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Ministero della Difesa

Dal 1848 alla Guerra di Crimea

Nell'inferno di Crimea per fare l'Italia

Dopo il 1849 il Piemonte ha ben compreso una lezione che sarà una costante secolare della politica estera italiana: mai senza un grande alleato. I Carabinieri alla Roccia dei Piemontesi (olio di Silvano Campeggi).Il ministro Camillo Benso, conte di Cavour, sa perfettamente che gli alleati non si cercano sulla base delle buone intenzioni e delle chiacchiere, ma che bisogna offrire concrete contropartite. La buona occasione viene offerta dalla provocazione dello zar Nicola di Russia al governo turco della Sublime Porta. Nicola chiede al sultano (con il tacito consenso dell'Austria di cui si è garantita la neutralità), di riconoscere il diritto di proteggere tutti i sudditi di religione ortodossa nell'impero turco, cioè in parole povere il diritto di intromettersi nelle questioni interne (febbraio 1853).

L'opinione pubblica europea non ama particolarmente la Turchia, ma la fondata paura di vedere l'orso russo prendere il controllo del Bosforo (un timore ricorrente nei secoli) provoca la mobilitazione della Francia e dell'Inghilterra. Le due potenze fanno salpare le loro flotte alla volta dei Dardanelli in segno di tangibile solidarietà. Purtroppo i russi, dopo alcune sconfitte iniziali, spazzano a Sinope la flotta turca dal Mar Nero e si preparano a marciare su Costantinopoli per imporre la pace. Il 12 marzo 1854 Francia e Inghilterra firmano l'alleanza con la Turchia. Grazie alla loro superiorità navale le forze francoinglesi ricacciano rapidamente i russi da Scutari e Gallipoli e prendono l'iniziativa di cingere d'assedio Sebastopoli, centro nodale della potenza militare russa nel Mar Nero (9 ottobre 1854). Ma la fortezza è una noce dura da schiacciare e il rigido inverno, insieme ad un'epidemia di colera, falciano i soldati ed allontanano l'illusione di una rapida vittoria. Quando si rende conto che l'Inghilterra cerca altri alleati nell'impresa, Cavour tenta di strappare subito contropartite, anche segrete, per il suo intervento, ma i franco-inglesi non hanno voglia di mettersi in urto con l'Austria. Bisognerà pagare anticipato e rinviare il saldo del credito politico. Il 9 maggio 1855 il Corpo di Spedizione Sardo in Oriente, forte di 18.058 uomini, sbarca nel porto di Balaklava (una località che diventerà famosa per una eroica carica inglese). E' interessante notare come 136 anni dopo nell'analoga guerra del Golfo (Stati Uniti a parte) soltanto la Gran Bretagna riuscisse a gran fatica a mettere in piedi un contingente simile.

Con il corpo di spedizione viaggia anche un distaccamento di 70 carabinieri, con cinque ufficiali, al comando del capitano Emanuele Trotti. Mentre la campagna prosegue con grande spargimento di sangue e senza troppa fantasia, i carabinieri svolgono una capillare e preziosa opera di scorta, guida e polizia civile e militare, nonché di soccorso ai colerosi, che contribuisce non poco a infoltire il loro invidiabile medagliere: 4 medaglie militari ottomane, 4 francesi, 37 di Crimea inglesi e 27 di Crimea sarde. I lavori effettuati nei Campi in Crimea.Nelle operazioni militari il valore dei carabinieri risplende, insieme a quello dei loro commilitoni dell'armata sarda, nell'accanita difesa di una posizione ("La Roccia") dei Piemontesi. Il generale russo Gorciakov ha lanciato un poderoso attacco notturno (15-16 agosto 1855) con 50mila uomini sulle linee della Cernaia (il fiume nero) per alleggerire la pressione su Sebastopoli. Tuttavia Gorciakov non é troppo convinto dell'utilità dell'azione anche se Pietroburgo preme perché si faccia qualcosa.

LA ROCCIA DEI PIEMONTESI. Alfonso La Marmora, messo in allarme da un rapporto informativo francese, ha preso tutte le opportune misure, tra le quali la fortificazione di un avamposto (lo Zig-Zag) oltre la Cernaia. Precedute dal loro terribile "Hurra!" le grigie colonne russe si lanciano sull'avamposto credendo di spazzarlo facilmente. Si sbagliano e la resistenza all'arma bianca consente alla Il divisione sarda e ai francesi di schierarsi per attendere l'urto. Le truppe dello Zig-Zag ripiegano ordinatamente sulla Roccia dei Piemontesi, dove i reparti sardi e quelli dei carabinieri addetti alla Il divisione oppongono una resistenza insormontabile agli scoordinati anche se furiosi e valorosi attacchi russi. Quando la pressione russa si attenua, i piemontesi riconquistano di slancio il loro Zig-Zag. Per i russi è una sconfitta cocente e pesantissima, con la perdita di 7 generali e di 8mila uomini, contro appena 2mila degli alleati. Sarà sarcasticamente immortalata come esempio (quella guerra ne fu invero piena) di cattiva pianificazione militare dalla proverbiale e amara strofa di Tolstoj: «Era piano sulla carta, ma dirupato nella realtà».

Una carta militare dell'epoca con la dislocazione dei Campi del Corpo di spedizione.Per il capitano Trotti, a premiare il comportamento esemplare nella difficile giornata del 16 agosto, arrivano la Legion d'Onore francese e la croce di cavaliere dell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.
In patria la Cernaia rappresenta un riscatto dall'onta di Custoza e di Novara e un pegno per un ruolo più attivo nella politica internazionale.

«Dio benedica da La Marmora all'ultimo tamburino, non sapete (o forse sapete) che immenso bene avete fatto all'Italia!», scrive con grate parole il politico Massimo d'Azeglio al generale Durando, che comandava appunto la Il divisione.

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