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Varianti e
modificazioni
Una cosa finora non è stata chiarita, anche se appare
ovvia: la differenza fra i termini ricorrenti in materia
uniformologica, e cioè "istruzione", "modificazione",
"variante" e "variazione". Il primo nacque nel 1816,
quando venne codificata l'uniforme dei Carabinieri dopo le prime
elementari indicazioni sulla sua forma. Da allora il termine è
stato sempre adoperato per indicare le disposizioni riguardanti le
caratteristiche (stoffa, taglio, misure ecc.) degli effetti del
vestiario militare secondo i diversi Corpi, quello che corrisponde
al concetto di "divisa".
Di istruzioni veramente fondamentali sono state emanate non più di
sei durante i primi novant'anni di vita dell'Arma; tutto il resto
intervenuto in materia è passato come "variazione" o
"modificazione", a seconda della minore o maggiore
importanza degli aggiornamenti, che sono stati tanti e spesso di
scarso rilievo. Ma poiché l'osservanza delle disposizioni
sull'uniforme rientravano, come tuttora rientrano, nella più ampia
sfera della "Disciplina Militare", ecco che puntualmente il
Giornale Militare Ufficiale ne dava notizia, spesso con due sole
righe, affinchè gli appartenenti ai vari Corpi prendessero
coscienza dei loro nuovi doveri.
Il "Regolamento" pubblicato nel gennaio 1903, indicara
esattamente come i militari dovessero "regolarsi"
nell'adottare un'uniforme piuttosto che un'altra a seconda del
servizio da svolgere. Un compendio di regole, quindi, che non
apportava alcuna variazione. Le uniformi descrittevi sono le stesse
delle istruzioni precedenti e così gli accessori e le
bardature.
Cambia però la forma con cui la materia viene presentata: non più
in maniera discorsiva ed esplicativa, ma con le caratteristiche di
un prontuario di facile e rapida consultazione. Ogni Regolamento
certamente è rimasto esposto a lungo nelle Stazioni e in ogni altra
caserma dell'Arma, in bella vista, così da costituire lo
"specchio" dell'applicazione pratica di ogni normativa in
atto. Un colpo d'occhio e il militare poteva agevolmente
districarsi nella complessa materia delle tenute, evitando così di
sfogliare le "Istruzioni".
Il susseguirsi sul Giornale Militare Ufficiale, agli inizi del XX
secolo, di "Atti" riguardanti le uniformi, le armi, le
buffetterie e le bardature dei Carabinieri indurrebbe a pensare che
si parlasse di variazioni di scarsa rilevanza. In realtà si
trattava, in alcuni casi, di innovazioni di rilievo, anche se molti
paragrafi si presentavano integralmente ripetuti o, talvolta,
semplificati da un linguaggio più aggiornato. Prendiamo il caso
delle "Disposizioni sulle uniformi degli ufficiali"
susseguitesi nel giro di quattro anni, a partire dal 28 marzo 1900.
L'Istruzione del 1904, annunciata sul Giornale Militare Ufficiale
il 18 novembre e pubblicata successivamente a parte, sembrerebbe
una semplice riedizione della prima, ma così non è.
Interi paragrafi non figurano più, altri vengono completamente
riscritti, altri perfezionati e, comparando i testi, si scoprono
delle innovazioni sostanziali, già adottate nel 1902 come la giubba
da campagna, lo "spencer" ad un solo petto ed
altre. |
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