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A Fiume si viveva l'atmosfera
eccitante ed esaltata delle grandi avventure. L'occupazione si era
compiuta senza colpo ferire: dopo che era corsa l'ipotesi di una
repubblica del Quarnaro, fu istituita una reggenza. L'ultimo
reparto di carabinieri, che rappresentava la legalità nazionale ed
internazionale, fu ritirato tra salve di moschetteria.
Vi era, è vero,
un cordone sanitario sulla terraferma ed un blocco navale per
impedire i rifornimenti, ma, come molti blocchi, era una
finzione. Quando occorrevano rifornimenti, erano sufficienti
un paio di arditi, gente audace e lesta di pugnale e pistola,
per "prendere in prestito" un bastimento.
Per scoraggiare questa piratesca
piaga dei dirottamenti marittimi, le navi in rotta sull'Adriatico
imbarcavano le scorte dei carabinieri: un palliativo perché gli
uomini assegnati erano sempre troppo pochi per controllare le navi
e perché la potente Federazione Marinara era di fatto complice dei
legionari fiumani.
Il 1° ottobre 1919 il piroscafo
Presidente Becker salpò da Ancona per Sebenico con un carico di
derrate alimentari. A bordo vi era una coppia di militi. Doppiato
capo Conero, all'una alcuni ufficiali dell'intendenza militare di
Ancona, imbarcatisi con documenti falsi, irruppero sul ponte
comando con le pistole in pugno e costrinsero il comandante a far
rotta su Fiume. Il dirottamento si svolse come da copione: i due
carabinieri si trovarono molte armi puntate addosso. Ma il
carabiniere Giovanni Burocchi, un tranquillo quarantenne, rifiutò
di adeguarsi. Ordinò al collega di non lasciare il moschetto, e
restò al suo posto.
Il momento della verità scoccò il 3
ottobre, all'arrivo a Fiume. Due arditi salirono a bordo e
ordinarono ai due di farsi da parte e non intralciare le operazione
di scarico. Burocchi non senti ragioni. Una vigliacca moschettata a
bruciapelo ammazzò quest'uomo semplice e generoso.
Valgono come monito le magniloquenti
parole di un articolo del Corriere della Sera (15 ottobre 1919) a
commento di una triste medaglia d'oro alla memoria "Quale morte!
... fredda, solitaria, prevista come un supplizio, brutta di furore
fraticida ... egli sentiva che chi corrompe la disciplina provoca
le dittature, gallonate o sanculotte che siano. ... Volendo, come
ogni altro italiano, che Fiume fosse dell'Italia, ha voluto che
venisse veramente all'Italia, non ad una Balcania o ad un Messico
di cui Fiume stessa dovrebbe poi vergognarsi". Forse l'autore
stesso del pezzo non immaginava lontanamente quanto profetiche
sarebbero state le sue alate parole.
Fedeli a una patria e a una legge
non degnamente rappresentate, i carabinieri resteranno al loro
posto anche quando le orde fasciste prenderanno il
potere. |