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2009 >
I Temi
L'Arma
multietnica
Influenzata dai flussi migratori e dalla globalizzazione, la
società evolve sempre più verso un modello multietnico. Anche
l'Arma, che della società è specchio fedele, segue questo percorso
di integrazione, confermandosi un'Istituzione al passo con i tempi,
attenta ai mutamenti che interessano la collettività e capace di
"cambiare pelle". Sempre però restando se stessa, saldamente
ancorata ai valori che la caratterizzano, con una sola missione:
servire di più e meglio le comunità affidatele, anche con l'apporto
di Carabinieri "nuovi cittadini", originari di Paesi lontani e di
etnie diverse.
Chi si trovasse a risalire per le valli lombarde potrebbe quindi
imbattersi in un giovane Carabiniere dagli inconfondibili tratti
asiatici, figlio di artigiani provenienti dalla Repubblica Popolare
Cinese. E ancora, il turista rapito dalla bellezza di Piazza San
Marco a Venezia potrebbe incrociare lo sguardo di una giovane donna
Carabiniere di origini ucraine che vigila discreta fra le calli,
quasi a confermare la vocazione di ponte fra oriente e occidente
dell'antica Repubblica Marinara. Da est a ovest, a Torino, città
dove il numero di cittadini extracomunitari è molto consistente,
non sorprende la presenza del militare di origine brasiliana che
sfreccia sulla "gazzella" per le vie del centro, o di quello, di
avi dominicani, che pattuglia le strade di San Salvario.
Questi
Carabinieri, oltre a incarnare un edificante modello d'integrazione
di cui l'Istituzione va fiera, costituiscono anche una preziosa
risorsa operativa, tanto per la conoscenza delle lingue, quanto per
la possibilità di svolgere indagini su organizzazioni criminali di
matrice etnica. Da un lato, infatti, essi possono contribuire ad
alimentare i "Centri Operativi di Risposta" (C.O.R.) e i "Nuclei
Ricezione Denunce" in lingua straniera (N.R.D.) di cui l'Arma si è
dotata nei Comandi provinciali competenti su luoghi a maggiore
vocazione turistica, per rispondere in modo sempre più aderente
alle diverse esigenze provenienti dal territorio. Dall'altro,
costituiscono uno strumento efficace per penetrare una criminalità
connotata etnicamente e sempre più attiva in particolari settori
quali la tratta di esseri umani, il traffico di stupefacenti e,
recentemente, anche quello di rifiuti speciali favorendone lo
smaltimento nei Paesi di provenienza.
Carabinieri di origini diverse possono offrire la possibilità di
meglio interpretare dinamiche interne, idioma e logiche
delinquenziali, ma anche, più semplicemente, contribuire a
rafforzare, in specifiche realtà locali, il legame con le comunità,
caratteristica e punto di forza dell'identità istituzionale. E' il
caso di un Carabiniere, sbarcato bambino quasi vent'anni fa sulle
coste pugliesi proveniente dall'Albania, che oggi veste l'uniforme
in Sicilia, presso una Stazione nel cui territorio vive una folta e
laboriosa comunità schipetara. Essi, inoltre, offrono all'Arma
l'opportunità di avvicinare in modo nuovo le sacche di marginalità
alimentate dall'immigrazione clandestina nelle grandi città come
nei centri più piccoli, diventando veri e propri "sensori sociali"
in grado di percepire con maggiore facilità tensioni, interazioni
culturali ed esigenze particolari, proponendosi anche come
superficie di contatto privilegiata.
L'interesse dei "nuovi cittadini" per l'Arma non nasce solo dal
"fascino della divisa". Esso affonda le proprie radici anche nella
secolare attitudine dell'Istituzione a ergersi in difesa dei più
deboli, vocazione alla quale non possono restare insensibili
giovani che, almeno in qualche momento della loro vita, hanno
vissuto la condizione di vulnerabilità propria di coloro i quali
crescono lontano dalla loro terra d'origine. E proprio in Paesi
lontani l'Arma, impegnata in operazioni di mantenimento della pace,
si è fatta apprezzare per la sua capacità di stare fra la gente, di
intercettarne i bisogni e le aspirazioni, proponendosi alle
popolazioni locali, come in Patria, quale sicuro punto di
riferimento per esigenze non solo di
sicurezza. |
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