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ZAPTIE'
Con
questo termine, derivato dal turco "zaptiye" (polizia),
venne chiamato il militare indigeno arruolato nelle file
dell'Arma dei Carabinieri in terra d'Africa. Lo zaptié apparve
infatti per la prima volta nel 1888 allorché venne considerato
necessario aumentare l'efficienza organica della "Compagnia
Carabinieri d'Africa" costituita da militari nazionali,
che era stata preceduta dalla "Sezione Carabinieri
d'Africa" originata dal nucleo dei 10 militari dell'Arma
sbarcato il 5 febbraio 1885 in Eritrea (Massaua) al comando
dei tenente Antonio Amari di S. Adriano.
Prima di allora si era verificato il caso di elementi indigeni non
chiamati però zaptié - assoldati per cooperare al servizio dei
Carabinieri, e fu nel 1882, quando alle dipendenze del maresciallo
dell'Arma Cavedagni, comandante la stazione di
Assab (v.), venne posto un nucleo di guardie indigene (i
"basci bazuk") che fino allora aveva coadiuvato il
delegato di P.S., sostituito appunto dal maresciallo
Cavedagni.
Selezionati accuratamente nell'ambiente civile oppure tra gli
stessi militari indigeni di altri reparti, gli zaptié diedero sin
dall'inizio costante prova di fedeltà e disciplina nell'impiego del
servizio d'istituto, integrando tali doti con quelle dello slancio
e del valore in ogni partecipazione ad azioni di guerra.
Questa loro esemplare individualità militare derivò dalla rigorosa
formazione alla quale furono sottoposti dagli istruttori indigeni
preposti al loro inquadramento.
Inizialmente gli zaptié avevano come loro graduato solamente il
«buluc-basci» (di per sè il termine di buluc stava ad
indicare gruppo di militari oscillanti tra la squadra ed il
plotone), ma ben presto, con l'aumento dell'organico degli zaptié e
quindi per le esigenze di una migliore ripartizione di
responsabilità gerarchica tra le loro file, il buluc-basci divenne
graduato intermedio tra il muntaz, da considerare capo-squadra, e
lo scium-basci (o jus-basci), di massima
corrispondente al grado di brigadiere o, se sium-basci
Capo, di Aiutante , e perciò dotato dei prestigio indispensabile a
garantire - agli ordini degli ufficiali nazionali - la compattezza
morale dei suoi dipendenti in linea con le tradizioni dell'Arma ed
in qualsiasi esigenza del servizio.
Dopo che in data 1° gennaio 1890 i nostri possedimenti dei Mar
Rosso presero il nome di Colonia Eritrea, in esecuzione dei R.D.
dell'11 dicembre 1892 la Compagnia Carabinieri assunse nella
colonia anche il servizio sino allora affidato ad una delegazione
di P.S., che lo disimpegnava con un corpo di guardie indigene, ed
il 15 marzo 1895 si trasferì da Massaua all'Asmara, sede dei
Governo e del Comando Truppe, raggiungendo nel febbraio 1900 il
seguente ordinamento: 1 capitano, 3 tenenti, 3 marescialli
d'alloggio, 8 brigadieri, 9 vice brigadieri e 45 carabinieri; per
gli indigeni: 1 scium-basci, 6 buluc-basci, 18 muntaz e 133 zaptié
(v. Eritrea).
Per quanto concerne la Somalia, gli zaptié vennero arruolati
nell'Arma dopo che nell'aprile 1908 il capitano dei Carabinieri
Oddone, con pochi sottufficiali al seguito, venne incaricato di
costituire il Corpo di Polizia della Somalia, in sostituzione degli
ascari di polizia ereditati dalla Società Anonima Commerciale
Italiana del Benadir.
In data 24 dicembre 1923 il Governatore della Somalia De Vecchi di
Valcismon volle riorganizzare il Corpo, trasformandolo in "Corpo
Zaptié della Somalia Italiana" per caratterizzarne l'appartenenza
all'Arma e potenziandone l'ordinamento anche attraverso l'afflusso
di altri ufficiali e sottufficiali dell'arma dall'Italia.
Il Corpo, raggiunta nel 1927 la forza di 1500 militari indigeni, 72
militari metropolitani e sei subalterni dell'Arma, fu così messo in
condizioni di assolvere lodevolmente non solo i compiti di
istituto, ma di eseguire numerose operazioni per imporre alle
inquiete popolazioni indigene il rispetto alle istituzioni ed alle
leggi. Fra i più notevoli fatti d'arme nei quali gli zaptié della
Somalia ebbero a segnalarsi è sufficiente accennare a quelli
avvenuti nel 1924 per procedere al disarmo delle cabile Galgial e
Baddi Addo, che si erano rifiutate di obbedire al Governo, ed alla
spedizione eseguita nello stesso anno da 120 zaptié al comando di
un ufficiale nella zona sino allora inesplorata di Dai-Dai.
Altri 300 zaptié al comando di due tenenti efficacemente concorsero
all'occupazione della Somalia Settentrionale ed un altro nucleo
partecipò, nel settembre 1925, con la colonna Musso, alle
operazioni per l'annessione dei territorio di Obbia, al successivo
sbarco di Hafun ed all'azione di Ordio. Altri zaptié concorsero con
la colonna Bergesio all'avanzata nella zona dell'Elemari di
Gallacaio, di Garad e di Sinedogò, sostenendo cruenti conflitti
anche all'arma bianca. Furono del pari zaptié quelli che assolsero
l'ambito compito di occupare per primi, nell'alta Migiurtina,
Bender Ziada e Candala e che eseguirono parecchie ricognizioni, non
sempre pacifiche, nella zona di Bender Cassim.
Nella occupazione di Carim alcuni zaptié vennero impiegati per
inquadrare 40 "dubat" lì inviati, insieme ai quali
restarono validamente, per tre giorni, all'attacco di ingente
numero di ribelli, nonostante fossero rimasti senza viveri. I
dubat erano militari indigeni, il cui nome derivava dal
nome somalo del loro turbante bianco.
Dopo l'occupazione dell'Oltre Giuba, gli zaptié vennero ripartiti
in quattro Stazioni, al comando di sottufficiali dell'Arma, le
quali il 15 luglio successivo già funzionavano nei centri
preventivamente designati come capoluoghi di residenza. In seguito
vennero anche impiantati, in luoghi di una certa importanza,
quattro posti di zaptié comandati da graduati indigeni.
In Libia, le quattro sezioni mobilitate dei Carabinieri ivi inviate
al seguito del Corpo di Spedizione italiano dopo la dichiarazione
di guerra alla Turchia (v. Campagna
italo-turca) iniziarono il loro servizio d'istituto il 19
ottobre 1911, giorno del loro sbarco alla Giuliana (Bengasi)
insieme con gli altri reparti dell'Esercito. A mano a mano che
procedeva l'occupazione italiana della Libia e - nella primavera
del 1912 - anche delle isole dei Basso Egeo, si estese anche la
dislocazione dei nuclei dei Carabinieri per il servizio di polizia
militare e degli altri servizi d'istituto.
Il giorno 8 febbraio 1912 l'Arma territoriale della Tripolitania
passò alle dipendenze della Divisione Carabinieri di Tripoli;
quella della Cirenaica, con le Compagnie di Bengasi e di Derna,
ebbe funzionamento autonomo. Dopo di che ebbe luogo a Tripoli,
Bengasi e Derna l'istituzione di speciali Scuole Zaptié per
istruirvi - con l'ausilio dei migliori graduati degli zaptié
eritrei di religione musulmana giunti al principio del gennaio 1912
- gli aspiranti indigeni arruolati con criteri di rigida selezione
tra le popolazioni locali che avevano accettato il dominio
italiano.
Divisione autonoma della Tripolitania
Nel febbraio 1925, soppresse la Legione Carabinieri della Libia e
la Divisione di Misurata, anche la Divisione di Tripoli, con le sue
74 Stazioni, ebbe funzionamento autonomo. In quello stesso mese le
nostre truppe - minacciate nelle comunicazioni con la costa -
avevano dovuto sgombrare il Fezzan, il Giofra e la Sirtica ed in
seguito, col precipitare degli avvenimenti, scoppiò violenta nella
Tripolitania la rivolta delle popolazioni fanatizzate dalla
proclamazione della guerra santa partita, per istigazione della
Germania, da Costantinopoli.
I nostri Presidi, esposti perciò a continue insidie, dovettero
procedere all'evacuazione di altri territori che furono altresì
sgombrati delle Stazioni dell'Arma. In quel tragico periodo
numerose furono le Stazioni assalite dagl'insorti nella
Tripolitania ed innumerevoli atti di valore e di oscuro eroismo
furono compiuti da quei militari, nazionali ed indigeni dell'Arma,
sia nell'estrema difesa delle loro caserme o delle loro ridotte
isolate, sia nelle estenuanti marce con le colonne alle quali
riuscirono ad aggregarsi.
Fu allora che rifulsero e si confermarono la sicura fedeltà e la
illimitata devozione dei bravi zaptié, i quali, ogni qualvolta fu
necessario, eroicamente si sacrificarono mostrandosi veramente
degni continuatori delle tradizioni militari dell'Arma.
Dalla fine della rivolta (1° agosto 1915) sino a tutto il 1921, lo
scompartimento della Divisione di Tripoli si ridusse a poche
Stazioni dislocate attorno a quella città, ad Homs ed a Zuara. Ma
subito dopo l'avvento del nuovo Governatore, Conte Volpi (21 luglio
1921), si iniziò anche la riorganizzazione dell'Arma, il cui
comandante approfittò dei restanti mesi di quell'anno per preparare
e perfezionare con intenso lavoro il proprio personale, costituire
uno squadrone zaptié di manovra convenientemente addestrato ai
servizi di guerra, intensificare gli arruolamenti dei militari
indigeni, selezionarne e migliorarne i graduati, studiare e fare
approvare, infine, un organico che meglio rispondeva alle esigenze
del momento.
Il 26 gennaio 1922, nell'improvviso brillante sbarco di Misurata
che diede inizio alla riconquista della Tripolitania, i Carabinieri
della Divisione furono i primi a mettere piede in quella città, e
da allora insieme agli zaptié presero di nuovo parte a tutte le
operazioni militari nella colonia.
Dal 30 giugno 1914 al 30 giugno 1925 i militari dell'Arma della
Tripolitania sostennero complessivamente 56 combattimenti e
conflitti ottenendo 24 Medaglie d'Argento e 92 di Bronzo al Valor
Militare, nonché 342 Encomi Solenni.
Domata la rivolta, a premiare il valore collettivo dei componenti
della Divisione il Governatore Conte Volpi concesse ad essa sul
campo la Croce di Guerra al Valor Militare con la seguente assai
significativa motivazione:
"Strumento armoniosamente perfetto di abilità professionale e
di efficienza bellica, partecipando con alto sentimento del dovere,
fulgido spirito di sacrificio, esemplare ardimento a tutte le fasi
della campagna, contribuiva brillantemente al successo finale,
direttamente o indirettamente riaffermando in ogni incontro coi
ribelli le glorie più pure dell'Arma. - Tripolitania, campagna
contro i ribelli l922-1923".
Successivamente i reparti zaptié unitamente ai carabinieri presero
parte a tutte le operazioni militari del 1924 nel sud bengasino (18
gennaio - 4 febbraio 1924), al combattimento di Sidi el Homri (10
febbraio 1924), alle operazioni sul Gebel Abid (11 marzo - 2 aprile
1924), ed a quelle sul Gebel Auaghir (26 giugno - 6 luglio 1924),
durante le quali ultime anche lo squadrone zaptié di manovra della
Divisione, costituito ed opportunamente addestrato sin dal dicembre
1923, meritò l'Encomio Solenne concesso dal Governatore con ordine
speciale del 2 luglio 1924.
Dalla metà di aprile a tutto il giugno dello stesso anno 1924,
inoltre, al Comando della Divisione venne affidata la direzione di
uno speciale importante servizio di grande polizia per liberare i
dintorni della città di Bengasi e tutta la piana adiacente dalle
bande di ribelli che numerose vi si erano infiltrate e che vi
scorrazzavano audacemente.
A partire dal 1° gennaio 1914 sino all'aprile del 1925 i componenti
la Divisione dell'Arma della Cirenaica, nazionali ed indigeni,
presero parte a ben 98 combattimenti e conflitti, ottenendo 22
Medaglie d'Argento, 48 di Bronzo e 20 Croci di Guerra al Valor
Militare, oltre che 377 Encomi Solenni.
Allo scoppio del 2° conflitto mondiale, gli zaptié dell'Africa
Settentrionale entrarono a far parte dell'ingente dispositivo
apprestato dall'Arma per le operazioni su quel fronte.
Nell'Africa Orientale, all'inizio delle operazioni, l'organico dei
militari indigeni dell'Arma consisteva nel suo complesso in 140
scium-basci, 224 buluc-basci, 450 muntaz, 2.186 zaptìé e 500
allievi zaptié, che affiancarono ovunque valorosamente i reparti
nazionali dell'Arma. Una compagnia zaptié, componeva con due
Compagnie di Carabinieri, il Battaglione comandato dal maggiore
Alfredo Serranti che si sacrificò eroicamente a Culqualber, dopo
tre mesi di
resistenza.
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