CARABINIERI

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Premessa

Anche da la gloria ha un prezzo. Quello più evidente e immediato è rappresentato dal bilancio delle vite sacrificate (un tempo si diceva immolate) per le grandi cause: e il Risorgimento fu, senza dubbio, una grande causa.

"Carabiniere con carabina e mantello", disegno a carboncino di Enrico Gamba (Museo del Risorgimento, Torino).Vi è però anche un prezzo vero e proprio: un costo economico, per intenderci. Sono argomenti che sfuggono spesso all'analisi superficiale degli storici, ma che condizionano al momento le scelte dei governi. E il Risorgimento fu un'impresa molto costosa, che rischiò perfino di mettere in crisi le casse dello Stato che si andava formando.

La guerra contro l'Austria del 1848-1849 era costata qualcosa come 200 milioni di lire, la guerra di Crimea altri 50, quella del 1859 un quarto di miliardo di lire e la batosta del 1866 aveva sfiorato gli 800 milioni. In meno di 20 anni si erano spesi la bellezza di 1.300 milioni di lire di allora. Le entrate invece salivano faticosamente a 600 milioni annui nel 1866 e naturalmente non vi erano solo le uscite militari da tenere in conto. Tutte le grandi opere pubbliche necessarie per lo sviluppo dell'infrastruttura di un Paese più moderno assorbivano altre importanti quote di bilancio.

Nel 1861 il debito pubblico ammontava a 2.450 milioni di lire; quattro anni dopo era più che raddoppiato. La terza guerra di Indipendenza (1866) fece registrare un aumento del deficit complessivo sul bilancio dello Stato dal 47 per cento a oltre il 60 per cento. Una situazione che fa venire in mente l'allarme sempre più acuto dei nostri giorni di fronte all'aumento vertiginoso del debito pubblico.

Anche allora vi erano denunce per l'iniquità fiscale: il prelievo sui consumi era pesantissimo, mentre proprietà e redditi venivano tassati in misura leggera. Anche allora le banche europee elevarono notevolmente i tassi d'interesse sui prestiti concessi al governo italiano. Una semplice manovra finanziaria non sarebbe stata sufficiente per sanare la situazione e per tutto il quindicennio 1861-1876 fu applicata la politica della lesina.

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