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VITTORIO
EMANUELE
Re di Sardegna,
fondatore dei "Corpo dei Carabinieri Reali (Torino, 24
luglio 1759 - Moncalieri, 10 gennaio 1824).
Secondogenito di Vittorio Amedeo III e di Maria Antonia Ferdinanda
dei Borboni di Spagna, il 5 giugno 1802 salì al trono succedendo a
Carlo Emanuele IV. Essendo caduta la monarchia in Piemonte il 9
dicembre 1798 e vanificato ogni suo tentativo di ristabilire la
situazione precedente a tale data, l'11 febbraio 1805 da Gaeta fece
vela verso la Sardegna, ove rimase sino al 1814 in dignitosa
povertà, sempre sognando di riottenere i possedimenti di
Terraferma.
Caduto Napoleone, il 9 maggio 1814, su di una nave inglese sbarcò a
Genova e il 9 successivo fece ingresso in Torino con una solenne
cerimonia. Suo primo impegno, animato da spirito antifrancese, fu
quello di cancellare ogni traccia della dominazione napoleonica e
di costituire una forza armata in grado di consentirgli per
l'avvenire di far fronte a qualsiasi evenienza.
In tale spirito Vittorio Emanuele I pensò di creare, quale primo
Corpo dell'Armata sardo-piemontese, un organismo di cui potesse
avere la fiducia assoluta e che riassumesse in sé le attribuzioni
militari e quelle di forza di polizia. Fu così che dopo appena due
mesi dal suo ritorno a Torino creò il "Corpo dei
Carabinieri", costituito da militari "per buona condotta e
saviezza distinti (...) specialmente incaricati di vigilare alla
conservazione della pubblica e privata sicurezza ".
Incerto e debole, di fronte ai problemi che, dopo la restaurazione,
emersero in tutta Europa e quindi anche in Piemonte, incapace di
assumere un atteggiamento risoluto quando scoppiò la rivoluzione
dei 1821, il 13 marzo di quell'anno abdicò a favore di suo fratello
Carlo Felice, allora a Modena, affidando nel frattempo la reggenza
a Carlo Alberto.
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