
S'era sparsa la voce, dopo i tumulti
di Milano repressi dal generale Bava-Beccaris, che una tempesta ci
minacciava dalle frontiere settentrionali. Elementi sovversivi, che
abbondano fra i 60 mila operai italiani che vivono in Svizzera,
approfittarono del momento per organizzare una spedizione armata in
Italia: ma durante la strada la spedizione andò liquefacendosi e il
buonsenso riprese il sopravvento. In definitiva non s'affacciarono
ai nostri confini con la Svizzera che alcuni piccoli gruppi di
disoccupati, i quali caddero facilmente negli amplessi della
pubblica forza, la quale ha dovuto anzi soccorrere molti di essi
intirizziti dal freddo ed esausti dalla fame.
(Da "La Tribuna Illustrata" del 22
maggio 1898) |