|
Tuta nera, mitraglietta
tedesca imbracciata e soprattutto un passamontagna nero che
lascia vedere solo la bocca e gli occhi. Recenti episodi di
cronaca hanno mostrato i carabinieri in questa tenuta
insolita.
Chi non l'avesse saputo avrebbe
pensato di avere di fronte un gruppo di terroristi o rapinatori,
eppure è uno dei tipici abbigliamenti del reparto d'élite GIS
(Gruppo Intervento Speciale) che insieme ad un'altra formazione
dell';Arma, i Cacciatori d'Aspromonte, ha portato duri colpi alla
malavita organizzata, soprattutto nelle operazioni per la
liberazione di ostaggi.
Lucenti nelle loro corazze per la
guardia al Presidente della Repubblica; coperti dai giubbotti
antiproiettile nei numerosi servizi di scorta; in pattuglia con la
caratteristica divisa nera d'inverno ed azzurrina d'estate; vestiti
in borghese durante le missioni più delicate: ecco alcuni dei
molteplici volti di un corpo armato che ha mantenuto intatte le sue
peculiarità.
All'apparenza il fatto che esistano i carabinieri è un fatto
talmente scontato nel paesaggio psicologico italiano come lo sono
gli spaghetti, la Scala, la Torre Pendente, da farli sembrare
uomini di tutti i tempi. Conosciuti attraverso la descrizione
imponente e severa che ci ha lasciato il Collodi nel suo
"Pinocchio" o quelle più scanzonate, o ancora quelle di tanti film,
dal neorealismo alla commedia all'italiana, oppure ancora
attraverso una concreta presenza di legge, ordine e coraggio,
questi militi proiettano un'immagine di costante coerenza,
facilmente e graniticamente fedele a se stessa.
La loro storia dimostra però che la
fedeltà è una virtù difficile da praticare. Lo sanno bene anche i
gesuiti, un'altra istituzione a forte matrice militare.
Ed è in una situazione di emergenza e di sconvolgimento che si
assiste alla nascita di un corpo dalla doppia funzione di polizia e
militare come i carabinieri. |