|
|
Le Armi per la difesa dell'unità
d'Italia: Moschetto da Carabinieri mod. 1870
A bbiamo già detto come il moschetto a
retrocarica modello 1869 fosse nato vecchio, nel senso che era
un'arma derivata per trasformazione da un'altra ormai completamente
superata (il modello 1860 che a sua volta era un aggiornamento
tecnico del modello 1844: luminello ricavato in un sol pezzo sulla
camera di scoppio e canna rigata) e che la sua adozione dovesse
ritenersi provvisoria, dettata da motivi di ordine economico.
Infatti, nel frattempo, venivano presi in considerazione gli
esemplari di nuova concezione esistenti sul mercato. Fu prescelto
il prototipo progettato nel 1867 dal meccanico svizzero Federico
Vetterli.
Si trattava di un moschetto a colpo singolo utilizzante una
cartuccia metallica in calibro 10,4 mm., semplice nel complesso,
affidabile e molto robusto, costruito con materiali di buona
qualità, tanto che ve ne erano ancora numerosi (soprattutto nella
versione fucile aggiornata nel 1887 e nel 1916) ad armare la
milizia territoriale durante la prima Guerra Mondiale. Fu comunque
nell'otturatore la vera novità qualitativamente notevole. Infatti,
mentre nel modello 1869 l'armamento del percussore-otturatore
avveniva in due distinti momenti, con il nuovo modello detto 1870,
invece, all'arretramento dell'otturatore corrispondeva anche la
compressione della molla del percussore nonché l'armamento di
quest'ultimo.
Infine l'otturatore era dotato di un'unghia estrattrice a molla,
che andava ad incastrarsi nel fondello del bossolo, per cui quando,
dopo lo sparo, l'otturatore era nuovamente tirato all'indietro con
l'apposito manubrio, trascinava con se anche il bossolo che,
urtando contro un piolino sporgente dalla culatta, veniva espulso
all'esterno. Quattro movimenti in tutto, contro i sei del
precedente: sollevare il manubrio e tirarlo indietro; inserire la
cartuccia nella camera di scoppio; rispingere in avanti il
manubrio; puntare e premere il grilletto. Del moschetto Vetterli
modello 1870 vennero realizzate tre versioni: da Cavalleria, da
Carabinieri, più lunga e con il bocchino arrotondato, e da
Carabinieri Guardie del re (Corazzieri) con fornimenti in ottone:
la distribuzione ai militari dell'Arma fu determinata con nota del
23 settembre 1886. |
|
|
|