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1936 - 2001
Prefazione
Accettando di scrivere il
secondo volume sui Carabinieri all'estero, l'autrice di questo
studio ben sapeva che l'impresa non sarebbe stata facile: e
non lo è stata. Riuscire a dare una visione storica di un
processo in corso, ricorrendo alla metodologia della ricerca
puntuale, può risultare in alcuni casi oltremodo problematico
e forse velleitario, anche in un testo destinato ai non
addetti ai lavori. Il metodo seguito è però quello di rigorosa
ricostruzione degli avvenimenti dove è stato possibile, sulla
base dei documenti necessari all'analisi.
Le missioni internazionali si svolgono spesso in un quadro
geopolitico di grande complessità: è il caso, ad esempio, di quelle
in Somalia nei periodi 1950-1958 e 1992-1995. Non è sempre stato
possibile seguire dettagliatamente tutte le vicende, che avrebbero
da sole riempito vari volumi. Quindi, in alcuni casi, il loro
inquadramento storico è stato dato in sintesi, così come in sintesi
ne è stato indicato lo svolgimento, considerato che l'oggetto del
presente volume riguardava specificamente la presenza dell'Arma dei
Carabinieri e il suo impegno professionale nelle missioni
all'estero. Ugualmente, non è stato possibile approfondire la
dottrina delle missioni di supporto alla pace.
La fama dell'Arma in questo settore è stata costruita in
lunghissimo tempo: da Candia alla Macedonia, ufficiali come
Caprini, Craveri, Manera facevano conoscere l'alto livello di una
Istituzione fondata nel 1814. Intorno al 1900, il Sultano di
Costantinopoli chiedeva e otteneva ufficiali dei Carabinieri per il
riordino delle sue Gendarmerie; lo Scià di Persia, uomini dell'Arma
per la sua Polizia; il Sovrano di Grecia ricorreva alla
collaborazione dell'Istituzione sempre per ristrutturare e
rinforzare le sue Forze di Polizia. Ai nostri giorni i Sultani sono
quasi tutti scomparsi; di regnanti ne restano assai pochi. I nuovi
detentori del potere internazionale, come il Segretario Generale
delle Nazioni Unite o altre Autorità, chiedono all'Italia di
potersi avvalere delle sue Forze Armate: in particolare della
professionalità ed esperienza dei militari dell'Arma per precisi
compiti di polizia internazionale o di assistenza e cooperazione
tecnica. Nel periodo attuale, però, l'Arma dei Carabinieri non solo
partecipa alle missioni, in obbedienza a quanto deciso
politicamente a livello governativo, ma ha un rilevante posto sulla
ribalta mondiale come soggetto attivo nell'ideazione di nuovi
strumenti operativi per il mantenimento della pace.
Il lettore noterà che,
contrariamente a quanto riportato nel primo volume, in questo
secondo non vi sono i nomi di coloro che hanno partecipato a
missioni all'estero o che le hanno comandate: tra questi vi
sono elementi di alta professionalità e qualificazione, ben
noti sia in patria che al di fuori dei confini nazionali per
aver ricoperto incarichi di grande responsabilità, con la
stima e l'ammirazione di organismi internazionali e nazionali
degli Stati ove hanno operato. Sono uomini che nulla hanno da
invidiare al colonnello conte Caprini o al maggiore Craveri,
ad esempio: continuano a rappresentare in modo ammirevole
l'Italia, nel solco di quella tradizione ormai secolare per la
quale l'Arma dei Carabinieri viene richiesta in tutto il
mondo, quando necessita la particolare preparazione dei suoi
appartenenti. Stanno scrivendo la Storia nella quale
entreranno di diritto insieme all'Arma dei Carabinieri.
Questo secondo volume, strettamente connesso con il primo sulle
missioni "storiche" dei Carabinieri, si apre con una particolare
missione "all'estero", e cioè l'apprezzata collaborazione fornita
alla Repubblica di San Marino dal lontano 1921 fino al 1936, e
termina con alcuni sintetici accenni a quanto si prepara per il
futuro.
Maria Gabriella
Pasqualini
Roma, 30 giugno 2001 |
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