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Ministero della Difesa

L'inizio della guerra

Premessa

La via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni: in un certo senso anche quella verso una guerra lo è. Da quando la svastica nazista, originariamente un simbolo solare di molte civiltà indoeuropee, aveva cominciato a,diffondere la sua luce oscura, tanti avevano ripetuto come non mai attraverso l'Europa democratica la parola "pace".
Mussolini dichiara guerra (10 giugno 1940) a Francia e Inghilterra (copertina della Domenica del Corriere).Gli argomenti dei sostenitori della pace, contro la follia di una nuova guerra devastatrice, non erano solo quelli generici ai quali ricorrono da sempre tutti i pacifisti. Erano sostenuti dal vivido, recente orrore della Grande Guerra, quella che aveva per la prima volta industrializzato il macello bellico e cancellato l'idea della lotta come nobile, anche se sanguinoso, gioco intriso di regole cavalleresche.

Romanzi come "Niente di nuovo sul Fronte Occidentale" del tedesco Erich Maria Remarque o "Il fuoco" del francese Henri Barbusse resero con realistica crudezza e disperata poesia la distruzione di una generazione tra il fango delle trincee e l'incubo dei gas asfissianti.

Quello che i pacifisti non vollero vedere era che i loro valori e i loro tentativi di trovare una ragionevole risposta alle rivendicazioni tedesche contro il diktat di Versailles erano meno di carta straccia per un dittatore spregiudicato come Hitler.

Chi gode e approfitta dell'impunità della violenza, non può capire altro argomento della forza usata con dura fermezza. Tutto il resto non è che un dannoso e penoso palliativo, come le vicende storiche hanno abbondantemente dimostrato.

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