CARABINIERI

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Ministero della Difesa

Da Cavour a Garibaldi

Premessa

Il corpo di spedizione era da poco tornato alle sue case e da poco era stato firmato il trattato di Parigi (30 marzo 1856), il quale poneva fine alla sanguinosa guerra di Crimea, quando i carabinieri furono nuovamente impegnati nella dura lotta contro il banditismo in Sardegna.
Il capitano Agostino Castelli, medaglia d'oro per la sua accanita battaglia contro i banditi sardi prima dell'Unità d'Italia.Come già abbiamo visto l'isola costituiva da sempre una fonte di preoccupazioni per l'ordine pubblico, divenuto ancor più precario dopo che la legge delle chiudende (nel 1820), l'abolizione delle proprietà feudali (nel 1836) e una serie di altre leggi avevano contribuito a modernizzare l'assetto giuridico del Regno di Sardegna, frantumando però assetti economici e sociali consolidati da secoli.

L'abolizione del "Su connottu" (il conosciuto, leggi non scritte che regolavano l'uso delle terre collettive) provocò un vasto fenomeno di appropriazione di terre da coltivazione e pascolo, prima appartenute alle comunità contadine e pastorali. Inutile dire che ad accaparrarsele furono i grossi proprietari terrieri.

Anche le proprietà feudali non scomparvero: più semplicemente l'esazione dei tributi in denaro passò nelle mani impersonali dello Stato. Scomparve così anche un legame personale con il feudatario che poteva contribuire ad alleviare le difficoltà di un contribuente in arretrato con i versamenti. Se si pensa che poi una parte dei soldi andava a titolo di indennizzo nelle tasche degli ex-feudatari, è facile capire quale potenziale di rabbia e di rivolta fosse scatenato da questi cambiamenti.

Nel solo 1841 gli omicidi, su una popolazione di appena 500mila abitanti, furono 405. I latitanti in quegli anni erano quasi 500 e le loro bande erano in grado non solo di attaccare i villaggi, ma perfino di progettare l'assalto a città come Oristano per rapinare l'erario locale (1847).

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