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Parallelamente alla necessità
di adeguare le uniformi alle esigenze del servizio, le bardature
hanno dovuto necessariamente innovarsi soprattutto per l'adozione
delle nuove armi. Infatti, dopo la distribuzione del moschetto mod.
1891, si rese indispensabile abolire il vecchio sistema di ancorare
l'arma all'arcione, che presentava diversi inconvenienti come
quello del sobbalzo ad andatura sostenuta, per cui il moschetto
andava a sbattere fastidiosamente sulla coscia del militare. Il
rimedio fu trovato con l'adozione del tubo porta-moschetto, già in
uso presso la Cavalleria, la quale, però, aveva una sella diversa,
che consentiva di rendere compatto l'affardellamento. In questa
illustrazione sono riportati gli accorgimenti proposti per rendere
più pratico l'allacciamento del tubo e della bisaccia alla sella
del militare.
ADOZIONE DELLO SPERONE ALLA SCUDIERA
PER GLI UFFICIALI MONTATI
(Dal Giornale Militare Ufficiale del 28 settembre 1892)
Per gli ufficiali appartenenti alle armi od ai corpi a cavallo e
per gli altri ufficiali ai quali è assegnata la indennità cavalli,
viene stabilito, a scopo d'uniformità, il modello di sperone detto
alla scudiera, da portarsi esclusivamente con gli stivali. Esso è
di acciaio brunito.
Viene fissato allo stivale:
a) con una coreggia soprapiede, di cuoio, che si affibbia
esternamente;
b) con un sottopiede, pure di cuoio, che l'unisce ai due bottoni
delle branche;
c) con un tassello di cuoio, applicato indietro, in alto e nella
parte mediana del tacco, sul quale lo sperone prende
appoggio.
Tale sperone è obbligatorio pei suddetti ufficiali allorché fanno
uso degli stivali nei casi previsti dal regolamento
sull'uniforme.
Lato sinistro della bardatura modello precedente. Questo lato
mostra il modo di sistemare la sciabola mod. 71 nei servizi
montati: come per la Cavalleria, non si portava più appesa al
cinturino del militare, ma attaccata ad una campanella del seggio.
Anche la copertina sottosella era di nuova adozione. Altro nuovo
elemento era costituito dal frontale della testiera, che doveva
essere di bufalo bianco. La groppiera, si portava sempre; il
sistema di ancoraggio del moschetto alla sella ovviamente è del
vecchio tipo per il Vetterli.
Colonnello brigadiere con bardatura da parata da ufficiale
superiore del periodo umbertino, di cui si vede nel coprifonda
della gualdrappa la cifra U (Umberto), la corona reale e la punta
della gualdrappa con la fiamma dell'Arma a 28 punte. Notare anche
il raro esemplare di foderina coprisella trapunta. La bardatura da
parata era prescritta con la grande uniforme. L'insolita
definizione del grado riguardava quei colonnelli comandanti di
Legione in attesa di promozione al grado di Maggior Generale,
(attuale Generale di Brigata), che erano autorizzati ad indossare
l'elmo caratteristico degli ufficiali generali.
Particolari dei ricami e delle orlature in argento della gualdrappa
per la grande bardatura da ufficiale generale adottata dopo la
salita al trono di Vittorio Emanuele III (1900).
L'esemplare è conservato presso il Museo Storico dell'Arma dei
Carabinieri.
Il Comandante Generale dell'Arma Felice Sismondo, al
vertice dell'Istituzione nei primi quattro anni del secolo
XIX, sulla cui grande uniforme appaiono le spalline ad
intreccio, sostituite da quelle metalliche introdotte nel 1904 con
la semplificazione della giubba. |