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Signor Ministro, desidero, in primo luogo dare a tutti i convenuti
il benvenuto in questa Scuola che è il massimo Istituto di
formazione dell'Arma ove si formano i quadri dirigenti dell'Arma
dei Carabinieri e porgere un sentito ringraziamento per la presenza
a questo seminario, a conferma della vicinanza dell'Arma dei
Carabinieri e della particolare considerazione per l'impegno
dell'Istituzione nel contrasto alla criminalità nel settore
dell'agricoltura.
Un particolare saluto di benvenuto rivolgo, altresì, alle altre
Autorità intervenute, ai qualificanti rappresentanti dell'OLAF,
nonché ai 44 delegati dei Paesi dell'Unione Europea e di quelli per
i quali sono in corso le procedure per l'ammissione.
Questo seminario costituisce una importante occasione di confronto
e di dialogo sulle esperienze acquisite dai diversi organismi che
in Europa operano nel settore del contrasto alle frodi in
agricoltura.
Lo scambio di esperienze tra Organismi specializzati è il
necessario presupposto per disporre di un chiaro quadro sul quale
definire le strategie e le azioni operative, anche attraverso forme
integrate ed efficaci di cooperazione: tale assunto proviene
dall'esperienza del Comando Politiche Agricole dell'Arma dei
Carabinieri, che ha riscontrato la necessità di modelli e
procedimenti comuni da adottare a livello internazionale.
L'iniziativa che oggi prende avvio nasce nell'ambito del Programma
europeo AGIS, attraverso l'organizzazione, in partenariato con la
Guardia Civil spagnola e la Gendarmeria Nazionale francese, di un
seminario internazionale volto alla individuazione delle migliori
metodologie d'indagine per il contrasto nel settore.
In via preliminare desidero evidenziare che l'attività del Comando
Carabinieri Politiche Agricole è inserita in un contesto operativo
basato su un "modello binario" che l'Arma dei Carabinieri ha messo
a frutto con l'esperienza dei suoi 191 anni di storia. In tale
quadro, la scelta operata dall'Arma dei Carabinieri è stata quella
di agire da un lato con l'attività investigativa condotta da
reparti speciali quale quello del Comando Politiche Agricole, e
dall'altro nell'ambito del territorio, mediante l'azione di
concorso dei vari presidi dell'Arma. Il Comando Generale, da parte
sua, provvede al monitoraggio e all'analisi dei risultati traendo
un quadro di situazione chiaro, sulla cui base effettuare una
valida attività di coordinamento ed una opportuna azione di
indirizzo per orientare le strategie operative.
Il Comando Carabinieri Politiche Agricole, istituito il 5 dicembre
1994, in particolare, opera su tutto il territorio nazionale e, se
necessario, anche all'estero, nel rispetto delle direttive del
Ministro delle Politiche Agricole e Forestali da cui dipende
funzionalmente.
Per esercitare i poteri ispettivi devoluti a quel dicastero, il
Comando svolge controlli straordinari sulla erogazione e
riscossione di aiuti comunitari nei settori agroalimentare, della
pesca e dell'acquacoltura, nonché sulle operazioni di ritiro e
vendita dei prodotti agroalimentari , ivi compresi gli aiuti ai
Paesi in via di sviluppo. Esercita, inoltre, controlli specifici
sulla regolare applicazione dei regolamenti comunitari e concorre,
coordinandosi con l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi del
Ministero, nell'attività di prevenzione e repressione delle frodi
nel settore agroalimentare. Intrattiene, inoltre, rapporti con
l'OLAF che assicura il necessario coordinamento per l'attività
anti-frode su tutto il territorio comunitario.
Per conseguire una maggiore aderenza e penetrazione nel territorio,
il Comando Carabinieri Politiche Agricole, è stato poi integrato
con articolazioni periferiche mediante la istituzione di tre Nuclei
Antifrode (NAC) con sede a Roma, Parma e Salerno. I risultati
conseguiti sono molto apprezzabili e possono essere sintetizzati
dall'attività riferita all'anno 2004 che ha visto 537 tra arresti e
segnalati all'AG, 253 violazioni accertate, di cui 167 penali e 86
amministrative, 258 imprese agricole controllate e 9 imprese
proposte per la sospensione di aiuti. Particolare menzione merita
l'operazione condotta nelle province di Treviso e Udine nel gennaio
di quest'anno che ha portato all'arresto di 6 persone gravemente
indiziate di aver indebitamente percepito circa 20 milioni di euro
di contributi comunitari.
Tali risultati evidenziano come il settore agroalimentare
rappresenti uno dei compiti in cui le forze di polizia e, in
particolare, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza ed il
Corpo Forestale dello Stato profondono il loro impegno allo scopo
di salvaguardare i diritti e le libertà del cittadino. L'attività
delle forze di polizia, che si sta muovendo nell'ottica di un più
stretto coordinamento degli interventi, vedrà l'attenzione
dell'Arma rivolgersi, per il futuro, nel settore agroalimentare
alla repressione delle frodi in ambito nazionale ed al contrasto
delle sofisticazioni alimentari e delle bevande.
In particolare, il Comando Carabinieri Politiche Agricole, visto
l'interesse delle aziende di settore a immettere sul mercato
prodotti biologici, ha incrementato la vigilanza anche in direzione
di tale produzione.
La tutela del consumatore e degli operatori onesti nel comparto
agroalimentare rappresentano, dunque, il principale scopo
perseguito da Reparto Speciale dell'Arma dei carabinieri che, al
fine di ricercare quel legame di collaborazione con i cittadini
volto a migliorare il livello qualitativo della vita di ognuno, ha
istituito un servizio di informazione per soddisfare le richieste
di settore attraverso un numero verde gratuito, in funzione 24 ore
su 24 e su tutto il territorio nazionale.
Il controllo sulla assegnazione di contributi all'agricoltura, che
costituisce una importante componente dell'economia dei Paesi
comunitari e di cui l'UE ha sempre sostenuto lo sviluppo con una
Politica Agricola Comune, rappresenta una attività alla quale è
necessario conferire un adeguato rilievo. Va ricordato, infatti,
che dal 1° gennaio 2005 ha preso le mosse la nuova Politica
Agricola Comune che ha mutato le regole che presiedono alle
elargizione dei contributi in agricoltura, contributi che saranno
condizionati al rispetto delle norme in materia di salvaguardia
ambientale, sicurezza alimentare, sanità animale e vegetale.
Sostenibilità ambientale e sociale, insieme alla competitività
rappresentano, quindi, gli obiettivi ricercati dalla nuova Politica
Agricola Comune, in piena armonia con il contenuto della strategia
di Lisbona.
Il lavoro delle forze di polizia europee nel settore, pertanto,
deve essere ancor più attento affinché, anche con queste
innovazioni, non si verifichino illegalità e possano essere
conseguiti senza illecite interferenze gli scopi prefissati, vale a
dire mercato stabile, reddito adeguato per l'imprenditore agricolo
e prodotto di qualità per il consumatore. In tale contesto,
l'interazione delle attività tra i diversi Reparti Speciali
dell'Arma con i Reparti Territoriali potrà realizzare un ruolo
rilevante nel controllo di tutte le fasi delle filiera
alimentare.
L'esperienza, infatti, ha dimostrato come la criminalità che agisce
in agricoltura possa commettere un largo ventaglio di illeciti, che
coinvolgono tutte le attività che vanno dalla coltivazione, alla
trasformazione ed alla commercializzazione dei prodotti.
L'intervento, allora, deve essere condotto non solo sui singoli
segmenti interessati, ma anche in un contesto globale, utilizzando
elevate professionalità specifiche, per assicurare l'osservanza
delle norme sull'impiego dei lavoratori, la sicurezza dei prodotti,
il rispetto della normativa ambientale e la liceità della ricezione
dei contributi comunitari.
Sono convinto, infatti, che una attenzione trasversale a tutte le
fasi dei processi produttivi in agricoltura, ne rilancia la
competitività e ne aumenta la qualità dei prodotti, rispettando il
delicato equilibrio con l'ambiente.
Il Signor Ministro Alemanno, in più occasioni, ha sottolineato,
infatti, come la qualità sia posta tra i capisaldi della Politica
Agricola Nazionale.
Non va sottovalutato, infine, il fenomeno crescente della
criminalità organizzata nel settore della illecita riscossione dei
contributi: tale interesse è motivato dai consistenti utili che si
possono conseguire ed è legato alla capacità di controllo del
territorio che le famiglie mafiose sono in grado di esercitare,
anche alla possibilità di riciclaggio di denaro, offerta da tale
mercato, ove è ancora diffuso l'utilizzo di pagamenti in contanti
anche per prestazioni di notevole valore.
Tali condotte illecite possono, in alcuni casi, determinare la
fuoriuscita dell'agricoltore onesto dal mercato. Ed è in questo
contesto che diventa rilevante il concorso dell'Arma territoriale,
capillarmente diffusa sul territorio e perfettamente integrata nel
tessuto sociale, nell'attività di contrasto agli illeciti in
agricoltura, soprattutto nelle regioni del sud Italia. E'
fondamentale, infatti, la fiducia che il cittadino agricoltore e le
organizzazioni di categoria possono riporre in una forza di polizia
con un dispositivo di prossimità esteso anche nelle aree rurali, ed
a cui poter indicare per tempo i segnali dell'attività
criminosa.
La necessità di procedere all'analisi di tutta la criminalità in
agricoltura, e non solo delle frodi, è stata avvertita dalla
Direzione Nazionale Antimafia, che su precise indicazioni del
Procuratore Nazionale, ha istituito un apposito servizio per
stimolare il contrasto alla criminalità mafiosa nel particolare
settore.
Il quadro delineato fa emergere la necessità di procedere un
confronto a livello europeo per giungere ad una sempre maggiore
cooperazione tra organismi preposti all'attività di
contrasto.
Questa è la ragion d'essere dell'incontro odierno, al termine del
quale ciascuno potrà acquisire una maggiore consapevolezza degli
strumenti a disposizione per la tutela di una fondamentale
interesse comune.
In uno scenario nel quale la criminalità opera sempre più in chiave
transnazionale, la strada della cooperazione diventa strumento
indispensabile. Alle forze di polizia tocca inevitabilmente il
compito di adeguare i propri metodi e i propri meccanismi operativi
a tale dimensione, investendo in uomini qualificati, tecnologie
moderne e tecniche di gestione adeguate.
Concludo, pertanto, rivolgendo ai partecipanti l'augurio di buon
lavoro, nella convinzione che soltanto con un impegno sinergico è
possibile contrastare efficacemente un fenomeno che ha dimensioni
trans-nazionali e che oltre a costituire una opportunità per la
criminalità organizzata di realizzare illeciti profitti, può
incidere pesantemente sulla qualità della vita di milioni di
persone.
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