CARABINIERI

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Quanti giornali con gli alamari

Alcune pubblicazioni edite dell'Arma o comunque collegate alla vita dei Carabinieri.Con il trasferimento a Roma prende anche corpo una pubblicistica dedicata ai Carabinieri e questo non solo in virtù delle simpatie che l'Arma raccoglie presso l'opinione pubblica, ma anche perché gli oltre 20mila effettivi, tutti alfabetizzati, costituiscono un mercato editoriale di grande rilievo in un Paese ancora analfabeta quasi al 95 per cento. E' ancor più significativo il fatto che i Carabinieri leggano molto più dei loro colleghi soldati di altre armi. Come fa notare un editore di allora, "l'Arma dei Carabinieri ha tre giornali che si occupano esclusivamente di lei e da essa traggono vita e si può calcolare che gli stessi abbiano in complesso oltre 4.500 abbonati".

Nel dicembre 1872 nasce proprio a Roma Il Carabiniere con due uscite alla settimana (mercoledì e sabato): viene distribuito in abbonamento al prezzo di 8 lire, pagabili in quattro rate trimestrali anticipate. Prima in quattro e poi in otto pagine, vengono offerti gli atti ufficiali dell'Arma, notizie di cronaca e di storia con particolare attenzione agli aspetti di polizia, un notiziario nazionale ed internazionale, risposte ai quesiti dei lettori, piccola posta e racconti a puntate. L'elsa della sciabola da ufficiale in dotazione all'Arma dal 1873.Dieci anni dopo la sua fondazione Il Carabiniere diventa un settimanale illustrato: molto spesso pubblica le tavole di Quinto Cenni, il sommo illustratore militare italiano del XIX secolo. Soltanto nel Natale del 1894 Il Carabiniere cessa le pubblicazioni.

Ancora per iniziativa di privati nasce nel 1873 il Monitore dei Carabinieri Reali, anch'esso bisettimanale (giovedì e domenica) e con un contenuto simile a quello del suo concorrente. Nel 1900 il Monitore diviene settimanale e si trasforma in organo ufficiale delle società di mutuo soccorso tra i carabinieri congedati e giubilati. A quell'epoca il termine "giubilato" non aveva il significato crudo assunto in seguito: significava collocato a riposo dopo aver onorevolmente compiuto il massimo del servizio. La testata viene modificata in Il Monitore dei Carabinieri Reali e compare il motto "Disciplina - istruzione - intelligenza ed amore del servizio - emulazione". La tabella organica del 1873."Istruire dilettando - eccitare con l'esempio" è invece il motto dell'Album del Carabiniere Reale, edito a Roma a partire dal 1887. Questa pubblicazione si propone di offrire autentico florilegio delle più belle azioni compiute dai militi e di pubblicare a puntate (l'idea non è dunque nuova) la storia dell'istituzione. L'Album ha vita breve a causa della morte del suo proprietario intervenuta lo stesso anno. Sempre in questa corrente di pubblicistica si colloca dal 1885 al 1890 il Carabiniere Italiano.

La caserma e' oggi sede del Comando della Regione.Tutt'altro tenore ha invece Il Comandante di stazione, diretto dal capitano in ausiliaria Eugenio Simoncini dal 1886 al 1887. Oltre alle consuete notizie militari, esso contiene istruzioni pratiche di interesse per i sottufficiali. Questa pubblicazione offre una serie di consigli utili per la vita di tutti i giorni. Si va dalle istruzioni su come tenere i diciannove registri obbligatori per la stazione dei Carabinieri Reali a suggerimenti singolari (e decisamente inconsueti su una rivista militare) come questo: "L'acqua delle patate bollite adoperata per pulire le spalline, i fregi del cappello e del berretto, i puntali ed in genere tutti gli oggetti d'argento, è di un'efficacia sperimentata per togliere dagli ornati le materie nerastre che vi si formano, a ridonare al metallo il suo primitivo splendore".

Ingresso della Legione Carabinieri di Roma in una foto del 1885.Può sembrare un consiglio curioso, ma chi non ha fatto il militare non ha idea di quanto il decoro e la pulizia abbiano importanza. A quei tempi, inoltre, non esistevano i mille prodotti specifici di oggi e per tenere in ordine la divisa si doveva ricorrere a quel che era realmente disponibile, compresa la bollitura delle patate.

Ingresso della sede di Via degli Astalli.Infine compare nel 1887 il quindicinale L'Amico dell'Arma, con il benemerito scopo di fornire agli abbonati soprattutto il materiale di studio (in gergo militare foraggio) per la preparazione agli esami nei vari gradi. Il successo di questa pubblicazione fu tale che durò la bellezza di trentun'anni nel suo pratico formato libro di 24 pagine sotto una copertina rosa. In appendice vi era, appunto, un romanzo d'appendice, nonché quesiti a premi su problemi giuridico-professionali. A parte veniva anche pubblicato un bollettino mensile delle promozioni finché nel 1913 esso non venne direttamente fuso nella pubblicazione. Ma il pezzo forte era rappresentato da studi e commenti di legislazione penale, leggi e decreti, circolari ministeriali e giurisprudenza in generale.

Le notizie a tutte queste pubblicazioni non mancarono davvero e nemmeno le figure eroiche da additare all'ammirazione ed all'esempio dei lettori, come per esempio Chiaffredo Bergia, un castigabriganti di cui parleremo diffusamente nella prossima puntata.

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