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Le variazioni più rilevanti dopo
il 1900
Cominciamo dal berretto: nelle nuove edizioni
dell'Istruzione sulle uniformi vengono forniti i disegni,
naturalmente con il fregio aggiornato recante la cifra di
Vittorio Emanuele III e dalle misure modificate; la sua
larghezza viene portata da 25 a 30 mm., mentre la fiamma, che
misurava 20 mm. di altezza e 45 di larghezza, ora è alta 35 e larga
65.
Il soggolo da 20 mm. passa a 23 e la "sopraffascia di velluto è
inferiormente filettata di panno identico a quello delle bande dei
pantaloni, e tale filettatura è larga 2 millimetri. Dello stesso
panno sono pure filettate le due cuciture laterali e la posteriore
della fascia del berretto che, partendo dall'orlo del tondino,
scendono sino alla trecciuola superiore del distintivo di
grado". In particolare è da notare che la filettatura prima era
larga 4 mm..
Scompare inoltre la precisazione che i colonnelli e i tenenti
colonnelli comandanti di Legione portano la sopraffascia di color
"robbio". Al capoverso 15, recita: "Al berretto può essere
applicata, nei casi previsti dal Regolamento sull'uniforme, una
copertina di tela bianca, la quale avvolge soltanto il tondino e la
parte superiore della fascia, lasciando interamente scoperto il
distintivo di grado". Nel paragrafo, poi, sul colletto non si
fa più cenno alla cravatta, che non appare nemmeno nel titolo del
paragrafo stesso, il quale rimane identico soltanto per i primi due
capoversi.
Le novità maggiori arrivano con la giubba a due petti dell'uniforme
ordinaria da ufficiale, che nel 1900 era di un solo tipo, alla
quale vengono peraltro apportate modifiche nelle misure: "la
giubba deve avere tale lunghezza da giungere ad 8 centimetri sopra
l'appiccatura delle coscie". Così nel 1900. Nel nuovo testo si
legge: "Il di dietro dell'imbusto deve giungere a due centimetri
sotto la cintola. Dal punto ove posteriormente è segnata la cintola
all'estremità inferiore, la giubba ha una lunghezza media di 21 cm.
con una tolleranza massima di 2 cm. in più, od in men, secondo la
statura dell'ufficiale".
Le mostre sulle cuciture posteriori (finte tasche) sono portate da
15/16 cm. a 20, con l'estremità inferiore a 2 cm. dal lembo della
giubba, invece che ad 1 soltanto. Viene inoltre precisato che la
"falda posteriore compresa tra le due mostre (che) forma sei
piccole pieghe stiacciate e cucite in alto ed in basso". Le
stellette, che prima venivano semplicemente "fissate sul
colletto nel vuoto dell'alamare", ora vengono indicate "in
metallo argentato con piccolo orlo nero all'intorno". Si era
detto avanti che la giubba, nel 1900, era di un solo tipo. Nel 1902
compare per gli ufficiali dei Carabinieri anche la "giubba da
campagna" modello 1900; essa, anche se destinata a servizi
gravosi, in realtà aveva una particolare eleganza. Nelle
disposizioni del 1900 erano indicati ed illustrati i distintivi di
grado a forma di fiorone: "i distintivi di grado e di carica
sono collocati sulla giubba nel modo istesso che sull'abito di
grande uniforme", cioè al di sopra delle manopole delle
maniche, formati di gallone e galloncino d'argento.
Nel "Regolamento sull'uniforme", emanato dal Ministero della
Guerra in data 22 febbraio 1902 e che riguardava tutti i Corpi
dell'Esercito, fa il suo ingresso definitivo fra i termini
uniformologici quello di "controspallina", destinata a
recare i distintivi di grado (stelle per gli ufficiali). In
sostanza scompare l'ottocentesco grado a fiorone sulle maniche, per
cui il grado è "leggibile" sulle controspalline. Aquesto riguardo è
d'obbligo un'avvertenza.
È vero che dalla posizione dei gradi è possibile datare le
uniformi, ma è altrettanto vero che, proprio da taluni e non pochi
documenti fotografici, risultano presenti i gradi a fiorone anche
dopo la data della loro abolizione. Ciò trova due giustificazioni:
la prima, di ordine organizzativo, riguardava l'impossibilità di
disporre da un giorno all'altro dei materiali necessari alle
modifiche; la seconda, di carattere economico ed anche estetico,
contemplava l'onere finanziario a cui una così radicale riforma
costringeva i militari, tenuto anche conto che scucire dalle
maniche i gradi a fiorone avrebbe ottenuto un risultato sgradevole
per le impronte che inevitabilmente sarebbero rimaste sulle maniche
stesse.
Sul tema della mantellina impermeabile incide la novità
dell'introduzione del nuovo mezzo di locomozione, la bicicletta,
della quale potevano fare uso anche gli ufficiali, che in tal caso
avevano facoltà di adoperare una mantellina corta. A proposito
dello "spencer", autorizzato nel modello ad un solo petto, viene
ribadito che si tratta di un capo facoltativo. Dell'indumento,
però, vengono indicati alcuni aggiornamenti, che riguardano le
dimensioni delle orlature di pelliccia: quella posteriore passa da
4 a 5 cm., nei paramani aumenta da 8 a 12, alle tasche è portata da
2 a 5.
Per quanto riguarda sia il modello ad un petto che quello a due, si
precisa che l'orlatura delle due metà anteriori, al punto in cui
s'incavalcano, devono avere un lembo ornato da 5 cm. di pelliccia,
invece che da 2. Per quanto riguarda gli speroni, vengono
confermati quelli tradizionali per tutti gli ufficiali delle armi a
cavallo, che erano dritti in ferro forbito lucido; gli altri erano
quelli ricurvi in acciaio brunito detti "alla
scudiera".
Poiché, come si è visto, i pantaloni diventano di due tipi, corti e
lunghi, si rende necessario precisare che "lo sperone detto alla
scudiera si può usare esclusivamente con le calzature che si
portano sopra i pantaloni", mentre prima era specificato che,
facendo uso degli stivali, era obbligatorio tale tipo di
sperone. |
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