti delle Comunità perseguibile in sede disciplinare o penale o che possano costituire inadempimento degli obblighi analoghi incombenti ai membri delle istituzioni, organi e organismi o del loro personale cui non si applica lo statuto dei funzionari delle Comunità europee;
  3. effettuare missioni d'indagine in altri settori su richiesta delle istituzioni e organi comunitari;
  4. contribuire al rafforzamento della cooperazione con gli Stati membri nel campo della lotta contro la frode;
  5. predisporre la strategia della lotta contro la frode (preparazione delle iniziative legislative e regolamentari nei settori d'attività dell'Ufficio, compresi gli strumenti previsti dal titolo VI del trattato di Amsterdam);
  6. effettuare ogni qualsiasi altra attività operativa in materia di lotta antifrode (apprestare le infrastrutture, raccogliere e utilizzare le informazioni, fornire assistenza tecnica);
  7. agire come interlocutore diretto delle autorità giudiziarie e delle autorità di polizia;
  8. rappresentare la Commissione nel settore della lotta antifrode.

Le competenze dell'OLAF nel settore della lotta contro le frodi saranno dunque più ampie delle funzioni precedentemente attribuite alla Commissione dai Regolamenti (CE, Euratom) n.2185/96 (tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee) e n. 2988/95 (controlli e verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità).

L'indipendenza investigativa dell'OLAF
Nello svolgimento delle indagini sulla gestione e sul finanziamento di tutte le istituzioni e organi dell'Unione, l'OLAF gode di un'indipendenza operativa assoluta, garantita in particolare da due organi:

  • il suo Direttore, il quale viene nominato dal Parlamento Europeo, dalla Commissione e dal Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea, in accordo tra loro. Il Presidente ha facoltà di presentare ricorsi alla Corte di Giustizia a tutela della propria indipendenza. Inoltre, può avviare indagini non solo a richiesta dell'Istituzione, dell'organo o dello Stato membro interessato, ma anche di propria iniziativa;
  • il Comitato di Vigilanza, che è incaricato di controllare lo svolgimento delle inchieste; è composto da cinque personalità esterne indipendenti, nominate congiuntamente dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione Europea.

Un accordo interistituzionale concluso nel maggio 1999 dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione Europea, precisa le modalità in base alle quali devono svolgersi le inchieste interne dell'OLAF allo scopo di combattere le frodi, la corruzione e le altre attività illegali che recano pregiudizio agli interessi finanziari delle Comunità Europee. In base a tale accordo l'Ufficio ha competenza a indagare su fatti rilevanti che possono configurare un inadempimento degli obblighi professionali dei funzionari e degli altri agenti, passibili di conseguenze sul piano penale o disciplinare. Numerosi regolamenti precisano le modalità di notifica delle irregolarità e di riscossione delle somme indebitamente versate.