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Nel 1936 e nel 1937 si
svolgono le prove generali della Seconda Guerra Mondiale. Le truppe
italiane sono ancora impegnate nella guerra coloniale nell'Africa
Orientale quando divampa in Spagna la guerra civile.
La natura stessa del conflitto che esplode nella penisola iberica
fa sì che si creino in esso schieramenti ideologici contrapposti:
Germania nazista e Italia fascista al fianco delle falangi di
Francisco Franco, volontari di mezza Europa accanto ai
repubblicani, destinati a essere sconfitti. Si capisce, fin da
allora, quale sarà la posta in gioco in una eventuale guerra
totale, che appare tuttavia remota,
se non addirittura immaginaria, frutto degli incubi di qualche
intellettuale menagramo.
La diplomazia mondiale si dà molto
da fare ed è persuasa di riuscire a tenere sotto controllo la
prepotenza hitleriana e i sogni espansionistici mussoliniani:
l'Impero è quasi una realtà, in virtù della campagna d'Africa. e
tanto dovrebbe bastare a rafforzare il regime fascista.
Illusioni, naturalmente, come si verificherà nel 1939. Poco,
pochissimo tempo dopo. Ma non soltanto illusioni: anche errori. La
guerra civile di Spagna, così come la guerra d'Etiopia, è stata una
prova generale le democrazie europee hanno mostrato la loro
debolezza nei confronti dei fascismi, che non sono stati frenati a
tempo e che hanno ritenuto di poter realizzare le loro
ambizioni.
Monaco sarà l'ultimo errore, l'ultima manifestazione di
arrendevolezza. Che renderà ineluttabile la Grande Tragedia
Mondiale. |