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2007 >
Il Controllo del
Territorio
I Cinofili e i Carabinieri a
Cavallo
Nelle attività di ricerca e pattuglia l'uomo Carabiniere trova il
sostegno di due amici fedeli: il cane e il cavallo.
I cani fiutano quello che l'uomo neppure odora: tracce di
malviventi o di persone scomparse, stupefacenti, esplosivi o
l'esile respiro delle vittime di valanghe o disastri naturali. Ad
oggi, i cani in servizio sono circa 400, distribuiti in 22 Nuclei
sull'intero territorio nazionale. Questi straordinari animali
formano con i loro Carabinieri conduttori un binomio operativo
inseparabile - l'unità cinofila - in grado di svolgere una grande
varietà di servizi: 1.741 nel solo 2007.
La maggior parte dei cani sono pastori tedeschi, impiegati nelle
tre diverse specialità: il cane da polizia, per la ricerca di piste
o di oggetti, per la difesa o l'attacco; il cane antidroga e quello
per la scoperta di esplosivi. Più recentemente, a questa razza si
sono affiancati alcuni esemplari di labrador.
L'Arma in sella, invece, ha origini lontane, quando il cavallo era
l'unico mezzo utile di perlustrazione. Poi automobili e
motociclette hanno sostituito i quadrupedi, ma non del tutto.
Ancora oggi, i Carabinieri arrivano a cavallo dove ruote e motori
non giungono, compiendo servizi di rastrellamento per la ricerca di
latitanti o per individuare discariche abusive in collaborazione
con i Nuclei Operativi Ecologici. Inoltre, è possibile scorgere le
pattuglie a cavallo nei grandi parchi, dove i quadrupedi offrono ai
militari agilità negli spostamenti e una prospettiva di
osservazione elevata molto utile.
Queste attività richiedono naturalmente un addestramento costante e
severo, che trova la sua massima espressione nel Carosello storico
del Reggimento a cavallo. Prima al passo e poi al trotto, cavalli e
cavalieri, si muovono con eleganza, all'unisono, componendo
complesse figure a suon di musica, fino alla corsa liberatoria al
galoppo, con una abilità equestre eccezionale, la stessa
indispensabile all'impiego
operativo. |
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