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Quel che sta accadendo oggi in
Somalia ha forse riportato alla mente di molti anziani i ricordi
della guerra in Africa, all'inizio degli anni Quaranta. Piazze e
strade delle nostre città sono ancora dedicate all'Amba Alagi o al
Duca d'Aosta, il segno di un'epopea che non può essere dimenticata,
anche perché la lotta fu allora impari e dolorosa, con una
drammatica inferiorità di mezzi e di uomini. I Carabinieri
scrissero pagine di gloria in Etiopia su quel fronte intriso di
fatica e di dolore: caldo, marce spossanti, poca acqua e poco cibo,
molte mosche.
La guerra avrebbe riservato altre
tragedie di pari, se non maggiore, entità: la campagna di Russia,
con il dramma dell'ARMIR, e poi la disfatta, la caduta del
fascismo, l'8 settembre, lo sbandamento del "Tutti a casa".
Soltanto dopo di allora i nostri soldati, e non soltanto loro,
poterono rialzare la testa nella lotta contro gli invasori nazisti,
nella guerra partigiana.
Questa è la cronaca delle pagine più
amare, del periodo che va dalla sconfitta in Africa ai giorni
immediatamente successivi
all'armistizio. |