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L'Uniforme
mimetica
Dal 1861 al 1865, nella lontana America, la
guerra di secessione tra gli Unionisti di Abraham
Lincoln e i Confederati di Jefferson Davis vide la prima
sporadica comparsa, assieme alle già micidiali armi rigate ad
avancarica, del fucile a ripetizione "Henry modello 1861" e
della mitragliatrice ideata da Richard Gatling nel 1862. In
Europa intanto, già dal 1845, l'armaiolo francese Eugène
Lefaucheux aveva brevettato l'omonimo revolver a sei colpi a
retrocarica. Ma se le notevoli potenzialità di queste armi avranno
adeguato e rapido sviluppo sul piano tecnico, non sarà così nella
dottrina militare con conseguenze a dir poco disastrose.
Qualcosa per la verità si cominciò a intuire almeno in materia di
mimetizzazione con le guerre coloniali: l'esigenza di
difendere i soldati, vestiti con uniformi vistose, dalle imboscate
dei guerrieri indigeni. Gli inglesi per primi adottarono il colore
kaki. L'idea di estendere tale protezione anche alle truppe in
Europa prese corpo alla fine dell'Ottocento e, ancora una
volta gli inglesi nel 1902 vestirono in kaki tutto il loro
esercito. Seguirono poi: nel 1907 la Russia con il colore
kakioliva; nel 1909 l'Impero Austro-ungarico con il grigio-azzurro;
nel 1910 la Germania con il grigio-campo.
Solo i francesi arrivarono alla Prima Guerra Mondiale con il
cappotto turchino e i pantaloni rossi, poi nel 1916 anche loro si
decisero ad adottare il grigio-celeste. In Italia i primi studi per
una uniforme mimetica furono avviati da Luigi Brioschi, presidente
del Club Alpino Italiano di Milano, proprio in considerazione della
tremenda efficacia raggiunta dalle armi da fuoco. Gli esperimenti
con il colore grigio-creta furono attuati nell'estate del 1905 in
territorio bergamasco, presso il battaglione Morbegno del 5°
reggimento Alpini.
Gli ottimi risultati consentirono, nell'anno successivo, di vestire
in grigio-creta quaranta alpini: il cosiddetto "Plotone
Grigio". Il fatto destò molto interesse in campo internazionale
e dette il via alle innovazioni già citate per le maggiori potenze
europee (gli Stati Uniti avevano seguito la via del kaki inglese
nel 1903). Ulteriori studi e perfezionamenti tra il 1907 e il 1908
condussero ad una definitiva versione di uniforme in colore
grigio-verde, ritenuto ottimale in relazione alle tonalità
dell'ambiente naturale italiano, che venne adottata il 4 dicembre
1908 per la fanteria, i bersaglieri, gli alpini e l'artiglieria, il
3 febbraio successivo per la cavalleria.
In data 13 febbraio 1909, con circolare n. 72 pubblicata sul
Giornale Militare Ufficiale, venne precisata nel dettaglio
l'uniforme di panno grigio-verde per gli ufficiali, con esclusione
di quelli dei Carabinieri, ai quali verrà prescritta il 2 luglio
1915. Poiché nessuna differenza risulterà apportata rispetto alla
divisa delle altre Armi, si riproduce da pag. 18 il testo integrale
della circolare n. 72. Ai Carabinieri l'uso del grigio-verde fu
prescritto con dispaccio del Ministero della Guerra, Direzione
Generale Servizi Logistici ed Amministrativi, in data 27 giugno
1915 a conflitto mondiale già iniziato, ma solo per i sottufficiali
e i militari di truppa; il 2 luglio venne, come detto, steso anche
agli ufficiali. |
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