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SAAR (Carabinieri in missione
nella-, 1934/1935)
La dislocazione
di truppe internazionali nella Saar - per un complesso di
3.300 uomini, dei quali 1.500 inglesi
, 1.300 italiani, 250 svedesi e 250
olandesi - segnò fra il dicembre 1934 e il marzo 1935, in occasione
del plebiscito per l'appartenenza di quella regione alla Germania o
alla Francia, il primo esperimento di un corpo di polizia militare
costituito da più Stati a disposizione della Società delle
Nazioni.
Nel 1919, col trattato di Versailles, erano state restituite alla
Francia l'Alsazia e la Lorena, ma per il bacino minerario della
Saar, che la Francia pure reclamava, si era giunti ad un
compromesso stabilendo un plebiscito a scadenza di 15 anni e,
nell'attesa, la costituzione nella regione di un governo
provvisorio, che avrebbe dovuto rassegnare il suo mandato quando la
popolazione avesse scelto il suo destino con libera decisione. Nel
1934, con l'approssimarsi della scadenza dei 15 anni, il governo
italiano aderiva alla richiesta della Società delle Nazioni di
concorrere con proprie truppe alla costituzione del Corpo
Internazionale per la Saar, e poneva agli ordini del generale di
brigata Sebastiano Visconti Prasca un Reggimento di Granatieri, un
Battaglione di Carabinieri, uno Squadrone di carri veloci ed i
necessari servizi sanitari, automobilistici e radio.
Le truppe italiane partirono per la Saar fra il 10 e il 21 dicembre
1934 per essere dislocate nel settore loro assegnato, cioè
Saarbrücken-Stadtkreiss e Saarbrücken-Land. Il Battaglione di
Carabinieri, giunto nel centro minerario di Sulzbach il giorno 22,
veniva alloggiato nella Mellin Kaserme della stessa città e nella
Pascal Kaserme di Dudweiler.
La data designata per il plebiscito era il 13 gennaio 1935.
Il Battaglione Carabinieri iniziò subito a svolgere i compiti che
gli erano destinati, cioè la ricognizione del settore affidatogli
e, soprattutto, un razionale servizio informativo, che rendesse
conto della piega presa dalla lotta politica.
Giunse così la data del plebiscito. Il Comando italiano aveva
disposto che dei 320 seggi assegnati al suo controllo 81 fossero
affidati all'Arma, nelle località di Quierscheild, Friedrichsthal,
Sulzbach e Dudweiler, centri minerari che, per gravi torbidi
passati, giustificavano una certa apprensione.
La giornata dei voto, assai rigida e nevosa, trascorse in perfetta
calma ed i contingenti non ebbero motivo di intervenire. A sera il
trasferimento delle urne alle sedi comunali ed il carico su
automezzi e sui treni si svolsero senza incidenti.
Alle ore 16 del giorno 14 gennaio i Carabinieri rientrarono nelle
loro sedi, a Sulzbach e a Dudweiler, ove ricevettero la visita del
generale Visconti Prasca, che si espresse, nei loro riguardi, in
termini altamente lusinghieri.
La mattina del 15 gennaio la radio diffuse la notizia dei successo
dei filotedeschi; subito le case si pavesarono di stendardi e
bandiere, e la sera ordinatissimi cortei affollarono le strade
della città con fiaccolate e musiche. Ma, passato il primo momento
di tranquillo entusiasmo, si vide chiaramente come fosse utile la
presenza e l'intervento del Corpo Internazionale. Nei giorni
seguenti, infatti, si segnalarono parecchi episodi di intolleranza
contro gli sconfitti nel plebiscito, sia separatisti che
filofrancesi. In tali circostanze il Corpo Internazionale si
adoperò molto per il mantenimento della tranquillità e per la
moderazione degli atteggiamenti oltranzisti.
La situazione politica intanto si normalizzava e tutto ormai
preludeva alla partenza dei Corpo Internazionale dal paese che
aveva scelto liberamente il suo destino. Pochi giorni prima della
partenza - e precisamente il 22 febbraio - il generale Brind,
Comandante in Capo della Saarforce, accompagnato dal gen. Visconti
Prasca, andò a salutare nella caserma di Sulzbach il Battaglione
Carabinieri, che, schierato in grande uniforme, gli presentò le
armi. Fra l'altro il generale disse: "Ovunque ho udito per il
vostro contegno parole di ammirazione e di compiacimento, che mi
hanno fatto molto piacere ed io ringrazio per la vostra
cooperazione e per avere reso il mio compito tanto gradito. Noi
stiamo per separarci e per ritornare alle nostre case, e spero che
tutti serberemo un grato ricordo del tempo qui trascorso, non solo
perché è stato un esperimento interessante e felice, ma anche
perché in esso potemmo portare un piccolo contributo alla causa
della pace. Per conto mio ricorderò sempre questo periodo con
orgoglio e con senso di gratitudine verso di voi. Auguro a tutti
felice viaggio, buona fortuna ed ogni lieto avvenire. Ricorderò
sempre cordialmente il Battaglione Carabinieri della
Saarforce".
La partenza dei reparto dell'Arma da Sulzbach ebbe luogo il 26
febbraio. Dopo alcune tappe in territorio francese per visitare i
luoghi della Grande Guerra e dopo una sosta a Parigi, ai primi di
marzo il Battaglione tornò a Roma per ricevere il 6 dello stesso
mese, nella caserma Macao, il compiacimento delle massime autorità
militari. |