|
Europa disegnata dai
franco-inglesi a Versailles nel 1919 fu un capolavoro (si fa
per dire) di cecità politica, dettata dall'egoismo delle due
potenze per il mantenimento dell'egemonia e per l'ampliamento
dei loro già vasti imperi coloniali. Tale obiettivo venne
raggiunto "imbottigliando" Germania, Italia e Unione
Sovietica. La Germania, immiserita dal pagamento di ingenti
danni di guerra, era sorvegliata sia ad occidente
(franco-belgi) che ad oriente (Polonia, che pure la divideva
in due con Danzica e Cecoslovacchia).
Dell'Italia si è detto: basti ricordare
l'abbandono del Tavolo della Conferenza del Ministro Vittorio
Emanuele Orlando e l'umiliante ritorno. A conti fatti si ritrovò
prigioniera nel Mediterraneo. Infine, l'Unione Sovietica, bloccata
dal "cordone sanitario", per impedire l'espansione della
Rivoluzione bolscevica.
Da qui, nei tre Paesi, lo sviluppo di una malattia psicologica che
si potrebbe descrivere come "sindrome da isolamento e da
accerchiamento".
L'andata in Abissinia dell'Italia venne determinata da tale
sindrome. Al termine, la politica estera italiana si riprometteva
due obiettivi: il "riconoscimento de jure dell'Impero" e la
stipulazione dell'agognato "Patto" con la Francia (la Gran Bretagna
sarebbe seguita) per un "Asse Mediterraneo" in funzione
antitedesca. La Francia risponderà con un insulto: ritirando
l'Ambasciatore da Roma e continuando a "riconoscere" il
Negus.
A complicare le cose, il 17 luglio 1936, con un alzamiento
militare (era il 52° dai primi dell'Ottocento), inizia la guerra
civile spagnola, le cui radici derivano anche dalla "sindrome" di
cui sopra. Con l'avvento al potere di Hitler, infatti, Stalin
paventa un'alleanza dello stesso con i Paesi capitalisti. Perciò
deve uscire dall'isolamento, affinché dall'Occidente possano essere
attinte le risorse necessarie per riarmarsi e modernizzare
l'industria. Abbandona così il volto truce della "rivoluzione
permanente" del movimento comunista mondiale (il Komintern) per
assumere quello della "fase democratica flessibile". Da qui la
"svolta" dei Fronti popolari per la conquista o il condizionamento
dei governi occidentali al fine di favorire gli obiettivi
dell'Urss.
In tale contesto, i
socialdemocratici da "traditori" diventano "alleati", e con
essi quanti vogliono "la pace" e "lottare contro il fascismo"
(pensando, naturalmente, a Hitler).
La "nuova linea" ha successo: il Fronte popolare
vince di misura le elezioni in Spagna e in Francia. Grazie,
soprattutto, ad una capillare propaganda tra "intellettuali" e
gruppi della sinistra "liberaldemocratica" sviluppata dal Komintern
con ogni mezzo.
Però il diavolo ci mette la coda: in Spagna la vittoria del Fronte
scatena la sinistra estrema degli anarco-comunisti (Fai), dei
sindacati rivoluzionari (Cnt) e dei troschisti (Poum). Tutti nemici
giurati di Stalin che, anziché la "fase intermedia", vogliono
"subito la rivoluzione", che così sommariamente descrive Paolo
Mieli: «...motivi per cui la Chiesa si schierò dalla parte di
Franco: una persecuzione che costò la vita a tredici vescovi,
duecentotrentatré suore, quattromilacentodiciotto sacerdoti
diocesani, duemilatrecentosessantacinque religiosi, più di
sessantamila laici cristiani. Una montagna di cadaveri... può
aiutare a capire perché quell'alzamiento ebbe in Spagna un così
vasto consenso e fu coronato da successo...».
L'assassinio del Capo della Ceda (una specie di Democrazia
Cristiana) Calvo Sotelo, fu la goccia che fece scattare la rivolta
di Franco, che però non poteva trasportare l'armata d'Africa in
Spagna per mancanza di aerei.
Li chiederà a Mussolini e a Hitler. Mussolini per ben due volte
rifiutò; Hitler, invece, si tuffa subito nel carnaio, inviando una
quarantina di HJ e caccia, con antiaerea e sistema logistico (la
futura "Legione Condor").
Prima di Hitler, però, era intervenuta la Francia, a cui il
governo legale spagnolo (che non era riuscito a contenere la
rivolta anarchica) si era rivolto per aiuti. Immediatamente
concessi da Leon Blum, il quale era convinto che l'alzamiento fosse
opera di Mussolini. Non solo, ma il Komintern si era dato da fare
per organizzare le milizie comuniste (Maoc) nelle future "compagnie
di acciaio" delle Brigate
Internazionali.
|