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1936 - 2001
1921-1936. San Marino: una
particolare esperienza.
Il 5 maggio del 1936 i
Carabinieri Reali d'Italia ricevevano la Medaglia al Valor
Militare di Prima classe (cioè la Medaglia d'oro) per «circa
tre lustri di servizio» svolti da un Distaccamento dell'Arma
nella Repubblica di San Marino.
La collaborazione fra il Regio Governo e quello del Monte Titano
era iniziata il 1° giugno del 1921, quando, su richiesta dello
stesso Governo di San Marino, un Distaccamento composto da una
ventina di uomini si trasferì nella Repubblica per vegliare sulla
sua sicurezza, in attesa che si costituisse un Corpo di Polizia
locale. L'ordine della quieta Repubblica era stato messo in
pericolo da alcuni rifugiati «sovversivi italiani fuggiti dal
Regno...».
Il Distaccamento era stato concesso «in via provvisoria» per la
durata di sei mesi, in attesa che si costituisse la Gendarmeria
locale, ma il Governo di San Marino incontrò delle difficoltà nella
organizzazione del piccolo gruppo. Nel 1936 finalmente il problema
fu risolto, e il nuovo Corpo costituito. Fino a quella data, però,
con una nota del settembre 1923 che dava la relativa autorizzazione
dei Capitani Reggenti, permaneva sul suolo sammarinese il
Distaccamento dei Carabinieri Reali, le cui unità venivano fornite
dalla Legione di Ancona.
I militari, con apposito decreto, erano stati dichiarati pubblici
ufficiali a tutti gli effetti di legge. La forza complessiva era di
21 unità, compreso un ufficiale subalterno, che ne era il
Comandante.
«...I militari dipendevano, per la disciplina, dall'Ufficiale
Comandante il Distaccamento e, come impiego, dal Governo della
Repubblica. Il Distaccamento aveva attribuzioni territoriali
analoghe a quelle vigenti per le stazioni del Regno (...) i
militari hanno sempre indossata l'uniforme grigio-verde - vecchio
modello - calzatura nera e mollettiere. Dal 15 gennaio 1924 venne
aggiunta sulla giubba - sotto gli alamari - una mostrina dai colori
bianco e azzurro ed analogo distintivo venne anche applicato sulle
manopole»:
così scriveva, il 16 febbraio
1936, in una sua dettagliata relazione, il colonnello
Comandante la Legione di Ancona, Giuseppe Beato, dopo la
cerimonia di saluto ai rappresentanti dell'Arma, svoltasi il 2
febbraio precedente. I Carabinieri lasciarono il Monte Titano
tra «scritte inneggianti» all'Arma: corteo, banda militare,
bandierine sventolanti.
Cerimonia nella Sala dei Capitani Reggenti: la Gendarmeria appena
costituita giura fedeltà e vi è il cambio di consegne tra il
Comandante italiano cedente e il Comandante sammarinese entrante.
Il Segretario di Stato della Repubblica, il nobile avvocato
Giuliano Gozi, Cavaliere di Gran Croce, saluta con parole di
ringraziamento e ammirazione i militari che hanno terminato il loro
incarico. Alle ore 14, relaziona con precisione il colonnello
Beato, il Distaccamento dei Carabinieri lascia il territorio di San
Marino per fare rientro su quello metropolitano
«salutato alla stazione dalle Autorità, dalle associazioni e da
una folla di cittadini che hanno inneggiato all'Arma e
all'Esercito».
Ogni singolo militare che aveva prestato servizio fu decorato con
Medaglia di Benemerenza.
Nel 1962 i Carabinieri sono tornati a collaborare con la
Repubblica di San Marino: un contingente dell'Arma, formato da 30 e
in seguito da 21 unità, è stato distaccato per istituire un Nucleo
Investigativo e di Polizia Giudiziaria. I militari hanno operato in
borghese. Questa collaborazione è cessata nel 1984 dopo aver
raggiunto gli obbiettivi prefissati.
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