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SALUTO AI
SUPERIORI
Originariamente, il Carabiniere in
divisa che fosse disarmato ed "in libertà" cioè non inquadrato
oppure in libera uscita, era tenuto a salutare i suoi superiori
togliendosi il cappello. L' "Istruzione provvisoria elementare
per il Corpo dei Carabinieri Reali" emanata il 1° ottobre 1820
disciplinò questa norma nel modo seguente: "Si avvertirà il
Carabiniere, che non essendo sotto Le armi, né in truppa, nel
salutare i loro Superiori deve levare il cappello con la mano
destra, la palma della medesima rivolta in fuori senza piegare la
testa, né il corpo, le dita dentro l'angolo di mezzo del cappello,
il pollice sull'ala, l'estremità del medesimo diretta alquanto a
sinistra, e lo caverà sempre lestamente portandolo con il braccio
steso lungo la coscia destra, la coccarda in dentro: che deve
questo saluto a tutti i suoi Superiori, dovendolo eseguire con
seguitare il suo cammino se saranno Uffiziali subalterni, e facendo
fronte, e fermo, se saranno Uffiziali superiori di qualunque grado,
volgendo lo sguardo verso la persona che saluta".
La norma di cui sopra venne sostituita da quella per la Cavalleria
di cui al R. Viglietto 12 febbraio 1833, adattata al Corpo dei
Carabinieri.
In data 10 maggio 1849 il Ministero della Guerra diramò ai Comandi
dipendenti (Corpo dei Carabinieri compreso) la circolare n. 438 che
riportiamo: "Per ordine di S.M. tutti i militari che fanno uso
del cappello saluteranno colla mano destra nel modo prescritto per
le diverse Armi che portano Keppy od elmo o berretto". Con
circolare 1° marzo 1863 il Presidente del Comitato (Comandante
Generale) dell'Arma dei Carabinieri accompagnò la diramazione ai
comandi dipendenti del volume "Istruzione elementare per il Corpo
dei Carabinieri Reali" nel quale erano raccolte le teorie della
Cavalleria "che sono all'Arma dei Carabinieri applicabili" con
l'aggiunta di «quelle altre ad essa sola riservate".
In questa nuova Istruzione il saluto al superiore, da effettuare,
come attualmente, portando la mano al copricapo, era così stabilito
al paragrafo 5 (da tener presente che con il Regolamento Generale
del 1822 tutti i militari del Corpo erano stati dotati, oltre che
del cappello, anche dei berretto di fatica - v.
Uniforme):
UNO
Per far eseguire il saluto, l'istruttore comanda:
1. Pel saluto (comando di avvertimento)
2. Saluto (comando di esecuzione)
Al comando d'esecuzione si alza il braccio destro orizzontalmente
innanzi, sinché il gomito si trovi all'altezza della
spalla.
DUE
Si piega l'avambraccio e si porta la mano orizzontale, se col
cappello, alla parte anteriore ed inferiore destra del cappello, il
pollice sotto e l'indice sopra, appoggiati all'arco frontale dello
stesso cappello; se col berretto, alla parte anteriore destra della
visiera, il pollice sotto e l'indice sopra, appoggiati all'orlo
della medesima.
TRE
Si restituisce con vivacità la mano lungo il fianco destro
nella solita posizione.
NB. Per esercitare il carabiniere al saluto senza dettaglio, si
faranno riunire i due primi movimenti, né si eseguirà il temo che
al cenno o segnale dell'istruttore.
Volendo eseguire il saluto colla mano sinistra, il movimento verrà
spiegato in modo analogo, e sarà eseguito al comando.
1. Pel saluto colla mano sinistra.
2. Saluto - Due - Tre - ecc.
L'Istruzione di cui sopra mantenne però in vigore al paragrafo 6
l'esercizio di "levare e riporre il berretto e cappello" così
prescrivendo:
UNO
Berret-Basso. (Un tempo e due movimenti).
Al comando d'esecuzione si porta la mano destra a stringere dalla
parte anteriore destra l'orlo della visiera, tra il pollice e le
due prime dita.
DUE
Si leva prontamente il berretto, e si porta giù lungo la coscia
destra, il braccio destro disteso naturalmente, e l'apertura
rivolta verso la coscia.
Berret-Testa. (Un tempo e due movimenti).
Al comando d'esecuzione il carabiniere si copre di nuovo il capo
coi berretto, e rimane colla mano destra contro la
visiera.
TRE
Abbassa prontamente la mano destra lungo la coscia destra per
ripigliare la posizione primitiva.
Cappello-Basso. (Due movimenti).
Alla seconda parte del comando si stringe fra il pollice e le due
dita seguenti della mano destra il cappello alla parte superiore
dell'ala anteriore, il pollice appoggiato al lato esterno, e le
altre due dita alla parte interna, la palma della mano rivolta in
fuori ed il gomito sulla linea delle spalle.
QUATTRO
Si leva il cappello da sul capo e si porta al lato destro, il
braccio disteso, il pollice contro la banda dei pantaloni.
Per riporre il cappello sul capo si comanda:
Cappello-Testa. Si solleva il cappello e si ripone sul capo
aggiustandolo convenientemente.
CINQUE
Si ritrae quindi la mano destra lungo il fianco destro.
Nel "Regolamento di disciplina militare e d'istruzione e
servizio interno per la Cavalleria" dei 25 febbraio 1864,
applicabile, come si è visto in precedenza, anche dai Carabinieri,
il saluto da parte del militare isolato era così regolato:
" ... il militare a piedi disarmato, od armato di sola
sciabola, saluta sempre con la mano destra o sinistra nel modo
prescritto. Se è a cavallo, armato o no, rettifica sempre la
posizione non salutando con la mano. Il militare a capo scoperto
saluta in ogni caso prendendo la posizione del "guardavoi"
[corrispondente a quella di attenti]". (v.
Guardia a
voi). |