CARABINIERI

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Indice


UNIFORME DEI CARABINIERI

Carabiniere a piedi.Subito dopo la fondazione del Corpo dei Carabinieri Reali (13 luglio 1814), le prime norme relative all'uniforme consistettero nelle Determinazioni sovrane del 9 agosto successivo, che si componevano di 9 articoli, tra i quali solamente il quarto trattava della divisa, limitandosi a stabilire che essa doveva essere costituita da un "vestito, o giustacorpo, curto, tutto bottonato di panno turchino, colletto e paramani bleu celesti e della forma e taglio esatto giusta il qui unito modello".

Il modello che andava allegato al testo risaliva alla metà del giugno antecedente, ma tardò ad essere approvato dal sovrano, che aveva avocato a se ogni decisione riguardante il Corpo dei Carabinieri da lui istituito.

Solo con il Regolamento per gli uniformi dell'8 novembre dello stesso anno vennero sviluppate le prescrizioni per la prima divisa dei Carabinieri, che pur essendo di panno, colore e foggia analoghi a quelli "di tutti gli individui delle regie truppe" riceverà poi le varianti relative al privilegio accordato dal sovrano al Corpo dei Carabinieri: colore celeste del colletto e dei paramani, fodera rossa della giubba, bottoni in argento bombati e alamari a fiocchi, i quali erano posti uno per lato nel colletto, con i fiocchi verso l'esterno e tre per tasca, situati sull'orlo superiore e con i fiocchi verso l'interno.

Prima uniforme dei Carabinieri.Per la foggia del giustacorpo (v.) o giubba venne stabilito: "L'abito sarà di panno color turchino, tagliato in modo che si adatti al corpo: sarà interamente abbottonato sul davanti sino alla cintura con nove grossi bottoni e sarà assai comodo sul petto per non impedire il respiro e lasciare la libertà d'aprire le spalle. Il colletto sarà montante, alto non meno di un'oncia e mezzo e non più di due [cioè dai 7 ai 9 cm]. Aperto sotto il mento in modo che lasci vedere la cravatta. Le maniche saranno comode assai per non impedire il movimento del braccio, lunghe in modo che oltrepassino di poco la giuntura della mano ed aperte per la lunghezza d'oncie quattro, abbottonate con cinque piccoli bottoni dei quali tre sul braccio e due sul paramano il quale sarà alto non più di oncie due e non meno di oncie uno e mezzo. I due bottoni che determinano la lunghezza del taglio [quella che in termine d'abbigliamento si chiama "vita"] saranno alla precisa altezza del vuoto dei fianchi, distanti non meno di due oncie e non più di due oncie e mezzo l'uno dall'altro. Le scarselle [tasche] saranno sulla linea dell'ultimo bottone davanti a quelli del fine del taglio, chiuse da tre grossi bottoni. La lunghezza delle falde sarà determinata da quella della cucitura, che dal bottone del finimento del taglio sale ad incontrare la cucitura della manica e sarà tale per tutta la fanteria d'ordinanza provinciale, l'artiglieria compresa. Le falde saranno cavalcate di mezz'oncia sul suo principio e discenderanno unite: avranno due risvolti ciascuna, interamente cuciti e fissi, uniti in fondo da un grosso bottone. Sotto l'ultimo bottone davanti deve l'abito aprirsi senza scarto ad angolo positivo e secondare soltanto la curva leggera, che naturalmente deve avere per potersi adattare al corpo e quest'apertura sarà aumentata dal rovescio delle falde, che quantunque finto e fisso, dovrà figurare il rovescio naturale".

In merito alle norme di cui sopra valide per tutto l'esercito, va precisato:

  • la cravatta di prescrizione era allora rossa; solo nell'anno successivo fu stabilito che dovesse essere nera con l'orlo bianco (v. cravatta);

  • i paramani per i Cavalleggeri, quindi per i Carabinieri, che erano compresi in questa categoria, finivano "in punta d'avanti" ed erano alti "non meno di un'oncia e mezzo al sito dei bottoni". Per i Carabinieri erano completati dagli alamari;

  • la lunghezza delle falde per la Cavalleria e i Carabinieri venne ridotta di un quarto, perché non fosse d'impaccio al cavaliere montato;

  • la fodera delle falde era per i Carabinieri di colore rosso ed il bottone posto al termine dei loro rovescio venne poi sostituito da una granata.

Anche per la foggia dei pantaloni, che il regolamento chiamava " calze" (v.), le disposizioni erano precise e dicevano: "Le calze di qualunque arma dovranno essere tagliate nel modo così detto pantaloni, assai larghe nel ginocchio affinché il soldato sia libero nel camminare: esse saranno abbottonate sotto il pieno della gamba con due piccoli bottoni ed avranno la cintola alta: saranno di stoffa di lana color turchino o di quell'altro colore che piacerà a S.M. di determinare. Nei mesi d'estate sarà permesso ai diversi corpi di fanteria di linea di provvedersi di calze bianche di bandera, basino o tela, come giudicheranno essi più economico, e queste dovranno essere pure uniformi nel taglio e lunghezza a quelle di lana; la cavalleria, artiglieria e marina potranno provvedersi di calze di nanchino naturale".

I carabinieri, avevano quindi le "calze" estive di nanchino (v.). In seguito, in luogo delle "calze", i carabinieri a cavallo fecero uso, ma solo con la piccola uniforme, di pantaloni lunghi di panno bigio d'inverno e di nanchino d'estate, conosciuti col nome di charivary (v.). Questi pantaloni del tipo invernale avevano nell'interno una striscia di pelle scura marocchinata.
I pantaloni erano completati per i carabinieri a cavallo da stivali che salivano fin sotto il ginocchio. Invece i militari dell'Arma a piedi facevano uso con la bassa uniforme di ghette (v.) di panno nero per l'inverno, di nanchino per l'estate e, con la grande uniforme, di stivali identici a quelli dell'Arma a cavallo. Sotto le ghette e negli stivali si portavano i cosiddetti "mezzi calzetti" che giungevano fino all'altezza dei fondo dei pantaloni, ai quali erano abbottonati.

D'inverno, sopra l'uniforme, i carabinieri a piedi indossavano un cappotto di lana turchina "bleu de roi" molto comodo, che scendeva con le falde inferiori sin sotto al ginocchio; i carabinieri a cavallo facevano invece uso di un mantello di panno turchino costituito da un ampio cappotto con sovrapposta una piccola mantellina scendente fin sotto il gomito e tutta abbottonata davanti. Per la grande uniforme era prevista l'aggiunta, sull'abito, delle spalline e delle cordelline. Solo nel marzo 1818 fu prescritto per la grande uniforme l'uso di un pennacchio turchino e di un bordo d'argento al cappello.

Nelle prime dotazioni individuali non risulta l'esistenza della camicia - adottata però subito dopo con la denominazione di sottoveste - "dovendo l'abito restare sempre abbottonato" il che spiega la prescrizione iniziale della cravatta rossa, che era una lista di stoffa da avvolgere intorno al collo.

Il cappello (v.) era a due punte, bordato con gallone nero di seta. Recava sul davanti le "gange" (oggi cappietto) che si chiameranno ganza (v.) nell' "Istruzione provvisoria per il Corpo dei Carabinieri" del 1820 e che consistevano in una sorta di gallone d'argento disposto a 'V' agganciato in alto sull'orlo del cappello e fissato in basso da un bottone sopra l'occhio sinistro. In alto, sotto la ganza, c'era la coccarda, un nastro azzurro legato con nodo a fiore.

I carabinieri a cavallo avevano in dotazione: la cinghia di cuoio bianco (gli atti del tempo parlano di buffala bianca) per la carabina, arma questa che, unitamente alle pistole da fonda, portavano solo se montati a cavallo; il cinturone, in cuoio bianco, con placca in ottone recante le armi del sovrano, in argento, con pendagli, pure in cuoio bianco, per unire la sciabola lunga al cinturone stesso; la dragona a strisce di cuoio bianco, con fiocco, da legare all'elsa della sciabola; la giberna, contenente la polvere da sparo e le palle delle armi da fuoco, con sul coperchio una granata in ottone; la bandoliera, per il trasporto della giberna, in cuoio bianco, con placca in ottone, recante lo stemma del sovrano in argento; la rangona (v.) in cuoio bianco, sorta di bandoliera guarnita in ottone terminante con un gancio di ferro, ovvero il crocchio a sosta (v.), cui veniva fissata la carabina, quando impiegata.

I carabinieri a piedi portavano, invece: una cinghia più lunga di cuoio bianco per fucile; il cinturone in cuoio bianco con placca in ottone recante le armi dei sovrano in argento, senza pendagli; la giberna; la bandoliera per giberna; il budriere (v.) in cuoio bianco con placca in ottone recante lo stemma del sovrano in argento per sciabola corta e baionetta. Questa era custodita in un fodero di cuoio nero collegato al budriere. Anche la sciabola corta era dotata di dragona, pure a strisce, ma di tessuto celeste, con fiocco bianco.

Sia i carabinieri a cavallo sia quelli a piedi, portavano la bandoliera per giberna dalla spalla sinistra al fianco destro, com'è ancora in uso oggi.

La rangona (carabinieri a cavallo) ed il budriere (carabinieri a piedi) venivano invece indossati in modo diametralmente opposto. Infatti i carabinieri a cavallo, se montati, dovevano agganciare la carabina sul fianco destro e quindi portavano la rangona dalla spalla sinistra al fianco destro; i carabinieri a piedi, viceversa, dovevano portare la baionetta del fucile a sinistra, come la sciabola, e quindi indossavano il budriere dalla spalla destra al fianco sinistro.

Di conseguenza, per i carabinieri a cavallo, bandoliera e rangona si sovrapponevano sul petto e sulle spalle da sinistra a destra, mentre per i carabinieri a piedi si incrociavano.
L'uniforme era completata dalle spalline con frange corte e bianche, per i carabinieri a cavallo, lunghe e celesti per quelli a piedi.

Gli ufficiali ed i sottufficiali avevano "l'abito sia nella forma del taglio, che nella lunghezza delle falde, interamente uniforme a quello stabilito" per i carabinieri. Anche i loro pantaloni era "uniformi, in colore, e forma" a quelli della truppa.

Le "distinzioni di grado" consistevano: per i sottufficiali, in "galloni d'argento" a due righe o ad una riga, portati "sulla parte esterna della manica, in distanza di un dito dal paramano" - per gli ufficiali, in "righe liscie" intorno alle spalline, "ad angolo" per gli ufficiali superiori, "in giro" per gli ufficiali inferiori.
Gli ufficiali, allorché erano "comandati o sotto le armi" (cioè in servizio) dovevano portare "una sciarpa in cintura sopra l'abito (ai fianchi), di seta, giallo-dorata, sparsa di piccoli segni turchini".

La dragona per la sciabola degli ufficiali differiva secondo il loro grado (v. Dragona).


1. Modifiche apportate dal Regolamento Generale del 1822

Carabiniere a piedi (1814).Varianti sostanziali all'uniforme del 1814 vennero apportate dal Regolamento Generale del 16 ottobre 1822, che le fece precedere (all'art. 510) da queste parole: "I Carabinieri Reali, onorati del rango di Primo Corpo delle Regie Armate, devono in ragione della distinzione che loro è accordata, non meno che della considerazione di cui godono, mostrarsi esemplari, siccome in ogni parte di servizio, nella più scrupolosa esattezza della tenuta militare. Si aggiunge a questi riflessi l'importanza di contribuire con decoroso ed imponente esteriore al sostegno della forza morale, sulla quale più che su ogni altro mezzo, si appoggia il disimpegno delle loro funzioni".

Dispose in primo luogo il Regolamento "tre sorta di tenuta": di parata (festività solenni - scorte d'onore - eventuali solennità straordinarie locali); dei giorni festivi (domeniche - feste di precetto e feste patronali); ordinaria (servizi ordinari) che comprendeva, solamente per il servizio interno di caserma, "berretto e veste di fatica".

All'art. 518 il Regolamento stabilì che la tenuta degli ufficiali variasse da quella dei sottufficiali e carabinieri solamente nei seguenti particolari:

  • "l'abito di grande tenuta ha il colletto e paramani ricamati a catenella con azola formata da palma, branca e nappo; alle tasche tre azole simili e un fiorone a due nappi posto a metà taglia fra i due bottoni; il surtout [abito ordinario] uguale azola e fiorone;

  • il cappello, tanto di parata che per le altre tenute, è guarnito con piccoli nappi in argento ai due lati: il bordo, sia in argento che in nero, deve essere della larghezza di otto centimetri;

  • le spalline sono di cavalleria colle distinzioni del grado;

  • le cordelline d'argento con puntali pure d'argento, e dorati per gli Uffiziali superiori;

  • gli speroni d'argento per la tenuta dei giorni festivi, e di ferro per la tenuta ordinaria. In qualunque tenuta l'abito e surtout degli Uffiziali deve sempre essere guarnito colle spalline e cordelline;

  • il berretto di fatica è come quello d'ordinanza; ha il gallone della dimensione di quello in appresso fissato per la gualdrappa, un cordoncino ai quattro lati, ed un nappo al centro della rosetta, la quale è pure dello stesso gallone; il tutto in argento;

  • gli Uffiziali portano la spada guarnita in argento a mezza conchiglia, sempreché non siano in piccola tenuta, o non abbiano a montar a cavallo; nei quali casi essi portano la sciabola;

  • la spada ha la dragona di fanteria, e la sciabola quella di cavalleria;

  • il centurone della sciabola à di cuoio nero con mascheroni e fibbie d'argento; quello della spada è pure di cuoio nero, ma senza guarniture, e nell'estate è di nanchino".

Erano stabiliti per gli ufficiali due tipi di charivary (v.). Altre norme riguardavano la sella di grande uniforme e di piccola tenuta.

Le varianti per i marescialli d'alloggio consistevano: "in due giri di cordoncini in argento sulla circonferenza della grande placca delle spalline, le quali hanno due giri di frangia in argento, della lunghezza di sette centimetri e tre millimetri sopra quella di cotone; nella dragona, che ha il nappo con due giri in frangia d'oro, e due anelli in filo d'oro, in una giberna di cavalleria, la di cui bandoliera è di panno bianco, guarnito di piccolo gallone d'argento, con scudo e spillette, fibbia e puntale pure in argento, egualmente che la piccola granata al centro della giberna, e la guarnitura sul bordo della medesima.

I Marescialli d'alloggio non portano carabina; essi portano la spada come quella degli Uffiziali con mezza conchiglia argentata per qualunque tenuta a pugnale nero, tranne quelli di cavalleria, i quali devono far uso della sciabola colla tenuta ordinaria, e sempreché montano a cavallo.
Il centurone tanto per la spada che per la sciabola, è di cuoio nero liscio; quello della sciabola ha le fibbie in metallo bianco, con la placca d'un terzo più piccolo di quella d'ordinanza.
Le cordelline sono in argento frammischiate per un terzo di lana turchino. I charivary sono senza pelle.

Al colletto della cappotta per l'arma a piedi ed a quello del mantello per l'arma a cavallo hanvi un'azola di doppio gallone d'argento, della lunghezza d'un decimetro, coi nappi di frangia pure d'argento, della lunghezza di tre centimetri.
Il cappotto ha nove bottoni per parte della forma e larghezza di quelli dell'abito.
Le granate dell'abito e del surtout hanno il fondo tutto ricamato in argento. I Marescialli d'alloggio portano stivaletti in vece delle ghette.
Il berretto di fatica ha il gallone in argento, della larghezza del doppio di quello fissato in appresso pei Brigadieri; la rosetta è pure dello stesso gallone, ed i cordoncini dei lati sono anche in argento
".

Le varianti per i brigadieri prevedevano: "due giri di cordoncino, uno d'argento e l'altro di lana turchina sulla circonferenza della gran placca delle spalline, ed un giro di frangia in argento, della lunghezza di sette centimetri e tre millimetri sopra quella di cotone; alla dragona turchina il nappo con un giro di frangia d'oro, ed i due anelli uno di filo d'oro e l'altro in lana turchino.
Le cordelline sono per metà d'argento e di lana turchino. I Brigadieri portano un gallone d'argento ad angolo al di sopra del paramano, della larghezza di due centimetri
Al colletto della cappotta per l'arma a piedi, ed al mantello per l'arma a cavallo, hanvi un'azola in gallone d'argento con nappi in frangia d'argento dell'istessa dimensione di quelle che sono stabilite per i surtout.
Le granate dell'abito ed del surtout hanno il fondo tutto ricamato in argento. Il berretto di fatica ha il gallone in argento della larghezza di quello sopra fissato per il paramano, e la rosetta è dello stesso gallone
".

Le varianti per la truppa erano:

  • "appointés [appuntati]: per solo distintivo un gallone in argento in traverso al disopra del paramano;

  • allievi carabinieri [istituiti con lo stesso Regolamento]: solamente la piccola tenuta, con colletto senza azole.

Stabilì infine il Regolamento: «In qualunque delle tenute prescritte si dovrà sempre avere il cappello collocato orizzontalmente e di fronte, né mai di fianco o di traverso ( .. ) ».


2. Variazioni apportate nel 1833

Le innovazioni uniformologiche del 1833 in un documento di Quinto Cenni.Il Regolamento emanato da Carlo Alberto il 25 giugno 1833 sopra "il corredo, la montura e le divise delle Armate di terra e di mare" riguardò i Carabinieri nel Capo III del Titolo Sesto e nelle norme generali limitò innanzi tutto le tre tenute del 1822 a due:

  • la grande montura (giorni festivi, servizi presso personaggi della Famiglia Reale, occasioni speciali);

  • la piccola montura (casi ordinari).

3. Divisa per gli Ufficiali

Cavalleggeri di Sardegna (1833).Nella divisa per gli ufficiali le due monture avevano in comune il cappello, per il quale venne stabilito: ala maggiore alta da 25 a 26 centimetri, ala minore da 16 a 17 cm.; le due tese, cioè le punte, lunghe ciascuna 16 centimetri e ornate di nappine fatte con grovigliuola d'argento; ala minore ornata del fiocco di seta turchina; cappietto da sovrapporsi al fiocco e cucito sul bordo dell'ala minore, fermato in fondo con un bottone simile ai bottoni della divisa e consistente in due lastre, larghe ciascuna 4 cm. circa e fatte a squame simili a quelle "dei rispettivi spallini"; orlo del cappello in gallone di seta nera, largo da 10 a 11 cm. ed "applicato per giusta metà", - sottogola di cuoio nero, da nascondere, tranne il caso di servizio a cavallo, nella "cuffia" del cappello.

Per la grande montura venne imposto al cappello un pennacchio di penne lunghe, ricadenti a foggia di salice piangente, di colore scarlatto nella parte superiore e turchino nella parte inferiore.

Sempre per la grande montura degli ufficiali vennero prescritti: collo montante dell'abito interamente affibbiato sotto il mento ornato da due alamari per lato ricamati in argento; mostre alle maniche senza punta, ornate per ogni manica da due alamari simili a quelli del colletto; risvolti delle falde dell'abito in panno scarlatto, recanti ciascuno una granata ricamata in argento; speroni d'argento, dritti, fissi, ed avvitati nei calcagni degli stivaletti; sciarpa di tessuto in seta ed a maglia di color turchino unito, avente ai due capi un fiocco rotondo fatto di tortiglio in seta turchina.

Per la piccola montura il collo dell'abito recava solo un alamaro per parte, le mostre delle maniche non avevano alamari, i risvolti delle falde erano in panno turchino; gli speroni (d'acciaio o ferro lucido) erano dritti, fissi ed avvitati nei calcagni degli stivaletti.

Alle due monture erano comuni:

  • l'abito di panno turchino scuro, abbottonato sul petto con una sola fila di nove bottoni bombati, d'argento;

  • i pantaloni di panno bigio detto marengo, con doppia banda di panno scarlatto per l'inverno; pantaloni bianchi per l'estate;

  • stivaletti calzati sotto i pantaloni, con speroni in argento solo per la grande montura;

  • cravatta nera e guanti di pelle gialla;

  • cappello militare (già menzionato);

  • spada e sciabola, per le quali dispose il Regolamento:

Sciabola: ( .. ) gli uffiziali dei Carabinieri Reali saranno armati di sciabola ognora che sieno comandati di servizio a cavallo. Per essi sarà un po' ricurva.
In ogni altra occasione però cingeranno la spada.
La montatura sarà tale che apparisce dal disegno di essa annesso al regolamento e avrà le medesime dimensioni.
Il fodero sarà di ferro forbito colle fascette dello stesso metallo.
La sciabola, se colla divisa, sarà cinta ai fianchi, e pendente da un cinturino di corame nero lucido, il quale abbia un fermaglio che sia fatto a mascheroni, e sia, come ancora le fibbie, di argento.
Se col cappotto, si porterà cinta ai fianchi sopra il cappotto stesso, con un cinturino simile a quello ora detto.
Spada. La lama sarà diritta, piatta, tagliente e pungente, e larga rasente la montatura da ventisette a ventotto millimetri circa.
La montatura sarà foggiata a forma simile al disegno annesso al presente regolamento, e delle medesime dimensioni in esso accennate.

L'impugnatura sarà coperta di filo di argento; la coccia, il guardamano, il pomo, e le altre parti della montatura saranno di orpello, o di altro metallo dorato.
Il fodero sarà fatto di cuoio nero e lucido, ed avrà all'orifizio una fascia di metallo dorato, la quale sia lunga dalla parte esterna, di centodieci millimetri; e da quella opposta di settanta millimetri; ed abbia un uncino lungo di ottanta millimetri con che appiccar la spada alla borsa, da cui deve essere sorretta.
Il puntale del fodero sarà dell'anzidetto metallo, ed avrà cento settanta millimetri di lunghezza, compreso il bottone.
La spada avrà tal lunghezza che collocatane la montatura sopra l'osso dell'anca, il puntale del fodero sia distante da cinque in sei centimetri dalla noce del piede.
Essa spada non dovrà cingersi ai fianchi, ma si porterà bensì nel seguente modo:
Se colla divisa, penderà da una borsa di corame nero inverniciato, la quale secondoché si stimi tornar più comodo, o potrà essere abbottonata alla cintura dei pantaloni sotto il busto dell'abito, ovvero essere attaccata ad una bandoliera qualunque da portarsi ad armacollo sotto l'abito, in modo sempre però che la sola borsa spunti sul fianco.

Se col cappotto, penderà intieramente fuori lungo il lembo sinistro, sorretta dalla borsa ora detta, la quale per via dell'apertura praticata nella saccoccia sinistra, spuntar deve sul fianco.
Spada e sciabola
[saranno] ornate colla dragona di tessuto in oro con fiocchetto rotondo e frangia pure d'oro".
I cordoncini della dragona distinguevano i vari gradi (v. dragona).

Carabiniere trombettiere in grande montura (1833).Il Regolamento passava a descrivere gli altri elementi della divisa:
Spallini in argento; il corpo dello spallino consterà di un gambo, e di una piastra, ossia di uno scudo. Il gambo sarà a squame a tre festoni.
Sulla prima squama, la quale sarà più larga di tutte l'altre, sarà un asolo fatto con un cordone del metallo stesso che le squame, con due bottoncini pur di tale metallo tagliati a così dette punte di diamante. Il gambo medesimo sarà lateralmente un po' incavato. Non potrà avere altri ornamenti se non quelli ora detti. Consterà di undici squame. La piastra, ossia lo scudo, sarà ovato, e contornato di righe in rilievo, che distingueranno i gradi degli ufficiali.
Lo spallino sarà di frangia d'argento.
Le righe in rilievo, onde sarà contornato lo scudo, saranno foggiate a sei angoli saglienti per gli ufficiali superiori; e dovranno essere interamente unite pei capitani e gli ufficiali subalterni.
I colonnelli saranno distinti con tre righe, i tenenti colonnelli con due, i maggiori con una sola.
I capitani saranno distinti con tre righe, i tenenti con due, i sotto - tenenti con una sola.
Gli spallini de' colonnelli, tenenti colonnelli, e maggiori saranno guarniti di frangia detta grovigliuola [in dialetto grillo].
Tal grovigliuola sarà lunga da ottantasette millimetri. I capitani, e gli uffiziali subalterni avranno gli spallini ornati di tortiglio (torsale) lungo da novantadue millimetri;

  • cordelline; sulla spalla e braccio destro, fatte di argento, le quali abbiano i puntali in argento per gli ufficiali subalterni. e pei capitani ancorché fregiati del grado di maggiore nel regio Esercito; ed i puntali dorati per gli uffiziali superiori effettivi del Corpo;

  • mantello: di panno turchino, con soppanno scarlatto, ornato sulla goletta [collo] di un alamaro simile a quello dell'abito;

  • cappotto: di panno turchino con la goletta e le mostre alle maniche dello stesso colore. La goletta sarà ornata di alamari come il mantello ed affibbiata interamente sotto il mento. Sarà incavalcato sul petto, ed abbottonato con due file di undici bottoni, le quali sieno ordinate a foggia di corazza, distieno inferiormente di sei centimetri, e quindi risalendo si allarghino proporzionatamente.

Seguivano le prescrizioni sulla sella degli ufficiali.


4. Uniforme dei Marescialli

"La divisa di grande montura dei marescialli d'alloggio, s'intenderà esser tale che è quella degli uffiziali, tanto pel colore, quanto per la forma e le dimensioni, in tutte quelle parti che non sieno qui dopo differenziate.
I marescialli d'alloggio capi siccome fregiati che sono del grado di sottotenente nell'esercito, porteranno spallini d'argento tali che li portano li sottotenenti ma ornati di filo arricciato (graine d'epinards), della qualità detta a quattro capi, o fili, invece che di tortiglio (torsale).

Carabiniere a cavallo in grande uniforme (1833-43).Non potranno però far uso della sciarpa. Avranno il cappello guarnito di nappine, e cappietto, come lo hanno gli uffiziali. Per tutte le rimanenti parti di loro divisa osserveranno le prescrizioni fatte pe' marescialli d'alloggio a piedi.
Gli alamari così all'abito, come al cappotto, per marescialli d'alloggio a piedi, ed al mantello per quelli a cavallo, saranno di gallone in argento.
Se destinati alla goletta avranno dodici centimetri di lunghezza, compresa quella delle annesse frangie.
Se destinati alle mostre delle maniche saranno lunghi nove solamente. La larghezza del gallone sarà di un centimetro.
Le granate in fondo alle falde saranno di minori dimensioni. Il cappello non avrà nappine alle due tese; e la bordatura di seta nera, come ancora il cappietto a squame ne saranno di minore larghezza.

Il pennacchio, onde in gran montura sarà sormontato il cappello, dovrà essere fatto con penne corte.
Gli spallini vogliono essere bensì a squame, ma la piastra, in cambio di esserne contornata con righe in metallo, lo sarà con due righe di grovigliuola.
Dovranno gli spallini medesimi essere ornati di due giri di frangia d'argento, a filato arricciato, lunga di settantratrè millimetri, che sieno sovrapposti ad altri giri di frangia di filo bianco.
Le cordelline saranno di un tessuto a righe longitudinali, ed alternate d'argento e di seta nera; ed avranno i puntali d'argento.

La cravatta sarà fatta di panno-lana nero, ovvero di un tessuto di crini neri. Tal panno-lana sarà tessuto a guisa di passamano, e dovrà esser avvolto e cucito attorno ad una striscia di corame, che ne sia come dir l'anima.
La cravatta dovrà esser foderata di tela nera, ed orlata superiormente con un pistagna di marrocchino nero.
Verrà affibbiata col mezzo di due linguette pure di panno-lana, e foderate, le quali abbiansi in capo una legaccia; si attraversino dietro il collo mercè di un occhiello in una di esse a tal fine praticato, e si vengano ad annodare dinanzi.
Nella parte interna della cravatta, sarà una linguetta di tela cruda, e forte gommata, cucita da un capo, abbottonata dall'altro; attorno alla quale dovrà sovrapporsi una pezzuolina di tela bianca, che, oltrepassando di poco l'orlo superiore della cravatta, formi attorno a questa una pistagna bianca.
La spada avrà montatura inargentata, a mezza coccia rovesciata, e coll'impugnatura nera.

Ne saranno armati i marescialli d'alloggio a piedi, e quelli ancora dell'arma a cavallo ognora che vestano la divisa di gran montura e siano a piedi.
Il cinturino per la spada sarà bensì di cuoio nero, ma senza l'ornamento dei mascheroni al fibbiaglio.
Quello della sciabola, sarà largo come quello degli uffizialii; ma avrà il fibbiaglio formato di una piastra di ottone fregiata dello stemma reale in argento, e le fibbie in metallo bianco.
La dragona sarà di un tessuto a gallone di tre righe uguali, fatte così, che le due laterali sieno in lana turchina, e quella nel mezzo in oro.
Il fiocchetto sarà annodato con due trecce di filo d'oro, ed ornato di due giri difilato arricciato d'oro sovrapposti ad altra frangia di lana turchina.
I marescialli d'alloggio, sì dell'arma a piedi, sì di quella a cavallo porteranno una giberna larga di centocinquantotto millimetri, e fatta di cuoio nero inverniciato, il cui coperchio sia bordato di un orlo in argento, ed abbia nel mezzo una granata del metallo ora detto.

Siffatta giberna penderà da una bandoliera di panno bianco, guarnita di galloncini d'argento, di scudicciuolo, di spilli, di catenelle, fibbie, puntali, e passanti in argento.
I marescialli d'alloggio medesimi, se dell'arma a piedi, calzeranno stivalini senza speroni; se di quella a cavallo, calzeranno stivali cogli speroni di ferro annerito, diritti ed infusi nei calcagni.
I primi useranno pantaloni senza staffe. I secondi, li porteranno colle staffe
".


5. Uniforme dei Brigadieri e Carabinieri

"S'intenderanno esser simili a quelle de'marescialli d'alloggio, tutte le parti della divisa de' brigadieri, delle quali non sia accennata la varianza. Lo stesso sarà delle parti della divisa de' carabinieri, rispetto a quelle de' brigadieri".

Per i Brigadieri - "Gli spallini sulla piastra saranno contornati con un solo giro di grovigliuola di argento, ed un secondo di grovigliuola in lana turchina.
Saranno ornati di un giro solamente di filato arricciato d'argento, sovrapposto alla frangia di cotone bianco, e pendente.
Le cordelline saranno di un tessuto a righe orizzontali ed alternate d'argento e di seta nera.
La dragona avrà il fiocchetto annodato con una sola treccia di filo d'oro, e coll'altra in lana turchina, siccome ancora non avrà che un solo giro di filato articciato in oro, sovrapposto alla frangia in lana turchina.
I brigadieri porteranno trasversalmente sulla parte anteriore di entrambe le braccia, un gallone d'argento a due righe, largo cinque centimetri.
Non avranno alamari alla goletta del cappotto se dell'arma a piedi; nè a quella del mantello, se dell'arma a cavallo.
I brigadieri dell'arma a piedi faranno uso di sciabola d'ordinanza appesa a budriere di bufolo imbianchito, ornato sul petto di una piastra di ottone collo stemma reale in argento.

Della giberna d'ordinanza con bandoliera di bufolo imbianchita. Di scarpe con sopra Le uose, calzate sotto i pantaloni.
Di pantaloni senza staffe.
I brigadieri dell'arma a cavallo useranno:
Una sciabola d'ordinanza, cinta ai fianchi con cinturino di bufolo bianco, colla piastra ora detta al fermaglio.
Una giberna d'ordinanza, e bandoliera di bufolo bianca.
Una bandoliera per la carabina che sia della pelle stessa ora detta, ed abbia il porta carabina di ferro.
Gli stivalini cogli speroni infissi ne' calcagni.
I pantaloni colle staffle".

Per i Carabinieri - "Spallini, non contornati sulla piastra con grovigliuola di sorta, ed ornati di frangia di filo bianco, lunga di sessantacinque millimetri.
Cordelline tessute di filo bianco.
Granate in fondo alle falde, ricamate in lana turchina con un piccolo orlo, e colla fiamma in argento. Nessun distintivo di gallone sulle maniche dell'abito.
Dragona, intieramente in lana turchina.

Gli appuntati saranno distinti, mercè un gallone di argento ad una riga, largo di venticinque millimetri sovrapposto diagonalmente sulla parte anteriore di ambedue le braccia
".


6. Uniforme dei Sottufficiali e Carabinieri anziani

"I bass'uffizialí e carabinieri anziani, per segno di tale loro qualità, avranno uno scaglione di gallone in argento se marescialli o brigadieri; di lana bianca se carabinieri.
Tale scaglione sarà cucito sulla parte superiore del braccio sinistro, in modo che il vertice dell'angolo guardi la spalla, ed i lati appoggino ciascuno su una delle cuciture della manica.
Il gallone sarà tessuto ad occhio di pernice, e largo millimetri 24
".

Negli anni successivi al 1833 sopravvennero nell'uniforme dei Carabinieri le varianti principali che seguono:

1837
Adozione di una mantellina di panno turchino per i carabinieri a piedi, decisa dal Ministro di Guerra e Marina con dispaccio n. 4085 del 30 dicembre diretto al Comandante Generale dei Carabinieri allo scopo di "porgere ai Carabinieri Reali a piedi alcun mezzo maggiore di schermirsi dalle intemperie, a cui eglino sono assai di frequente esposti". La mantellina, dello stesso panno del cappotto, doveva essere lunga sino alle ginocchia, avere ampiezza tale da potersi usare sopra lo zaino ed essere foderata di due tele, delle quali una incerata. Essa veniva riposta, "avvoltolata", entro una custodia di tela, detta righetto, da disporre sopra lo zaino. Il Ministero dispose, di conseguenza, il graduale ritiro del cappotto originario.

1838
(Determinazione sovrana dell'11 luglio). Fornitura di una giubba di fatica ai carabinieri a piedi, simile a quella dei carabinieri a cavallo, per i servizi interni di caserma.
(Dispaccio del 29 agosto n. 2941 del Ministero di Guerra e Marina). Adozione di pantaloni di fatica in panno bigio naturale per i sottufficiali e carabinieri a cavallo: "Considerando di quale grave spesa sia causa ai bass'Uffiziali e soldati a cavallo del Corpo dei Carabinieri Reali, quell'usar che far debbono di continuo i pantaloni di panno turchino nel giornaliero loro servizio a cavallo, S.M. in udienza d'ieri, aderendo alla proposta fattane dal consiglio generale d'amministrazione del corpo, si è degnata prescrivere che da quind'innanzi, i bass'uffiziali e soldati a cavallo dei Carabinieri Reali, facciano uso giornalmente di pantaloni di fatica di panno bigio di color naturale, siccome fanno le altre truppe a cavallo; e riservino i pantaloni di panno turchino per le occasioni di parata".

1843
Brigadiere a cavallo in uniforme da campagna (1843).(Circolare del 18 gennaio del Ministero della Guerra n. 122). Abito con due file di bottoni.
"Acciocchè la montura degli uffiziali, bass'uffiziali e soldati del Corpo dei Carabinieri Reali riesca, quanto più sia fattibile, uniforme a quella che venne assegnata agli uffiziali, bass'Uffiziali, e soldati degli altri corpi, S.M. ha ordinato:
1° Che da quind'innanzi l'abito di divisa sì per la grande, sì per la piccola montura tanto degli uffiziali, quanto dei bass'uffiziali, soldati ed allievi del Corpo dei Carabinieri Reali, debba essere pure, come vuol essere quello in generale di tutti gli altri corpi, incavalcato di dieci centimetri sul petto, ed abbottonato con due file di bottoni parallele, ciascuna delle quali consti di nove bottoni fra loro equidistanti.
2° Che il berretto di fatica onde dovranno valersi tanto i bass'uffiziali, quanto i soldati ed allievi dei carabinieri, dovrà pure da quindi in poi essere tale che è determinato, per tutti gli altri corpi dell'armata, dal regolamento del 25 di giugno 1833, se non che in luogo della cifra formata dalle iniziali del nome di S.M., dovrà aver in fronte una granata in metallo bianco; ed essere ornato di una fascia di panno scarlatto, sebbene la goletta dell'abito sia di panno turchino
".

1848
Carabiniere a piedi in piccola uniforme (1848).(Circolare n. 36 del 14 giugno del Ministero di Guerra e Marina).
Coccarda tricolore verde-bianca-rossa sul cappello in sostituzione della originaria coccarda in nastro azzurro legato in nodo a fiore.

(R.D. del 25 agosto).
Sciarpa degli ufficiali.
Si mantiene in tessuto di seta color turchino, ma si precisa che deve avere: "per gli uffiziali generali, ai due capi il fiocco rotondo in oro, già in uso; pei colonnelli, ai due capi un fiocco rotondo misto di frangia e di gravigliuola d'argento; per gli altri ufficiali superiori, capitani e subalterni, ai due capi un fiocco rotondo fatto di tortiglia in seta turchina". La sciarpa doveva essere indossata "ad armacollo dalla spalla destra al fianco sinistro dagli uffiziali di ogni arma e di tutti i gradi indistintamente. Gli aiutanti di campo e gli uffiziali di stato maggiore la porteranno dalla spalla sinistra al fianco destro".
La sciarpa ad armacollo per gli ufficiali è prerogativa conservatasi nell'esercito sino ai giorni nostri.

1850
(Dispaccio del Ministero della Guerra del 3 ottobre n. 6551).
Berretto di fatica con granata e fiamma
"( .. ) Il berretto di fatica Per gli Uffiziali dei Carabinieri sarà fregiato in fronte di una granata ricamata in argento con fiamma in oro, tale granata porterà in mezzo le iniziali del nome di S.M. ricamate pure in oro; i bottoncini saranno di metallo bianco, e le trecciuole secondo il rispettivo grado, in argento.
Pei Bass'uffiziali e Carabinieri il detto berretto sarà fregiato in fronte di una granata a fiamma in argento, ma senza cifra
".
Per quanto riguarda l'uniforme dei Carabinieri trombettieri il R.D. dei 18 giugno 1862 stabilì l'assegnazione di sei uomini ad ogni S.M. di Legione e di dodici alla Legione Allievi per fare servizio da trombettieri. Il Decreto venne seguito dalla circolare del Comitato dell'Arma n. 2510 del 30 luglio successivo, che dispose l'adozione del pennacchio "per metà bianco (nella parte superiore) e per metà rosso; cordelline in argento e seta rossa; nell'abito di grande tenuta una lira ricamata in argento in entrambi i lati del colletto al punto dove le parti si affibbiano, una lira ai paramani, una frammezzo ai bottoni del dorso ed una lira invece delle granate alla punta delle falde; nel vestito di piccola tenuta una lira ad ambe le parti del colletto e non altro; frangia alli spallini di 24 grillo d'argento fino, lucidi; framisti a tre a tre ad altrettanti di seta scarlatta; dragona di lana scarlatta e d'argento fino colla fettuccia uguale; cordone in filo d'argento e lana rossa coperti di frangia in argento fino".

1864
Disegni tratti dal Giornale Militare del 1864 relativi all'uniforme da ufficiale.Il supplemento n.7 al Giornale Militare modificò la divisa degli ufficiali superiori ed inferiori delle varie Armi, iniziando da quella dei Carabinieri.
Rispetto al Regolamento del 25 giugno 1833, le nuove norme stabilirono tre "sorta di monture" invece delle due precedenti, e cioè: la grande montura; la montura ordinaria; la piccola montura.
Si riportano qui di seguito - per estratto - le principali prescrizioni relative alle caratteristiche e all'uso di tali uniformi: ( ... )

"Nella gran montura si veste l'abito di tal nome colle spalline e cordelline e col pennacchio al cappello.
Essa si osserva nei giorni festivi, nei servizi di onore presso S.M. il Re e la Reale Famiglia, nelle feste e balli a Corte, nei Consigli di guerra e di disciplina, e nelle feste pubbliche.

La montura ordinaria consiste nell'abito che ne porta il nome, con le spalline e cordelline e col cappello senza pennacchio.
Questa s'indossa nei servizi di Piazza (cui occorresse agli Uffiziali dei Corpo dei Carabinieri Reali di essere comandati), nei Consigli di Leva, nelle girate d'ispezione; fuori di servizio, da mezzodì sino a notte dei giorni festivi, nella Capitale ed in tutte le Città e luoghi dove si trovi temporaneamente la R.Corte ed i PP.RR. e nei Capi-luoghi di Dipartimento. Negli altri Capi-luoghi di Divisione e Sotto-Divisione militare si osserva pure nei giorni ed ore predetti la montura ordinaria, sostituendo però il berretto al cappello, salvo che altrimenti prescrive il Comandante la Divisione.
Nelle presentazioni e visite al Ministero della guerra, nelle visite di Corpo e di dovere, nei balli e nelle serate che hanno un carattere ufficiale, si vestirà la grande o la ordinaria montura, secondo che dette visite, balli o serate avranno luogo in giorno festivo o feriale.

In piccola montura gli Uffiziali vestono il cappotto o frak col berretto.
Essa si osserva nei servizi di fatica, nelle visite di sorpresa alle corrispondenze ed alle stazioni, e fuori di servizio quando, giusta le regole suddivisate o per disposizioni superiori, non sia prescritta la montura ordinaria o la gran montura.

Il vestiario degli Uffiziali del Corpo dei Carabinieri Reali si compone di un abito di grande montura, un abito di montura ordinaria, un cappotto (frak), pantaloni, una cravatta, un mantello.
Le dimensioni stabilite per le ora dette parti del vestiario sono quelle che si confanno ad un uomo di statura ordinaria, vale a dire dai metri 1,630 al 1,750; esse quindi potranno proporzionatamente modificarsi per gli Uffiziali di una più o meno alta statura, o di una coloratura non comune; ma i vari capi del vestiario dovranno riuscire sempre in ogni lor parte esattamente simili a quelli che verranno descritti nei seguenti articoli.

Uniformi dei Carabinieri del periodo post-unitario in un bozzetto di Quinto Cenni.L'abito di grande montura sarà di panno turchino scuro, a falde lunghe. Il medesimo dovrà essere formato in modo che ben si adatti alla vita e che al tempo stesso sia comodo e a chi lo veste non rechi fastidio tanto nel respirare, quanto in qualunque movimento delle varie parti del corpo. La goletta, dello stesso panno dell'abito, sarà montante ed affibbiata con un solo gancetto alla parte inferiore colle punte leggermente arrotondite, alta 0,050, e sarà ornata di due alamari per ogni banda, ricamati in argento, larghi due centimetri circa e lunghi quindici. I paramani saranno dello stesso panno della tunica, chiusi, senza punta ed alti 6 centimetri circa. Dovrà essere ciascuno ornato di due alamari simili a quelli della goletta. L'abito di piccola montura sarà di panno e delle dimensioni e forme stesse di quello di grande montura, se non che: la goletta non sarà ornata che d'un solo alamaro per parte, della larghezza di 0,030 e della lunghezza di 0, 150. I paramani non avranno fregio di sorta.

Il cappotto dev'essere di panno turchino scuro simile a quello dell'abito. Il busto sarà lungo sino all'incavo dei fianchi e sparato sul petto in due parti che s'incavalchino e s'abbottonino con due file parallele di undici bottoni simili a quelli della divisa, l'una fila distante dall'altra di m. 0,100. Al termine del busto di dietro ed all'altezza dell'incavo de'fianchi saranno fissi sulle cuciture della taglia due bottoni per segnarne il fine e la divisione dalle falde. Le mostre alle maniche saranno pure di panno turchino e senza alamari. Le maniche stesse, come pure le mostre, saranno della dimensione di quelle dell'abito, ed i bottoncini saranno collocati come quelli alle maniche dell'abito.

I pantaloni devono essere di panno detto tricot e di colore turchino scuro come quello dell'abito. Saranno sparati sul davanti ed abbottonati.
La loro lunghezza sarà regolata in modo che scendano a coprire la noce ed il collo del piede.
Saranno chiusi infondo ed ornati lateralmente in tutta la loro lunghezza con due bande parallele di panno scarlatto, le quali sieno larghe ciascuna m. 0,030 e fra loro distanti m. 0,006. Avranno staffe (sottopiedi) di cuoio nero fermate lateralmente con due fibbie doppie e rettangolari e due passanti e dalla parte interna con due piccoli bottoni doppi, lisci.

Le cordelline constano d'un cordone in argento intrecciato a macchina coll'esterno in canutiglia mista (matè) e brillante, e coll'interno in cotone o seta bianca. Tale cordone pende pe' suoi due capi a lunghezze ineguali dalla spalla al braccio destro, e sulla prima è abbottonato sotto le spalline per mezzo di una lingua di panno cucita al punto ove il cordone piegasi per scendere sul braccio. I due capi sono guerniti di due puntali in argento, i quali per gli Uffiziali superiori sono dorati. Un cordone non intrecciato. a forma d'occhiello, guarnirà ciascuna parte dell'anzidetto, i cui due capi saranno cuciti alla lingua di panno unitamente al cordone intrecciato. Il cordone intrecciato da ambedue le sue parti pendenti, finirà per la lunghezza di 15 centimetri in cordone semplice, e questo al punto di mezzo sarà attorcigliato su se stesso per tre centimetri.

Gli Aiutanti Maggiori avranno per loro speciale distintivo le mostre delle saccoccie dell'abito, sì di grande che di ordinaria montura, ricamate in argento. Questo ricamo sarà intrecciato alle tre punte da una foglia di quercia, ed avrà la larghezza di 0,030 compreso il fogliame e sarà a due righe, ma per gli Aiutanti Maggiori in 2^ sarà solo largo 0,025 e ad una sola riga. Le righe sono in filo d'argento e gli ornamenti in canutiglia
".

Innovazione importante nell'uniforme degli ufficiali dell'Arma fu la sostituzione del cappello con la feluca, uguale a quella degli ufficiali dello Stato Maggiore delle Piazze, dalla quale si differenziava per avere il cappietto d'argento a due lastre fatte a squame, fermato in fondo da una granata in argento recante le iniziali dei sovrano, in metallo dorato come la fiamma.
Altra novità fu costituita dall'adozione di guanti bianchi di pelle scamosciata in luogo di quelli color giallo. Infine, venne stabilito che gli ufficiali dell'Arma fossero armati solamente della sciabola eguale a quella degli ufficiali di Cavalleria, ciò che significò l'abolizione della spada prescritta dal 1822.
Alle prescrizioni suddette vanno aggiunte quelle relative al mantello (soppanno scarlatto - ampiezza di un circolo se spiegato lungo sin poco al di sotto della metà dei polpaccio - soppanno di velluto nero alla goletta); alle calzature (stivali - o mezzi stivali portati sotto i pantaloni - speroni di metallo bianco fissi ed avvitati); alla dragona (con fiocco a mezza grovigliola (v.) per gli ufficiali inferiori); agli spallini (con frangia di tortiglio brillantato per gli ufficiali inferiori); al pennacchio (penne lunghe 0,250, superiori di colore scarlatto, inferiori di colore turchino), infisso per mezzo di un gambo di filo di ferro grosso in un largo passante di cuoio cucito all'interno della tesa destra corrispondente al centro della ganza; per i comandanti di legioni anche un pennacchietto di piumini bianchi e diritti dell'altezza di 0,160 (aspri).

Bardatura. Quella degli ufficiali dei Carabinieri ebbe la seguente composizione: una sella completa, due gualdrappe, una di grande ed una di ordinaria montura; quattro coprifonde, due di grande e due di ordinaria montura; una groppiera; due pettorali, uno di grande ed uno di ordinaria montura; due soprafasci, uno di grande ed uno di ordinaria montura; una valigia; una copertina; due briglie; una di grande ed una di ordinaria montura (v. bardatura).

1868
Uniforme dello Squadrone Carabinieri Guardie del Re (v. Corazzieri) - Il 7 febbraio 1868, per ordine del Ministero della Guerra, vennero concentrati in Firenze 80 carabinieri a cavallo (dei quali 40 della locale Legione, 20 della Legione di Milano e 20 della Legione di Bologna) per formare la scorta d'onore al corteo reale previsto per le nozze della Principessa Margherita di Savoia con il Principe Umberto. Questi militari indossarono per l'occasione gli elmi e le corazze già impiegati nell'aprile 1842 dallo speciale Squadrone Carabinieri a cavallo costituito per le nozze del Duca di Savoia Vittorio Emanuele con Maria Adelaide di Lorena e disciolto a cessata esigenza.

Nell'uniforme di gran gala l'elmo di metallo con bronzatura blu-nera, avente un cimiero formato da un tortiglione di lamiera, era guarnito con ciniglia azzurra e coda nera; recava su fronte la croce di Savoia.
La corazza era in bronzatura blu-nera con croce in argento. La giubba a code portava le cordelline da carabiniere e spalline rosse. Pantaloni in pelle bianca, guanti crespini e stivali alla scudiera. Per gli ufficiali, sciarpa azzurra sotto la corazza.
La bardatura era quella in uso nell'Arma.

Lo Squadrone non venne questa volta disciolto. La sua uniforme venne anzi regolamentata con R.D. 5 novembre 1876 che approvò l'Istruzione sulla divisa degli ufficiali e della truppa dei Reali Carabinieri specialmente incaricati del servizio d'onore e di guardia presso la persona di S.M.:

  1. "Gli ufficiali, i graduati ed i carabinieri specialmente incaricati del servizio d'onore e di guardia presso la persona di S.M. usano una divisa speciale secondo i disegni uniti alla presente Istruzione.

  2. Con questa divisa le uniformi sono cinque; la giornaliera, la festiva, la grande uniforme, la uniforme da campo, e quella di fatica.

  3. Gli ufficiali vestono:
    Nell'uniforme giornaliera: elmo senza criniera, o berretto, giubba con spalline, pantaloni di panno con bande rosse, cinturino con pendaglio di bulgaro, dragona e speroni;
    Nell'uniforme festiva; elmo con criniera, tunica con cordelline e spalline d'argento, pantaloni di panno turchino scuro con bande rosso, cinturino con pendagli d'argento, dragona e speroni;
    Nella grande uniforme; elmo con criniera e pennacchietto, tunica con spalline d'argento, corazza, crespine, pantaloni di pelle bianca, cinturino con pendagli d'argento, stivali alla scudiera, dragona e speroni con mascherine; Nell'uniforme da campo; elmo con criniera, giubba con spalline d'argento, corazza, crespine, pantaoloni bigi con bande rosse, stivali, cinturino con pendaglio di cuoio rosso, dragona e speroni;
    Nell'uniforme di fatica; berretto, giubba, pantaloni bigi con bande rosse, stivali, cinturino con pendaglio di bulgaro, dragona e speroni.

  4. La truppa veste:
    Nell'uniforme giornaliera; elmo senza criniera, tunica di panno turchino scuro con spalline, pantaloni di panno turchino scuro con bande rosse, cinturino con pendagli di cuoio bianco, dragona e speroni;
    Nell'uniforme festiva; elmo con criniera, tunica con cordelline e spalline, pantaloni di panno turchino scuro con bande rosse, cinturino con pendagli di cuoio bianco, dragona e speroni;
    Nella grande uniforme; elmo con criniera e pennacchietto, tunica colle spalline, corazza, crespine, pantaloni di pelle bianca, stivali alla scudiera, cinturino con pendaglio di cuoio bianco, dragona e speroni con mascherine;
    Nell'uniforme da campo; elmo con criniera, giubba colle spalline, corazza, crespine, pantaloni di panno bigio con bande nere e coperti di cuoio in fondo, cinturino con pendagli di cuoio bianco, dragona e speroni;
    Nell'uniforme di fatica; berretto, giubba, pantaloni di panno bigio con bande nere e coperti di cuoio in fondo, cinturino con pendagli di cuoio bianco, dragona e speroni.

  5. I trombettieri non portano corazza; essi hanno gli ornamenti della tunica e le frange delle spalline bianchi e rossi e speciali ricami sul petto della tunica.

  6. Nei servizi d'onore e di guardia ufficiali e truppa portano la bandoliera con giberna sempre quando non indossano la corazza.

  7. Nei giorni piovosi e d'inverno gli ufficiali e la truppa usano il mantello. Gli ufficiali usano anche lo spencer o la mantellina di caoutchouc nei limiti stabiliti dai regolamenti sull'uniforme.

  8. La bardatura degli uffiziali e della truppa consiste in briglia, pettorale, sella inglese con cinghie, staffe e staffili, gualdrappa di panno rosso-scarlatto oppure copertina sottosella oscura, fonde e copertura della sella in pelle di montone nero, come risulta dai disegni annessi alla presente istruzione.
    La gualdrappa di panno rosso-scarlatto usasi nella bardatura di parata, la copertina sottosella nella bardatura da campo e nelle esercitazioni
    ".

Nella nota n. 38 del 5 marzo 1894 i Reali Carabinieri specialmente incaricati del servizio d'onore e di guardia presso la persona di S.M. assunsero la denominazione di Squadrone Carabinieri Guardie del Re.

1873
Militari della "Compagnia Carabinieri d'Africa" (1888) nella raffigurazione di Quinto Cenni.(Regolamento sull'uniforme dei 5 aprile).
Le disposizioni speciali per l'Arma dei Carabinieri adottarono ufficialmente la denominazione di uniforme in luogo di montura stabilendo tre differenti uniformi per gli ufficiali (piccola uniforme - uniforme ordinaria - grand'uniforme) e tre per la truppa (uniforme di fatica - uniforme ordinaria - grand'uniforme).
Rispetto alle prescrizioni del 1864 la divisa degli ufficiali venne modificata sostituendo al cappotto (o frack) la "tunica" ed al mantello il pastrano.

In particolare:
"La tunica è di panno turchino oscuro. Dev'essere fatta a due petti; il dinanzi a taglio dritto, il di dietro a taglio leggermente incavato alla cintola, di guisa che s'acconci alla persona senza però stringerla troppo.
Ciascun petto è guernito d'una fila di 9 bottoni [non più 11 come nel cappotto] di metallo argentato, semisferici e lisci del diametro di 20 mm.
I bottoni sono equidistanti e disposti in modo che il primo in alto di ciascuna fila sia all'altezza dei gangherini della goletta ad un terzo della distanza tra il gangherino e la cucitura alla spalla, a partire da quest'ultimo e che l'ottavo bottone si trovi poco sopra la cintola.
Le due bottonature sono convergenti dall'alto al basso coll'inclinazione di 1/5 sulla verticale, di guisa che la distanza orizzontale fra i due ultimi bottoni riesca di 13 a 14 centimetri.
La tunica deve avere tale lunghezza da giungere ad 8 centimetri sopra l'appiccatura delle coscie.
Sulle due cuciture posteriori sono poste due mostre (finte tasche) sostenute ciascuna da due bottoni come quelli dell'imbusto. Le due mostre devono avere l'altezza di 15 a 16 centimetri e sovrastare d'un centimetro il lembo inferiore della tunica.
Carabinieri a cavallo e a piedi in piccola e grande uniforme (1893). I due militari sulla destra sono di altro Corpo.Le maniche sono di media ampiezza per lasciare sciolto il movimento delle braccia. Alla parte inferiore di esse ed a 5 centimetri dalle estremità loro sono posti sulla cucitura esterna tre bottoncini, che distano l'uno dall'altro 35 millimetri simili a quelli dell'imbusto, col diametro di 13 millimetri.
Le manopole sono ricoperte dello stesso panno della tunica e sono foggiate a punta verso la spalla. Le dimensioni della manopola sono indicate nei disegni annessi.
La goletta è ricoperta dello stesso panno della tunica ed ha l'altezza di 35 millimetri; essa è montante ed affibbiata con un gangherino alla parte inferiore, colle punte leggermente arrotondite ed ornata di due alamari uno per ogni banda, ricamati in argento a catenella con asola formata di palma, branca e nappo, larghi 3 centimetri e lunghi 15.
Le due punte della goletta sono ornate di due stellette di metallo argentato, con piccolo orlo nero all'intorno, fissate sulla goletta nel vuoto dell'alamaro.
Le estremità dei due petti, e tutto il lembo inferiore della tunica sono guerniti di filettatura dello stesso panno della tunica della grossezza di 2 millimetri.
Le manopole e le mostre sulla parte posteriore (finte tasche) sono guernite di filettatura di panno scarlatto della grossezza di 5 millimetri.
Il petto dev'essere foderato di mezzo panno scarlatto, e le falde vanno soppannate di stoffa di lana o seta nera.
La tunica deve portarsi sempre interamente abbottonata ed abbottonata a destra, cioè col petto sinistro accavalcato sopra il destro
".

Il pastrano di panno turchino oscuro stabilito in luogo del mantello, doveva avere bavero di velluto nero ornato di due stellette di metallo argentato, mantellina lunga foderata sul davanti di mezzo panno scarlatto e maniche alla foggia di quello in uso per la Cavalleria. Infine fu esteso agli ufficiali dei Carabinieri l'uso dello spencer (26 ottobre 1873, v.).

1875
Con atto n. 163 dei 20 agosto (G.M. n. 29) venne disposto che sull'abito di grande uniforme e d'uniforme ordinaria, nonché sulla giubba di piccola uniforme gli ufficiali ed i graduati di truppa dei Carabinieri portassero gli stessi distintivi di grado in uso presso le altre armi dell'Esercito e cioè:

  • "gli ufficiali, quelli del rispettivo grado in uso nella Cavalleria;

  • i marescialli d'alloggio, quelli da sottotenente di Cavalleria, senonché il galloncino sarà misto di argento e seta nera;

  • i brigadieri, quelli di furiere di Cavalleria;

  • i vicebrigadieri, quelli da sergente di Cavalleria".

1884
L'Istruzione sulla divisa degli Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri Reali emanata il 1° ottobre dal Ministro della Guerra raccolse e coordinò le norme disposte negli anni precedenti. Essa venne però abrogata nel 1900.


1900
Uniformi degli ufficiali e dei marescialli dei Carabinieri nei primi anni del secolo.Le Disposizioni relative alla divisa degli ufficiali dell'Arma dei Carabinieri Reali stabilirono tra l'altro:
"per l'abito di grande uniforme:

  • abito in panno turchino a doppio petto con nove occhielli e nove bottoni di metallo argentato semisferici e lisci del diametro di 20 mm., e con lembo inferiore ornato da pistagna di panno scarlatto che va a confondersi con l'origine delle falde;

  • falde dalla larghezza superiore sempre uniforme ragguagliata alla varia conformazione individuale, foderate di panno scarlatto e ornate di quattro fregi di granata in ricamo d'argento colla cifra reale, aventi diametro di 3 cm. e fiamma lunga 7 cm.;

  • colletto alto 40 mm. affibbiato con un gangherino alla parte inferiore;

  • galloncino d'oro largo 5 mm. e lungo 14 cm. a partire dal gangherino come distintivo per gli aiutanti maggiori;

  • distintivi di grado al disopra delle manopole, formati da gallone largo 20 mm. e galloncino di 5 mm., intervallati di 4 mm.;

  • due alamari ricamati in argento sul colletto, larghi 2 cm. circa e lunghi 15 cm.;

  • due alamari per ogni manopola;

per il berretto:

  • fregio dell'Arma con granata ricamata in argento filettata in oro e con cifra reale pure in oro; granata con 25 mm. di diametro, fiamma alta 20 mm. e larga 45 mm.;

  • sopraffascia di velluto filettata inferiormente di panno scarlatto; superiormente ad essa i distintivi di grado, consistenti in un galloncino d'argento alto 20 mm. e trecciuole in argento alte 4 mm. (una trecciuola per il sottotenente e sino al galloncino e tre trecciuole per il colonnello);

  • sopraffascia di panno color robbio (rosso) e fregio dello stesso colore per colonnelli e tenenti colonnelli comandanti di legione o capi di servizio;

per il cappello (feluca):
un feltro nero ed a punte; tesa sinistra alta m. 0, 135, tesa destra m.0,110, entrambe orlate di un gallone di seta nera largo 55 mm; sulla tesa di destra un cappietto formato di due lastre d'argento, larghe 3 cm. ciascuna, fermato da granata d'argento con fiamma di metallo dorato alta 2 cm e larga circa 5.

  • colletto in fasciuola di tela bianca inamidata facente parte della camicia oppure posticcia;

  • cravatta in seta nera a strisciuola, con capi pendenti sotto la giubba posta in modo da lasciare scoperta tutt'intorno una striscia del colletto;

  • cordelline sempre con l'interno in cotone o seta bianca e l'esterno in canutiglia mista e brillante, con puntale d'argento per gli ufficiali inferiori e dorato per gli ufficiali superiori;

  • dragona in doppio cordoncino d'oro o screziato o vergato secondo il grado;

  • dell'ufficiale oppure in cuoio per tutti secondo l'uniforme da indossare;

  • giubba a due petti guarnita d'una fila di 9 bottoni di metallo argentato come nell'abito di g. u. con un alamaro per banda del colletto; petto foderato di mezzo panno scarlatto; interamente abbottonata a destra, con facoltà di abbottonarla a sinistra;

  • mantello di panno turchino scuro, composto di; cappotto di lunghezza tale da distare da terra nel suo lembo inferiore entro 20-25 centimetri secondo la statura dell'ufficiale interamente foderato di stoffa di color nero e mantellina, foderata sul davanti di mezzo panno scarlatto, bavero allacciato con fermaglio di metallo bianco avente catenella e gancetto;

  • pantaloni di panno turchino scuro, muniti di staffe di cuoio nero, ornati lateralmente di due bande di panno scarlatto, larghe 3 cm. e staccate 6 mm. l'una dall'altra;

  • pennacchio di penne ricadenti lunghe 25 cm., di colore scarlatto quelle superiori e di colore turchino le inferiori;

  • pennacchietto (aigrette) per i comandanti titolari di legione;speroni di ferro forbito lucido; speroni alla scudiera in acciaio brunito quando si faccia uso di stivali".

Venne confermata, per la grande bardatura e per quella di marcia, la prescrizione di portare il mantello arrotolato a semicerchio sulla sella con il panno scarlatto al disopra, "in guisa da formare un parallelepipedo composto per metà di panno turchino e per metà di panno scarlatto".

1907
Ufficiale in piccola uniforme con foderina coprinuca (1907).Il Regolamento sull'uniforme edito dal Ministero della Guerra stabilì per i militari di truppa dei Carabinieri:

  • "grande uniforme: cappello con pennacchio (senza pennacchio nei giorni piovosi quando si indossi mantello, mantellina o impermeabile), abito con spalline e cordelline, pantaloni di panno turchino, cinturino con sciabola e dragona di tessuto, guanti calzati, bandoliera bianca con giberna (nei servizi armati);

  • uniforme ordinaria:
    cappello, abito di piccola uniforme, pantaloni di panno turchino (di panno bigio con gambali per i militari dell'Arma a cavallo), cinturino con sciabola e dragona di cuoio (senza sciabola nei servizi con moschetto e pistola), bandoliera bianca con giberna.
    Nei servizi notturni; berretto, giubbone di panno, bandoliera di cuoio nero con giberna;

  • uniforme di fatica:
    berretto, giubba e pantaloni di tela o di panno, a seconda della stagione
    ".

Vice Brigadiere a cavallo in uniforme da guerra (1915).Per gli ufficiali dei Carabinieri non furono introdotte modificazioni specifiche, salvo quelle, comuni a tutti gli ufficiali dell'Esercito, relative all'uso e ad una precisa distinzione tra uniforme ordinaria e piccola uniforme e alla prescrizione di portare la sciabola fuori dei cappotto.
Con dispaccio n. 1956 R.S. del 27 giugno 1915 venne esteso ai sottufficiali e militari di truppa dell'Arma dei Carabinieri l'uso dell'uniforme grigio-verde, che venne adottata anche per gli ufficiali dell'Arma con dispaccio del Ministero Guerra dei 2 luglio 1915.

1923
Appuntato a piedi delle truppe coloniali in grande uniforme invernale (1923).Dopo la I^ Guerra Mondiale, alla quale i Carabinieri presero parte indossando il grigio-verde di tutti i loro compagni in armi, il Ministro della Guerra Maresciallo Armando Diaz diramò in data 7 giugno la circolare n. 331 avente all'oggetto "Uniforme degli ufficiali e dei militari di truppa dei CC. RR. " che viene qui anche per il suo interesse storico - riportata integralmente:
"In seguito a proposta del Comando Generale dei CC. RR. suggerita dalle esigenze e caratteristiche dello speciale servizio d'istituto alle quali meglio risponde la tradizionale divisa dell'Arma, si emanano le seguenti disposizioni colle quali è regolato l'uso dell'uniforme dell'Arma stessa nel tempo di pace".


Uniforme degli ufficiali
Sono di prescrizione:

  1. le tre uniformi di panno turchino scuro dell'anteguerra (coll'aggiunta di filettatura scarlatta al colletto e alle controspalline delle giubbe dell'uniforme piccola e ordinaria) secondo le norme che ne disciplinavano l'uso;

  2. la mantellina nera con risvolti di panno rosso.
    E' facoltativo l'uso del cappotto nero, dell'impermeabile nero, e dello spencer;

  3. le bardature d'anteguerra senza variazioni.

Uniforme dei sottufficiali e della truppa
Sono di prescrizione le tre uniformi di panno turchino scuro dell'anteguerra colle seguenti varianti:

  1. l'abito di grande uniforme è privo di alamari doppi alle manopole ed ha sul colletto gli alamari dell'abito di piccola uniforme;

  2. i pantaloni corti (rimboccati sotto il ginocchio) di panno turchino scuro di piccola uniforme sono forniti di pistagna scarlatta e vengono portati dentro gli stivaletti con gambaletto;

  3. i militari dell'Arma a cavallo colla piccola uniforme e, quando fanno servizio montati, anche con quella ordinaria, dovranno portare il pantalone corto grigio-verde munito di semplice pistagna nera;

  4. pei conduttori di autoveicoli e pei ciclisti sono adottati gambali di cuoio nero (come quelli prescritti per l'arma a cavallo) con pantalone turchino scuro corto;

  5. il giubbone è ad un solo petto, con bottoniera esterna formata da nove piccoli bottoni metallici, applicata nel tratto dal colletto alla cinta - falda lunga una decina di centimetri in più di quella del giubbone già in uso taglio leggermente incavato alla cintola in modo che si adatti alla persona senza stringerla, con gonnellino piuttosto ampio da poter contenere sotto di sé la pistola - due tasche laterali sovrapposte alla falda con copritasca non sagomato, senza bottoni, una tasca interna nella fodera - una contro spallina sulla spalla sinistra fermata da un bottoncino metallico - colletto diritto (alto tre o quattro centimetri a seconda della figura del militare) con alamaro piccolo. Gradi applicati come stabilito per le altre armi.

Per i marescialli il giubbone è da confezionarsi come il modello stabilito per la giubba grigio-verde dei pari grado delle altre armi, con l'alamaro della piccola uniforme al colletto;

  1. il berretto è infustito, della foggia di quello in uso anteguerra, con montanti in panno rosso, e fregio metallico di granata. Tale fregio è in ricamo d'argento per i marescialli d'alloggio e capi; in tessuto di seta nera ed oro per i marescialli maggiori.


Gradi, come per le altre armi.

Disposizioni transitorie
Per gli ufficiali le attuali divise grigio-verdi potranno usarsi senza modificazioni fino al 31 dicembre 1924.
Per i sottufficiali e la truppa la sostituzione della tenuta grigio-verde avverrà gradualmente a cominciare dai capoluoghi di Regione".

La tabella n. 1 allegata alla circolare riguardava l'uniforme per gli ufficiali e stabiliva:

  • "per la grande uniforme: cappello con pennacchio, abito di g.u. con decorazioni, pantalone lungo (corto nel servizio a cavallo), sciabola con pendaglio di argento e dragona d'oro, sciarpa, guanti bianchi, bandoliera in tessuto di argento, con giberna;

  • per l'uniforme ordinaria: berretto, giubba a due petti con nastrini, pantalone lungo, sciabola con pendaglio e dragona di cuoio nero, guanti di pelle bianca;

  • per la piccola uniforme: berretto, giubba di piccola uniforme, pantalone corto con gambali o stivaloni di cuoio nero (fuori servizio facoltativo il pantalone lungo), sciabola con pendaglio e dragona di cuoio nero, guanti marrone (fuori servizio facoltativi i bianchi) ".

La tabella n. 2 concerneva l'uniforme per i militari di truppa:

  • "grande uniforme: cappello con pennacchio, abito di grande uniforme, con spalline, cordelline, decorazioni, pantalone di panno turchino con bande, cinturino con sciabola e dragona di tessuto, guanti bianchi calzati, bandoliera bianca con giberna nei servizi armati (eccetto quelli di pattuglia);

  • uniforme ordinaria: cappello senza pennacchio, abito di piccola uniforme con nastrini, pantalone turchino con bande, cinturino con sciabola e pistola (senza sciabola quando si porta il moschetto), dragona di cuoio, guanti bianchi calzati, bandoliera bianca con giberna nei servizi armati (eccetto quelli di pattuglia). L'Arma a cavallo, nei servizi montati, invece dei pantalone turchino lungo porta il pantalone corto grigio-verde con pistagna e gambali neri);

  • piccola uniforme: giubbone con nastrini, pantalone corto di panno turchino con pistagna, da portarsi entro gli stivaletti berretto (elmetto nei servizi di ordine pubblico ed ogni qualvolta sia ritenuto opportuno), cinturino con sciabola, dragona di cuoio, pistola, moschetto e bandoliera bianca nei servizi di perlustrazione nelle campagne, appiattamento, ricerca di malfattori, di squadriglia e di polizia ferroviaria. (L'Arma a cavallo col giubbone porta sempre il pantalone grigio-verde con pistagna e gambali neri, portano pure i gambali neri i militari ciclisti ed i conduttori di automobili).

  • Gli allievi carabinieri, in luogo della grande uniforme vestono quella ordinaria.

  • I marescialli con l'uniforme ordinaria portano il giubbone ed il berretto. - Nella stagione calda i comandanti di legione possono prescrivere la copertura bianca al berretto per le esercitazioni varie e serviti fuori residenza.

  • In bicicletta si porta il moschetto ad armacollo e la pistola con correggiola.

  • I marescialli ed i brigadieri quando escono isolati possono indossare nei giorni piovosi l'impermeabile nero.

  • La tenuta di tela si indossa in caserma, nelle esercitazioni di tiro, nelle marce eseguite a reparto riunito, quando lo ritenga opportuno il comandante la legione o divisione.

Nel 1927, a venti anni di distanza da quello precedente, il Ministero della Guerra pubblicò altro Regolamento sull'uniforme per l'Esercito, trattando al capo V le uniformi per l'Arma dei Carabinieri, senza apportare sostanziali varianti alle prescrizioni di cui alla circolare Diaz sopra riportata.

Carabiniere aggiunto a piedi dell'isola di Rodi in grande uniforme (1931).Altro Regolamento sull'uniforme per l'Esercito venne emanato dal Ministero della Guerra il 20 luglio 1931. In esso il Capo V riguardò esclusivamente l'uniforme degli ufficiali dei Carabinieri ed il Capo VI quella dei sottufficiali e militari di truppa dell'Arma. Eccone la sintesi:

Uniforme degli ufficiali. Oltre alla grande uniforme militare, all'uniforme ordinaria ed alla piccola uniforme venne prescritto l'uso della grande uniforme da cerimonia, da portare nelle visite di dovere, nelle cerimonie nuziali, nelle funzioni, rappresentanze, spettacoli teatrali, serate e balli, "ai quali i civili intervengono in abito da cerimonia" e composta di berretto, giubba a doppio petto e nastrini, pantaloni lunghi, sciabola con dragona e pendagli di cuoio, guanti bianchi e, per soprabito, la mantellina nera con risvolti di panno rosso (come per la grande uniforme).
Facoltativo il cappotto nella piccola uniforme. Colletto obbligatorio nella grande uniforme (militare e da cerimonia) e con i pantaloni lunghi della piccola uniforme, cravatta facoltativa negli altri capi. Cordelline d'argento di unico tipo per tutti gli ufficiali, con puntale dorato per gli ufficiali superiori e i primi capitani. Sciarpa azzurra anche nella grande uniforme da cerimonia. Mantellina obbligatoria, cappotto facoltativo con l'uniforme ordinaria e la piccola uniforme.

Uniforme dei sottufficiali e militari di truppa. Alle tre uniformi già note si aggiunse l'uniforme di fatica, di tela, da usare in caserma, nelle esercitazioni di tiro, nelle esercitazioni di marcia e tutte le volte che "venga ritenuto opportuno dai comandanti di Legione o di Divisione".
Distintivi di grado di lana rossa (anziché nera) per gli appuntati, un galloncino di lana rossa (anziché nera) per il bavero della mantellina, dei mantello o del cappotto dei vice brigadieri e brigadieri; per la grande uniforme dei marescialli una, due o tre stellette a seconda dei grado, da applicare sulle manopole.
Pantaloni:

  • per i militari a piedi i pantaloni lunghi con la grande uniforme e con l'uniforme ordinaria, i pantaloni corti con la piccola uniforme; per i militari a cavallo i pantaloni corti nei servizi montati e con la piccola uniforme, lunghi negli altri casi; quelli corti di panno turchino con la grande uniforme e di panno grigio-verde con l'uniforme ordinaria e con la piccola uniforme.

  • per i militari, sia a piedi che a cavallo, prescritti i pantaloni lunghi anche con la piccola uniforme nei casi di servizi in residenza;

  • per i musicanti, pantaloni lunghi con tutte le uniformi, con speroni e sottopiedi.


1933-1934
Una tappa fondamentale nell'evoluzione delle uniformi del nostro Esercito s'ebbe con una serie di norme che negli anni 1933-1934 - a firma del Sottosegretario alla Guerra, Generale C.A. Federico Baistrocchi - portarono all'abolizione della giubba a collo diritto e rigido, ereditata da tempi lontani, ed alla sua sostituzione con la giubba aperta.
Diversamente dal passato le nuove e sostanziali varianti all'uniforme non formarono oggetto di un corpo unico di nonne, ma di prescrizioni varie che, generalizzate per l'Esercito, vennero successivamente applicate ai Carabinieri direttamente dal Ministero oppure a cura del Comando Generale dell'Arma.

La svolta uniformologica verificatasi con l'adozione della giubba aperta (e consistente soprattutto nella necessità di rispondere "specialmente a criteri di semplicità e di adattamento alle varie esigenze del servizio", non poteva non integrarsi con la sostituzione del berretto alto con quello a tipo piatto, oltre che - naturalmente - con l'uso della camicia di tipo "borghese" bianca o grigio-verde, e l'applicazione ad essa della cravatta lunga a nodo verticale.
Le nuove norme stabilirono altresì l'adozione per gli ufficiali di una grande uniforme e di una uniforme ordinaria estiva di tela bianca.

La gradualità dell'estensione ai Carabinieri delle prescrizioni di cui sopra è confermata dal fatto che il 5 febbraio 1934 venne tenuto dall'allora Capo del Governo un rapporto ai generali ed ai colonnelli dell'Arma, cui fece subito seguito una circolare, della quale trascriviamo quanto segue:
"Com'è stato comunicato con circolare n. 5477 del 12 gennaio corrente anno sono in corso sostanziali modificazioni alle attuali uniformi dei sottufficiali e militari di truppa dell'Arma. E poichè è da presumersi quanto prima una definitiva determinazione in merito, si rende necessario sospendere la costruzione di oggetti di vestiario... "

Già prima di tale decisione riguardante i sottufficiali e militari di truppa dei Carabinieri, l'uso del berretto di nuova adozione era stata disposto per gli ufficiali dal Comando Generale dell'Arma con circ. 6329/2 del 15 dicembre 1933 e con decorrenza dal 1° gennaio successivo, mentre altra circolare del Comando Generale (n. 6410/2 del 21 dicembre 1933) dava una conferma indiretta dell'uso dell'uniforme aperta anche da parte degli ufficiali dei Carabinieri, ai quali, del resto, venne dal Comando Generale stesso consentito nel giugno 1934 l'uso dell'uniforme estiva aperta e di tela bianca, che in un primo tempo non era stata considerata ad essi applicabile.

E' quindi evidente che tutte le innovazioni introdotte nell'uniforme degli ufficiali dell'Esercito interessarono, con la gradualità voluta anche dalle tradizionali incombenze d'istituto dell'Arma, gli ufficiali dei Carabinieri, com'è dimostrato, ad esempio, dalla seguente circolare del Ministero della Guerra-Gabinetto - n. 8000 dei 31 ottobre 1936:
"Il nuovo regolamento sull'uniforme Prevede anche per gli ufficiali dei Carabinieri Reali l'uniforme da marcia.
Essa è composta di:

  • giubba nera e pantalone nero corto già prescritti per l'uniforme ordinaria (stivali o gambali; facoltative fasce gambiere e calzettoni neri e scarpe alpine nei servizi in montagna);

  • berretto nero rigido (o nero da campo - cric. 215 G. M. c.a. - per i casi in cui è previsto per gli ufficiali delle altre armi il berretto da campo);

  • camicia e colletto grigio-verde con cravatta grigio-verde;

  • cinturone nero con fondina per pistola (modello già depositato all'Unione Militare);

  • guanti marrone.

In attesa della pubblicazione del nuovo regolamento, le disposizioni di cui al presente foglio entrano in vigore da domani 1° novembre".


1935
Per i sottufficiali e militari di truppa dei Carabinieri, il Comando Generale dell'Arma, con circ. 588314 di prot. dell'8 gennaio, emanò le seguenti prescrizioni poi confermate dal Regolamento sull'uniforme:

"Aiutanti di battaglia e marescialli:
quattro specie di uniforme: grande uniforme, uniforme ordinaria, uniforme estiva (facoltativa), uniforme di fatica;

  • grande uniforme con cappello e pennacchio, abito di g. u. di panno turchino con spalline, cordelline e decorazioni; pantaloni lunghi di panno turchino (corti di panno turchino con doppie bande e gambali neri per i marescialli in servizio montato); guanti bianchi, dragona di tessuto, colletto diritto bianco inamidato, mantellina di panno turchino per i militari a piedi, mantello di panno turchino per quelli a cavallo; sola sciabola senza bandoliera bianca in libera uscita; sciabola, pistola e bandoliera bianca nei servizi rappresentativi; sciabola e bandoliera bianca negli altri casi;

  • uniforme ordinaria: berretto di panno turchino, giubba di panno turchino, tre tipi di pantaloni (lungo con 1 banda o 2 bande, corto con pistagna, grigio-verdi con gambali a seconda della specialità), camicia bianca con colletto rivoltato floscio o inamidato o grigio verde con colletto floscio grigio verde rivoltato; cravatta di tessuto nero a nodo verticale, guanti bianchi (marroni facoltativi fuori servizio) calzature, stivaletti neri al cromo, stivaletti a gambaletto, facoltativo fuori servizio le scarpe basse nere allacciate e con calze nere; bandoliera nera di notte nei servizi di appiattamento o ricerca malfattori;

  • uniforme estiva: berretto, giubba e pantaloni senza risvolto di tela bianca, camicia bianca e cravatta nera a nodo verticale, guanti bianchi, calze bianche scarpe basse, bianche, di pelle e di tela, armamento con pistola 1889 a carico del sottufficiale;

  • uniforme di fatica: di tela come per la truppa, da indossare in caserma, nelle esercitazioni di tiro ed in quelle di marcia o su ordine del comandante di Legione o di Divisione".

Per i marescialli maggiori comandanti di Sezione, capi scrivani presso gli uffici dei Comando Generale, degli Ispettorati di zona, della Scuola Centrale (comando, amministrazione e direzione studi), delle Legioni, delle Divisioni coloniali (comando, amministrazione e servizio) nonché per i marescialli maggiori addetti alle Compagnie comando e quelli nominati comandanti di plotone presso la Scuola Centrale e la Legione allievi, oltre ai distintivi di grado previsti per gli altri marescialli maggiori, venne adottato in tutte le uniformi un gallone d'argento striato in nero eguale a quello del berretto, applicato ad angolo al di sopra delle manopole col vertice in alto.

"Brigadieri vicebrigadieri, appuntati e carabinieri:
quattro specie di uniformi
grande uniforme, grande uniforme ridotta, uniforme ordinaria, uniforme di fatica;
grande uniforme: come prima, con la differenza che i militari a cavallo portavano i pantaloni corti di panno turchino con doppie bande e gambali neri di cuoio. Armamento: sciabola corta per i militari di truppa, lunga se sottufficiali o dell'arma a cavallo; secondo i servizi, pistola e sciabola con bandoliera bianca, moschetto e bandoliera bianca;

grande uniforme ridotta: cappello senza pennacchio, abito di grande uniforme con controspalline movibili orlate di rosso; pantaloni lunghi di panno turchino, guanti bianchi, pistola, sciabola e bandoliera bianca;

uniforme ordinaria: berretto di panno turchino, giubba di panno turchino; pantaloni lunghi di panno turchino, o corti di panno turchino con pistagna per arma a piedi e grigio verdi con pistagna nera e gambali per arma a cavallo".

Per l'armamento e buffetteria venne stabilito:

  • "nei servizi in residenza i militari vanno armati di sola pistola ed indossano sempre la bandoliera bianca;

  • nei servizi di ordine pubblico i militari vanno armati di pistola e sciabola ed indossano la bandoliera bianca; tale armamento può essere completato col moschetto quando ciò sia ritenuto necessario: in tal caso non viene portata la sciabola;

  • in libera uscita i militari di truppa vanno armati di sola pistola; i sottufficiali della sola sciabola lunga: tutti senza bandoliera;

  • i sottufficiali adibiti alla carica di scrivano sono armati di sciabola lunga senza bandoliera;

  • nei servizi fuori della residenza i militari vanno armati di moschetto e pistola ed indossano la bandoliera bianca. Fanno eccezione i servizi di traduzione e d'ordinanza espressa nei quali i militari sono armati di sola pistola, indossando sempre la bandoliera bianca.

  • in casi particolari però gli ufficiali diretti, i comandanti di sezione ed i comandanti di stazione hanno facoltà di ordinare che i militari di traduzione e d'ordinanza espressa siano armati anche di moschetto;

  • la bandoliera nera viene indossata di notte e solo nei seguenti servizi: perlustrazioni (escluse quelle specificatamente disposte sulle strade nazionali e provinciali), appiattamenti e ricerche di malfattori".


1936
Con circolare n. 215 del Giornale Militare (18 marzo) venne esteso agli ufficiali dell'Arma dei Carabinieri il berretto a busta già modificato per gli ufficiali delle altre Armi con G.M. 1935, circolare n. 275, e fu stabilito che fosse di colore nero, con filettatura di colore scarlatto larga 1 millimetro.
Un primo tipo di berretto, a busta grigio-verde - chiamato berretto da campo - era stato adottato per i militari dell'Esercito con circolare n. 370 del Ministero della Guerra - G.M. disp. 25 - del 24 maggio 1934 (ufficiali, aiutanti di battaglia e marescialli) e con circolare 371 della stessa data per sottufficiali e militari di truppa, era stato prescritto un nuovo berretto di fatica.

Nel cinquantennio trascorso dall'apertura della giubba e dall'adozione del berretto basso per i militari dell'Esercito - provvedimento particolarmente emblematico per l'Arma dei Carabinieri, unica rimasta a contemperare l'austera, secolare tradizione dell'abito chiuso di grande uniforme con la moderna e generale esigenza dell'uniforme aperta - sopravvennero provvedimenti che via via dimostrarono l'importanza di adattare anche l'equipaggiamento alle sempre mutevoli esigenze dei servizio.

1939
Carabiniere a piedi in uniforme da campagna (1940).Le disposizioni emanate il 1° gennaio per le uniformi degli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa dell'Arma erano state precedute dall'estensione ai Carabinieri dei berretto a busta chiamato anche "berretto da campo" prescritto per le altre Armi, e dall'adozione ufficiale del berretto di panno turchino mod. 1935 (cosiddetto di "libera uscita") introdotto nell'Arma dopo il 1933 e non ancora ratificato dal Ministero della Guerra (circolare n. 819 del G.M. 1935).

Le norme non modificarono sostanzialmente quelle antecedenti per quanto concerneva gli ufficiali. Precisarono l'esigenza di una uniforme nera e di una uniforme estiva da visita accanto a quella da cerimonia, dalla quale si distinguevano per l'obbligo di portare i nastrini delle decorazioni invece delle decorazioni e per la giubba bianca in estate, e introdussero l'uniforme estiva per l'equitazione, caratterizzata dalla camicia grigio-verde con colletto g.v. rivoltato, floscio, modificando la composizione dell'uniforme ordinaria facoltativa grigio-verde (ammessa anche nelle ore pomeridiane e serali) con pantaloni corti g.v. a doppia banda di panno nero con filetto rosso in mezzo separato dalle bande. Infine, fu regolata la composizione della uniforme di marcia grigio-verde, mantenendola facoltativa, e introdotto l'uso del robbio sulle manopole e sulle controspalline, ammesso per i capitani ed i tenenti incaricati delle funzioni del grado superiore.

L'uso del robbio venne confermato per i colonnelli comandanti titolari di Legione e Scuola Centrale e nuovamente esteso ai tenenti colonnelli incaricati con decreto ministeriale di detti comandi, mentre il pennacchio bianco d'airone della grande uniforme nera dei colonnelli titolari di comando fu consentito anche ai colonnelli non titolari nella circostanza delle funzioni di comando di Legione o Scuola.
I soprabiti stabiliti furono i seguenti: mantello (obbligatorio con la grande uniforme, facoltativo fuori servizio con le altre uniformi nere); cappotto, obbligatorio in servizio e con le uniformi nere meno la grande uniforme; impermeabile nero; giubbone di pelle nera facoltativo per la guida di automezzi.

Le norme del 1939 per gli aiutanti di battaglia e i marescialli portarono, rispetto al 1935, da quattro a sei le specie della loro uniforme, aggiungendovi l'uniforme di marcia (berretto ed elmetto - fasce gambiere o gambali) e la grande uniforme estiva.

L'uniforme ordinaria nera, immutata nel berretto e nella giubba di panno turchino, venne modificata nell'uso dei pantaloni stabiliti in pantaloni corti (cioè legati sotto il ginocchio) di panno turchino con banda (doppia banda per l'arma a cavallo e musicanti) e pantaloni lunghi di panno turchino senza banda e senza risvolto, da usare fuori servizio.

La grande uniforme estiva, composta di berretto, giubba e pantaloni di tela bianca, di camicia a colletto bianco inamidato e cravatta di tessuto nero a nodo verticale, ebbe come accessori le decorazioni e la sciabola con dragona di grande uniforme.

Per i brigadieri, vice brigadieri, appuntati e carabinieri le quattro antecedenti uniformi vennero completate dall'uniforme da marcia, composta da berretto di panno turchino (eventualmente elmetto), giubba e pantaloni corti di panno turchino (grigio-verdi con doppia banda nera per i militari a cavallo montati), camicia grigio-verde a colletto floscio rivoltato e cravatta di tessuto nero a nodo verticale, fasce gambiere o gambali di cuoio nero a stecca. Sempre con berretto turchino, giubba e pantaloni di tela grigia e camicia grigio-verde con cravatta nera l'uniforme da fatica.

1953
Dopo un lungo intervallo determinato dal corso della 2^ Guerra Mondiale e dalle vicende del dopoguerra, un completo riassetto delle uniformi dei militari dell'Arma venne stabilito con il Foglio d'Ordini del Ministero della Difesa-Esercito del 15 gennaio 1953.

Per quanto riguardava gli ufficiali, le nuove norme sostituirono alla grande uniforme estiva ed alla tenuta estiva in tela bianca quelle color kaki, per cui essi vennero ad avere le seguenti specie di uniformi:

  • grande uniforme tradizionale con pantaloni lunghi (o corti nei servizi a cavallo), stivaletti o stivaloni, guanti bianchi e mantello come soprabito;

  • uniforme ordinaria nera, con giubba e pantaloni di cordellino, camicia bianca con colletto rivoltato e cravatta di seta nera opaca, mantello e guanti di pelle marrone;

  • uniforme ordinaria kaki, invernale ed estiva, composta di giubba, pantaloni con risvolto, berretto rigido, cappotto di panno castorino kaki, scarpe basse e guanti di palle marrone, calze color kaki (giubba, pantaloni e berretto di cordellino leggero kaki per l'estate);

  • uniforme di servizio invernale, con panno kaki in luogo del cordellino, giubba, pantaloni e cappotto di taglio e foggia identici a quelli della truppa, cinturone di cuoio marrone, pistola e stivaletti neri, invece delle scarpe basse di pelle marrone;

  • uniforme di servizio estiva in tela kaki, anch'essa con cinturone e pistola (in caso d'inquadramento di truppa senza giubba, anche gli ufficiali indossavano camicia di tessuto kaki con distintivi di grado e alamari metallici, pantaloni lunghi, cinturone di cuoio marrone e pistola);

uniforme di marcia invernale ed estiva, costituita dagli stessi capi dell'uniforme di servizio con l'innovazione costituita dall'uso di basco di panno turchino nei servizi compiuti su mezzi corazzati, basco kaki per il reparto paracadutisti, casco per i reparti motociclisti e berretto da montagna (v.) per i reparti sciatori.

Le altre due specie di uniformi relative agli ufficiali:

  • uniforme per riviste, parate e servizi d'onore: grande uniforme o uniforme di marcia, quest'ultima con elmetto, sciarpa azzurra, decorazioni, guanti di pelle marrone o bianca, so la truppa indossa guanti bianchi;

  • uniforme di cerimonia e di visita: uniforme ordinaria kaki, sciarpa azzurra e decorazioni, senza guanti con l'uniforme estiva per visite di dovere; uniforme ordinaria nera o uniforme ordinaria kaki con colletto inamidato, cravatta nera e guanti bianchi in caso di trattenimenti con intervento di civili in abito da società.

Queste uniformi erano complementari delle sei precedentemente accennate, alle quali si aggiunse il costume per la ginnastica, costituito da un pullover di lana kaki (o canottiera di cotone bianca in estate), pantaloni lunghi di panno kaki (corti di tela kaki in estate) e scarpette di ginnastica di cuoio naturale.

I soprabiti prescritti furono: mantello nero per g.u. e uniforme ordinaria nera; cappotto di castorino nero facoltativo sino a consumazione; cappotto di panno castorino kaki, per l'uniforme kaki invernale ordinaria; cappotto di panno kaki da truppa per l'uniforme invernale di servizio e di marcia; impermeabile nero, facoltativo, non ammesso per l'ufficiale preposto al comando di truppa; impermeabile kaki, obbligatorio per inquadrare reparti muniti d'impermeabile di cotone kaki; giubbone di pelle nera, obbligatorio nell'inquadramento di reparti motociclisti, facoltativo negli altri casi; giubba a vento, limitatamente ai campi d'arma, esercitazioni, manovre e ricognizioni (circolare 56 G.M. 1952).

Le norme sui distintivi di grado stabilirono che essi venissero applicati: sul lato sinistro del basco, a 8 cm dal fregio ed al centro dei bordi inferiore e superiore; in fascette tubolari di tessuto infilate nelle controspalline sulla camicia dell'uniforme estiva di servizio o di marcia; sul frontino del berretto da montagna, a sinistra del fregio e con inclinazione di 45 gradi, così la risultare in corrispondenza della granata.

In materia di decorazioni venne stabilita una nuova graduatoria, ed in proposito è interessante osservare che quella dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - un tempo prima nell'ordine delle precedenze, passata al nono posto nel 1939 - non venne riportata nel 1953, mentre l'Ordine Militare di Savoia, ancora prioritario nel 1939 ed al settimo posto come Ordine Civile, nel 1947 divenne Ordine Militare d'Italia e solamente come tale ammesso al primo posto tra le decorazioni dell'Esercito.
Altra variante fu quella relativa ai nastrini delle decorazioni (fissati in min. 25x5), consentiti sulla camicia delle uniformi di tipo estivo, cioè senza giubba, limitatamente alle decorazioni al Valore ed alle distinzioni onorifiche di guerra.

Lo stesso foglio d'Ordini dei 15 gennaio 1953, nella parte II in merito alle uniformi dei sottufficiali e militari di truppa dei Carabinieri, stabilì quanto segue:

1) - grande uniforme, estesa anche ai servizi d'onore all'interno del Senato e della Camera dei deputati, durante le sedute;

2) - grande uniforme ridotta, con cappello senza pennacchio e abito di g.u. munito solamente di controspalline e nastrini. Questo tipo di uniforme venne escluso per gli aiutanti di battaglia e i marescialli, che indossavano invece l'uniforme ordinaria di panno turchino (con cinturone marrone e pistola nell'inquadramento di truppa in g.u. ridotta). Per gli allievi carabinieri: cappello senza pennacchio, abito con controspalline, senza bordatura rossa, pantaloni con pistagna, sciabola in libera uscita nel periodo invernale;
3) - uniforme ordinaria di panno turchino, con berretto rigido giubba e pantaloni lunghi di panno turchino, corti con banda per motociclisti e doppia banda nei servizi montati dell'arma a cavallo; camicia bianca con colletto rivoltato e cravatta nera; cappotto turchino, guanti di filo bianco (di pelle marrone scuro per aiutanti di battaglia e marescialli, l'uniforme dei quali era di panno cordellino nero). Consentito ai brigadieri e vice brigadieri fuori del servizio l'uso dei pantaloni lunghi di panno turchino senza bande nè risvolti; gli stessi pantaloni, con doppia banda e sottopiedi, per i militari dell'arma a cavallo smontati nell'esecuzione di servizi d'istituto.
Questa specie di uniforme serviva innanzi tutto in libera uscita; seguiva l'elenco dei casi nei quali ne era prescritto l'uso
.

4) - uniforme ordinaria kaki composta da: berretto rigido, giubba e pantaloni lunghi di panno kaki senza risvolto anche per i militari a cavallo, cappotto di panno kaki, camicia di tessuto kaki con colletto rivoltato e cravatta dello stesso colore, stivaletti neri, guanti di lana a maglia di color marrone (confezione con tela kaki dell'uniforme ordinaria estiva).
Doveva farsi uso di tale uniforme. in libera uscita (per l'antecedente uniforme ordinaria estiva in tela bianca si era usata l'espressione fuori servizio), in viaggio estivo per licenza, presso comandi ed uffici in periodo estivo, in occasione di testimonianza in periodo estivo. Prescritte le scarpe nere basse e calze nere; facoltativo per i sottufficiali l'uso di scarpe basse e calze color marrone. Consentita agli aiutanti di battaglia ed ai marescialli l'uniforme di panno cordellino pesante kaki per l'inverno e di panno cordellino leggero per l'estate, di foggia analoga a quella degli ufficiali;

5) - uniforme di servizio invernale: differiva dalla uniforme ordinaria kaki per l'aggiunta della bandoliera bianca (cinturone di cuoio marrone per aiutanti di battaglia e marescialli), e per la prescrizione di pantaloni corti con gambali e speroni ai militari dell'Arma a cavallo montati, che però continuavano ad usare i pantaloni lunghi in servizio d'istituto;

6) - uniforme di servizio estiva, senza guanti, con facoltà ai comandanti di prescrivere la camicia di tessuto kaki con distintivi di grado ed alamari metallici, con pantaloni lunghi e berretto rigido di tela kaki, e cinturone di canapa color naturale;

7) - uniforme di marcia, come quella dell'uniforme ordinaria kaki, con l'aggiunta di cavigliere su stivaletti neri (solo per i sottufficiali e la truppa dell'arma a piedi), l'uso eventuale del cinturone di canapa in luogo della bandoliera, di elmetto, moschetto (invece della pistola, oppure con la pistola) e di zainetto.
Uso del basco di panno turchino per i militari dei reparti corazzati, dei basco kaki per i paracadutisti, del berretto da montagna per gli sciatori.


Nel tipo estivo l'uniforme di marcia non differiva che per l'uso dei capi di tela, per la facoltà ai comandi di adottare la camicia senza giubba, per l'uso delle cavigliere ed eventualmente dell'elmetto.

L'uniforme di marcia era di prescrizione in questi casi. - esercitazioni esterne (elmetto o berretto, cinturone di canapa e zainetto); - guardia alle caserme (elmetto o berretto e bandoliera bianca, quando Le altre truppe usavano la bustina); - servizi di ronda; - ordine pubblico (elmetto o berretto, cinturone di canapa e zainetto); - servizi d'istituto diurni e notturni fuori dell'abitato, di traduzione e servizi in bicicletta, motocicletta e autocarrati (cinturone di canapa e zainetto); - servizi di trasferimento, con bandoliera bianca;

8) - uniforme per riviste, parate e servizi d'onore e per feste nazionali e cerimonie militari. In questi casi venne prescritta di massima: a) la grande uniforme; b) la grande uniforme ridotta per i reparti allievi, eccezionalmente per gli altri; c) l'uniforme di marcia (invernale o estiva) con elmetto, decorazioni, guanti bianchi e bandoliera bianca;

9) - costume da ginnastica, come per gli ufficiali;

10) - soprabiti e indumenti speciali. Tra di essi vanno menzionati l'impermeabile di colore kaki, ammesso anche con l'uniforme ordinaria di panno turchino, la combinazione di tela rasata blu con rinforzi per i componenti gli equipaggi dei mezzi corazzati, senza rinforzi per i conducenti di automezzi, motociclisti e personale di fatica, i sovrapantaloni impermeabili per i motociclisti in servizio con tempo piovoso.

La cura costante posta dal Ministero della Difesa nell'aggiornare le uniformi dell'Esercito secondo le esigenze imposte, oltre che dalla praticità ed estetica della divisa, dalla sua rispondenza alle necessità d'impiego dei reparti ed alla varietà dei mezzi tecnici loro in dotazione, determinò dopo il 1953 l'introduzione di modifiche che per l'Arma dei Carabinieri furono inserite nel quadro generale delle uniformi, di cui al Foglio d'Ordini n. 10 dello stesso Ministero-Esercito - pubblicato il 31 maggio 1975.

Data la peculiarità di questa opera, si è ritenuto di dover soprassedere alla descrizione delle varianti all'uniforme intervenute entro tale data e alla regolamentazione successiva, appartenendo essa al presente e non al passato.