Nel corso del
1956 il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri prospettò
al Ministero della Difesa Marina la necessità di disporre di
propri motoscafi soprattutto allo scopo di svolgere
perlustrazioni costiere per sorvegliare i movimenti di natanti
e di persone lungo la costa, per impedire espatri ed ingressi
clandestini di armi via mare, per i rastrellamenti da mare in
concomitanza con quelli da terra e per le altre eventuali
esigenze di sicurezza proprie dei servizio dell'Arma.
Nel luglio 1957 il Comitato per i progetti navali del predetto
Ministero fece conoscere al Comando Generale Carabinieri di aver
provveduto alla progettazione di due tipi di natanti:
-
una motobarca della lunghezza fuori
tutto di mt. 14; larghezza mt. 3,30; dislocamento massimo tonn.
12,1; velocità max non inferiore a 16 nodi; equipaggio con alloggio
4 uomini; persone trasportabili n. 10; autonomia ore 24;
-
un motoscafo lunghezza fuori tutto
metri 6; larghezza massima mt. 1,75; velocità massima non inferiore
a nodi 13; equipaggio 3 uomini; persone trasportabili 4; autonomia
10 ore.
Alla fine del
1957 i natanti necessari alle esigenze operative dell'Arma
furono fissati in 6 motoimbarcazioni da mt. 14 e 12 motoscafi
da mt. 6; la loro fornitura venne aggiudicata nel maggio 1958
rispettivamente alla Coop. Costruzioni Navali del Lido di Roma
ed ai Cantieri Celli di Venezia.
Con D.P.R. n. 1016 del 30 settembre 1958 l'Arma dei Carabinieri fu
autorizzata ad innalzare, sui propri natanti a motore, nei servizi
di polizia marittima, lacuale e fluviale e di rappresentanza, la
bandiera navale della Marina Militare.
Alla fine dell'ottobre 1960 venne disposto il trasferimento delle
prime cinque motovedette da 14 m., ciascuna già contraddistinta dal
nome di una Medaglia d'Oro al Valore dell'Arma, alle loro
destinazioni, che raggiunsero formando due convogli:
primo
convoglio:
-
motovedetta
"Burocchi", destinata a Trieste;
-
motovedetta
"Triggiani", destinata a Taranto;
-
motovedetta
"Scapaccino", destinata a Palermo;
secondo
convoglio:
-
motovedetta
"Serranti", destinata a Genova;
-
motovedetta
"Frignani", destinata a Livorno.
Successivamente ebbero luogo le
assegnazioni degli altri natanti alle Legioni
interessate.
Il 12 novembre 1969, avvertita la necessità di unificare, sotto il
profilo addestrativo e tecnico, l'attività del personale addetto ai
natanti dell'Arma, il Comando Generale istituì nella propria sede
il "Servizio Navale" che attualmente rappresenta l'insieme degli
organi direttivi, di comando ed esecutivi diretto allo svolgimento
dei compiti istituzionali dell'Arma dei Carabinieri nelle acque
interne, nel mare territoriale, nella zona di vigilanza doganale e,
limitatamente alle azioni consentite dalle convenzioni
internazionali ratificate dallo Stato italiano, in alto
mare.