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Uniforme di cordellino nero per
ufficiali mod. 1934
Bustina da campo per ufficiali caratterizzata dalla filettatura
rossa lungo la cucitura superiore.
Giubba di cordellino nero con filettatura scarlatta al collo, ai
paramani ed alle controspalline mobili; i bottoni in argento
portavano le cifre reali in rilievo contornate da nodi di Savoia.
In servizio si portava la camicia grigio-verde, in tenuta
ordinaria, invece, camicia bianca e cravatta nera. Sopra i paramani
erano applicati i distintivi di grado in galloni d'argento, mentre
sulle controspalline si portava soltanto il fregio dell'Arma e sul
collo gli alamari da ufficiale a foglia d'acanto. Ai pantaloni,
doppia banda scarlatta con filetto centrale. Il cinturone con
spallaccio era di cuoio nero con filettature scarlatte lungo i
bordi; gli stivali erano neri con speroni.
Particolari dell'alamaro da ufficiale con relative
dimensioni.
Dettagli del fregio da berretto per ufficiali; sotto, con fondo
robbio, è il fregio per comandanti di Legione e la cifra
reale.
Berretti in panno castorino nero; il primo ha le dimensioni per gli
ufficiali superiori, l'altro per gl'inferiori.
Controspalline mobili per ufficiali superiori e inferiori.
Dettagli dei bottoni d'argento per la giubba.
Esemplare dell'elmetto metallico modello 1933 adottato con
circolare del 29 dicembre 1934, la quale così recitava: "Il
Ministero è venuto nella determinazione di sostituire il vecchio
elmetto metallico finora in servizio, con altro, nuovo tipo,
esteticamente diverso e di maggiore efficienza protettiva...
L'elmetto nuovo tipo si compone di un casco in acciaio speciale,
termicamente trattato, e di una cuffia interna fissata al primo a
mezzo di tre copiglie a bottone. La cuffia interna, a sua volta è
costituita da: un'armatura elastica in acciaio; un feltro di
guarnitura; una guarnitura in pelle di capra; un lacciuolo anche in
pelle di capra; un soggolo in pelle di vacchetta, di colore
grigio-verde...". La circolare vietava in maniera assoluta di
eseguire applicazioni di fregi o distintivi, mediante perforazioni
o saldature del casco, che avrebbero potuto ridurne l'efficienza
protettiva. |
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