CARABINIERI

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Ministero della Difesa

Dal 1848 alla Guerra di Crimea

Premessa

Tunica della divisa da ufficiale del 1843 (Museo Storico dell'Arma). Le motivazioni sono quelle di sempre, con i soliti aggettivi e sostantivi. "Coraggio", "zelo", "senza badare al pericolo", "con pericolo della vita". E' il 1839: il disgelo primaverile e le piene autunnali provocano disastri a catena nelle valli dei fiumi, che straripano nelle campagne, travolgendo uomini, bestiame e cose. Il dissesto idrogeologico e la paura delle inondazioni non sono davvero cosa nuova per l'Italia, come non lo è la presenza costante ed efficace delle forze armate nelle calamità.

In Grande Uniforme da ufficiale del periodo risorgimentale.particolare dei carabinieri, che in quell'anno sono dovunque in prima fila a portare soccorso, a salvare donne, vecchi e bambini che rischiano di annegare sotto l'impeto delle acque di fiumi e torrenti: il Po, la Dora, il Polcevera, il Sesia, l'Areto. Le scene sono (cambiati i costumi e gli oggetti quotidiani) quelle di sempre: quelle dell'alluvione che colpì la provincia di Salerno nel 1899 (ricordata in copertina) o quella, per rammentare gli episodi più recenti, del Vajont o dell'inondazione della pianura padana, o di Firenze.

Chiome di alberi che a malapena spuntano dalle acque, carogne di animali che galleggiano gonfie, gruppi di superstiti intirizziti sui tetti delle abitazioni, qualche barca che si aggira per la desolazione.

Nel 1839 i carabinieri si fanno onore; si prodigano ai limiti delle loro forze (come già avevano fatto tre anni prima in occasione di un'epidemia di colera) e diverse medaglie d'argento testimoniano del coraggio e dell'abilità dei soldati nel salvare da sicura morte interi nuclei familiari. In guerra e in pace, comunque in prima linea.

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