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Quando si parla di Corazzieri, si pensa subito a quelle figure
imponenti ed austere nelle loro armature argentee ed elmi con la
lunga coda. Non tutti sanno, però, che questi Carabinieri hanno
compiti che vanno ben al di là dei pur suggestivi servizi di scorta
e d'onore, eseguiti a piedi o a cavallo per sottolineare la
solennità dei più importanti eventi istituzionali svolti alla
presenza del Presidente della Repubblica. La loro principale
responsabilità, infatti, è proteggere fisicamente il Presidente e
le personalità periodicamente suoi ospiti ufficiali, garantendo, al
contempo, la sicurezza dell'intero complesso del Quirinale e dei
numerosi eventi che vi hanno luogo.
La delicatezza del compito richiede ovviamente un addestramento
accurato e costante: dietro quelle corazze ci sono tiratori scelti,
artificieri antisabotaggio, paracadutisti e esperti in arti
marziali. Non è facile diventare Corazziere. Oltre ai requisiti
fisici (almeno 190 cm di altezza ed una costituzione armoniosa) e
ad una indiscussa moralità personale, bisogna avere eccellenti
trascorsi disciplinari e di servizio. Occorre, naturalmente, avere
anche una particolare abilità nell'equitazione, per poter cavalcare
alla perfezione gli alti cavalli di razza irlandese del reparto, e
nel condurre le motociclette, le imponenti Moto Guzzi "California",
molto usate nei servizi d'onore. Serve la resistenza fisica a
prolungati turni di servizio in piedi, svolti con austera
immobilità. Ma, soprattutto, sono indispensabili capacità e
prontezza, per gestire tante delicate situazioni operative
caratterizzate da grande presenza di pubblico e dalla necessità di
assicurare una protezione discreta ma sempre efficace.
Il Reggimento Corazzieri ha sede nella caserma Alessandro Negri di
Sanfront.
Gli attuali Corazzieri costituiscono la continuità storica di tutti
i reparti che hanno avuto, dal XVI secolo in poi, il compito
prestigioso di Guardie d'Onore presso la corte sabauda. Essi hanno
servito fedelmente, nel corso della storia italiana, le
Istituzioni, pagando anche un rilevante tributo di sangue al
giuramento prestato.
Il 13 giugno del 1946, Umberto II salutò i "Corazzieri Guardie del
Re" nel Cortile d'Onore del Quirinale poco prima che il Tricolore
sabaudo venisse ammainato. Fu l'atto finale della Monarchia ed il
primo della Repubblica Italiana.
I Corazzieri ne furono testimoni, come furono testimoni dell'avvio
del nuovo corso istituzionale, con la capacità di saper riannodare
i migliori fili del passato con quelli di un presente fatto di
efficienza e dinamismo.
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