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PARACADUTISTI (PRIMO BATTAGLIONE
CARABINIERI)
Il 1° luglio 1940
furono concentrati in Roma, nella caserma "Podgora",
ventidue ufficiali, cinquanta sottufficiali e trecentoventi
appuntati e carabinieri volontari, destinati all'addestramento
lancistico presso la "Scuola Paracadutisti" di
Tarquinia per la costituzione del Battaglione Carabinieri
Paracadutisti.
Il Battaglione, ordinato su tre Compagnie, fu affidato al comando
del maggiore Bruto Bixio Bersanetti; i comandanti di Compagnia
erano i tenenti Salvatore Palermo, Giuseppe Casini e Osmano
Bonapace.
Il 12 luglio lo Stato Maggiore dell'Esercito sanzionò in via
ufficiale l'avvenuta costituzione del Battaglione e gli attribuì la
denominazione di I Battaglione Paracadutisti. Il giorno
successivo il reparto raggiunse la "Scuola Paracadutisti" di
Tarquinia. Il 15 dello stesso mese cominciò a ritmo serrato lo
specifico addestramento consistente anche in rigorose prove di
carattere psicofisico e sportivo. L'esercizio più impegnativo era
la torre, una costruzione di tubi metallici a traliccio di
diciassette piani, senza ringhiera di protezione, alta circa
sessantacinque metri e con superficie di dimensioni assai ridotte.
La sua stabilità era assicurata da pesanti blocchi di cemento alla
base. Tuttavia, data la flessibilità dei tubi, la torre era
caratterizzata da oscillazioni che, specie nelle giornate di vento,
superavano alla sommità i valori di un metro. Salire l'angusta
scaletta a pioli fino in cima alla torre e rimanervi affacciati era
già di per sé un'impresa, non facile per tutti.
Gli allievi del
1 Battaglione Carabinieri Paracadutisti furono sottoposti
anche ad un'accurata visita di controllo, che ebbe luogo
presso l'Istituto medico-legale dell'Aeronautica Militare di
Roma. L'esame medico e i collaudi psicofisici determinarono
una naturale selezione che non ebbe incidenze tuttavia sugli
organici del Battaglione, tenuti a livello con l'inserimento
di altri volontari prescelti dal Comando Generale dell'Arma
tra i moltissimi carabinieri che chiedevano di essere ammessi
al corso paracadutisti.
Al maggiore Bruto Bixio Bersanetti, incidentatosi in addestramento
prelancistico, subentrò il maggiore Edoardo Alessi.
Il 31 marzo 1941 nacque il 1° Reggimento Paracadutisti
dell'Esercito destinato a inquadrare le unità che, conseguito il
brevetto di specialità, dovevano proseguire la preparazione
addestrativa per l'impiego. Il Reggimento venne ordinato su tre
Battaglioni (I, II e III), dei quali il Primo era quello dei
Carabinieri.
Verso lo scadere della prima decade di giugno, tutti i componenti
del I Battaglione Paracadutisti conseguirono l'ambito traguardo
della qualifica di Paracadutista.
Completata l'attività lancistica, i Carabinieri Paracadutisti
intensificarono l'addestramento al combattimento, anch'esso molto
severo, finché giunse, quasi improvvisamente, l'ordine di partenza
per il teatro di operazione. La destinazione era l'Africa
Settentrionale "a disposizione di quel Comando Superiore FF.AA". Il
16 luglio 1941, il reparto raggiunse il porto di Taranto, dove
s'imbarcò sulle motonavi Nettunia, Oceania e Marco Polo, che sulla
sera dello stesso giorno salparono in convoglio alla volta di
Tripoli (Libia).
Il Battaglione,
al comando del maggiore dei Carabinieri Edoardo Alessi, era
costituito da tre Compagnie e da un reparto comando agli
ordini, rispettivamente, dei tenenti Gennaro Piccinni
Leopardi, Giuseppe Casini, Osmano Bonapace e Max Ambrosie
comprendeva in totale 26 ufficiali, 51 sottufficiali, 322 fra
appuntati e carabinieri.
Relativamente all'impiego del Battaglione in operazioni di guerra,
si veda la voce ELUET EL ASEL.
I Reparti eredi del I Battaglione Carabinieri
Paracadutisti
Il ciclo evolutivo delle Aviotruppe italiane, dopo il secondo
conflitto mondiale, riprese vita nel 1947 con la istituzione in
Roma dei Centro Militare di Paracadutismo (C.M.P.), erede
spirituale e tecnico delle scuole militari di paracadutismo.
Nel 1949 il Centro Militare di Paracadutismo, per far fronte alle
accresciute esigenze addestrative connesse con un graduale processo
di ampliamento della specialità, si trasferì nella caserma
"Chelotti" di Viterbo. Esso aveva la duplice funzione di scuola e
di comando dei reparti d'impiego.
Nel novembre del 1950, il Comando Generale dell'Arma propose al
Ministero della Difesa la ricostituzione di un reparto Carabinieri
Paracadutisti a livello Compagnia. La richiesta fu motivata con la
necessità di disporre di un'unità dotata di elevata mobilità
d'impiego con la quale fronteggiare esigenze, sia pure eccezionali,
di istituto.
Il 15 maggio 1951 segnò la rinascita della "specialità"
anche nell'ambito dell'Arma dei Carabinieri. Sotto tale data,
infatti, lo Stato Maggiore dell'Esercito sanzionò la costituzione
del Reparto Carabinieri Paracadutisti che, dislocato per esigenze
addestrative presso il Centro Militare di Paracadutismo di Viterbo,
dipendeva per l'impiego dal Comando Generale dell'Arma e, in via
disciplinare e amministrativa, dalla Legione Carabinieri
"Lazio".
Il 5 marzo 1958
il Reparto Carabinieri Paracadutisti, col trasferimento del
Centro Militare di Paracadutismo da Viterbo a Pisa, dove
riprenderà anche il nome di Scuola Militare di Paracadutismo,
fu destinato alla sede di Livorno, caserma "Vannucci" e
da qui, il 30 ottobre successivo, a Pisa presso la caserma
"Gamerra" sede della stessa Scuola. Il Reparto restò a
Pisa fino all'8 febbraio 1962 quando, per esigenze
addestrative, fu di nuovo trasferito a Livorno.
Intanto, lo Stato Maggiore dell'Esercito impostò un programma di
incremento del settore che si concluse il 1° gennaio 1963 con la
costituzione della Brigata Paracadutisti. Nella nuova
Grande unità fu inquadrato anche il Reparto Carabinieri
Paracadutisti, che assunse la denominazione di Compagnia
Carabinieri Paracadutisti.
Battaglione Carabinieri Paracadutisti "TUSCANIA"
Nell'estate del 1963, nel quadro del potenziamento della suddetta
Grande unità, fu ricostituito il Battaglione Carabinieri
Paracadutisti, che assorbì la preesistente Compagnia.
Dal 1° ottobre 1975 il Battaglione Carabinieri assunse, nel quadro
della ristrutturazione dell'Esercito, la denominazione di I
Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania".
L'unità l'8 aprile 1976, nel corso di una solenne cerimonia
svoltasi nello stadio polisportivo militare di Firenze, ricevette
la Bandiera di Guerra fregiata di quella Medaglia d'Argento al
Valor Militare che il Battaglione aveva meritato in Africa
Settentrionale. Recentemente il Battaglione è stato elevato al
rango di Reggimento.
A decorrere dal 15 marzo 2002, il 1° Reggimento Carabinieri
Paracadutisti "Tuscania" è transitato dalle dipendenze della
Brigata Paracadutisti "Folgore" a quelle della 2^ Brigata Mobile
Carabinieri.
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