
Un altro esempio del valore dei
nostri carabinieri, che sono continuamente esposti ai più gravi
pericoli, all'odio della gente più incolta e più sanguinaria, si è
testé avuto nel fatto che illustriamo. La sera del 16 corrente, a
Terranova di Sicilia, i carabinieri Saladini e Persesani volevano
arrestare il vigilato speciale Nunzio Monachello, che aveva
questionato col fratello Giuseppe. Ma il pregiudicato si ribellò, e
afferrando per il collo il carabiniere Saladini lo gettò a terra
tempestandolo di pugni. Accorse poi in suo aiuto il fratello Pio
Monachello che, armato di coltello, colpì il Saladini. Il
carabiniere, vistosi in pericolo, estrasse la rivoltella ed esplose
un colpo a bruciapelo contro l'avversario, facendolo cadere
mortalmente ferito. L'altro carabiniere, per chiamare dalle
vicinanze altra forza, esplose in aria altre due revolverate. Una
grande folla si era radunata sul luogo della colluttazione, non
sapendo che cosa fosse avvenuto, e parecchi, per istinto malvagio,
inveirono contro i carabinieri, tentando anche di colpirli. E'
doloroso vedere come, in generale, certa gente propenda sempre a
mettersi contro la forza pubblica come se questa non compiesse
opera di protezione sociale, e per istinto, senza conoscenza di
causa, si schieri, dalla parte dei delinquenti; mentre il dovere
del vero cittadino è quello di aiutare chi protegge la società dai
cattivi elementi. Essendo però accorso prontamente il capitano
Achille Mezzo, comandante del presidio, ed avendo colla sciabola
sguainata minacciato gli assalitori dei due militi, la folla
eccitata si disperse. Il ferito fu poi trasportato all'ospedale in
pericolo di vita. I carabinieri vittime del loro dovere riportarono
varie e gravi contusioni. Il fratello, Pio Monachello, fu
prontamente arrestato.
(Da "La Tribuna Illustrata" del 29
gennaio 1905) |