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2007 >
Le Missioni di Pace
Le Aree di Operazioni e la
Sicurezza delle Sedi Diplomatiche
L'Arma dei Carabinieri vanta una consolidata tradizione di
partecipazione ad interventi umanitari e di supporto alla pace
all'estero, risalente addirittura al 1897, quando, a seguito degli
eccidi etnici verificatisi nell'isola di Creta, le Potenze europee
inviarono un contingente militare multinazionale. L'Italia vi
partecipò con i Carabinieri, ai quali, una volta ristabilito
l'ordine, venne affidato anche l'incarico di organizzare la
Gendarmeria cretese secondo il modello dell'Arma.
Questo schema operativo di pacificazione e ricostruzione è giunto
sino ai giorni nostri, che vedono l'Arma impegnata nei principali
Teatri di operazioni, al fianco delle altre Forze armate, per
portare legalità e sicurezza a popolazioni bisognose di
stabilità.
L'acronimo M.S.U. (Multinational Specialized Unit) è ormai noto in
tutto il mondo per identificare l'originale contributo dell'Arma
che, nella sua duplice veste di forza "militare" e "di polizia", è
in grado di svolgere compiti operativi di imposizione dell'ordine e
della sicurezza pubblica (law enforcement) e di fornire
l'assistenza necessaria per la ricostruzione e il funzionamento
delle istituzioni locali (institution building).
La moderna azione di peacekeeping dell'Arma nasce e si sviluppa
nell'ambito della NATO con l'impiego, alla fine degli anni '90, dei
primi due Reggimenti M.S.U. in Bosnia e in Kosovo, dove ancora oggi
i Carabinieri continuano ad essere presenti.
L'evoluzione dell'impegno operativo ha seguito la trasformazione
delle missioni di pace, sempre più orientate al processo di
ricostruzione delle istituzioni nelle aree di crisi.
In Iraq, sin dall'inizio dell'operazione "Antica Babilonia", il
Reggimento M.S.U. ha assunto un ruolo rilevante per la formazione
delle forze di sicurezza locali, definendo un modello addestrativo
il cui successo ha ispirato ulteriori progetti.
Una componente dell'Arma opera a Baghdad, nell'ambito della "NATO
Training Mission", per la formazione della Gendarmeria irakena: la
Iraqi National Police. In Afghanistan, dal luglio del 2007, i
Carabinieri partecipano alla missione dell'Unione europea "EUPOL
Afghanistan", per l'addestramento della Polizia Nazionale
Afgana.
Ulteriori attività riguardano, quindi, l'Afghan National Civil
Order Police (A.N.C.O.P.) e l'Unità Integrata di Polizia
congolese.
In Medio Oriente, i Carabinieri partecipano alla missione "TIPH"
(Temporary International Presence in Hebron), per
supervisionare l'accordo di pace araboisraeliano siglato nel
settembre 1995, e a quella "EUBAM" (European Union Border
Assistance Mission), al comando di un Generale dell'Arma, con
compiti di assistenza e monitoraggio a favore della polizia di
frontiera palestinese al valico di confine di Rafah nella Striscia
di Gaza.
Inoltre, l'Arma è impegnata a Cipro, nella missione UNFICYP
(United Nations Peacekeeping Force in Cyprus), per
vigilare sull'applicazione del "cessate il fuoco" tra i
turco-ciprioti, al nord, ed i greco-ciprioti, al sud.
Sempre in ambito internazionale, l'Istituzione esercita un'altra
funzione, direttamente connessa con la protezione delle comunità
italiane presenti nelle diverse aree del mondo. Dalle aride steppe
del Kazakistan alle foreste pluviali del Sud America, passando per
i paesaggi desertici dell'Africa e per il turbolento Medio Oriente,
fino alla sconfinata Cina e al cuore della cosiddetta
"Mitteleuropea", il Comando Carabinieri Ministero Affari Esteri
fornisce la necessaria cornice di sicurezza alle attività delle
rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, non lasciando
sguarnita nessuna area del globo, neppure la più remota o la più
pericolosa.
Sono state 139 le sedi italiane tutelate nel 2007, con un impiego
complessivo di 449 Carabinieri. A questi militari è richiesta una
crescente specializzazione, non solo nella conoscenza delle lingue,
ma anche per la valutazione delle situazioni di criticità,
verificate in tempo reale, d'intesa con l'Unità di Crisi del
Ministero degli Affari Esteri.
- Operazioni
di sostegno della pace
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Aree di operazioni: |
Militari
impiegati: |
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Iraq |
50 |
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Bosnia |
350 |
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Kosovo |
600 |
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Cisgiordania |
30 |
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Afghanistan |
130 |
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Libano |
110 |
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Altre missioni |
60 |
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[Cipro (4), Albania (4), EUPT Kosovo (2), UNMIK (6), Rafah(18),
Congo (6), EUPM (14), varie N.I.C. (6)] |
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