LOMBARDIA
Subito dopo la
felice conclusione della 2a Guerra d'Indipendenza, ratificata
dall'accordo di Villafranca dell'11 luglio 1859, il Governo
piemontese decise di estendere immediatamente nella Lombardia
il servizio del Corpo dei Carabinieri. A tal fine il
Comandante Generale del Corpo, maggiore generale Federico
Costanzo Lovera Di Maria, inviò a Milano il luogotenente
colonnello dei Carabinieri Trofimo Arnulfi, che in data 10
giugno 1859 gli comunicò, tra l'altro, quanto segue:
"... Malgrado partissi immediatamente a norma degli ordini
datimi, per l'ingombro delle strade e difetto dei veicoli, non
potei giungere che ieri. Mi presentai subito al Cavaliere Vigliani,
stato nominato Governatore Generale della Lombardia. Ho già presi
seco lui molti concerti mi tengo a sua disposizione per coadiuvarlo
in tutto che posso.
Desidera e desidero stabilire il servizio e attendo perciò il
personale che gli fu da S.E. il Conte di Cavour promesso, 150
uomini per ora... Di gendarmi e di polizia non vi è qui rimasto
neppur uno. Sono d'altronde affatto screditati per cui non
potrebbero più servire a Milano. Ho visitato la caserma della
Gendarmeria e l'ho trovata Opportuna e sufficiente... Intanto per
mio alloggio mi è stato assegnato una parte di quello che occupava
il Generale Giulay, dove potrò pure stabilire gli uffizi e gli
Uffiziali che mi saranno mandati... "
La risposta dei gen. Lovera è di quattro giorni dopo e conferma
quel profondo senso di equanimità che ispirò durante diciott'anni
la sua azione di comando dell'Arma:
"...onde non dubito che nella nuova impresa a cui si accinge
avrà migliore e più vasto campo a spiegare il suo ingegno. Non
vorrò dal canto mio privarla di quei coadiutori che godono la di
lei confidenza e perciò tosto che il cap. Della Chiesa si sarà
provvisto di un Maresciallo d'all. Capo le destinerà costà il
maresciallo Gilardì, il brigadiere Raineri ed il carabiniere
Ferrero ( .. ).
Ignorando il di lei desiderio di aver seco il Capitano Cav. Cavagna
le ho fatto assegnare il Capitano [nome non decifrabile nel
manoscritto della minuta]. Ella lo conosce e se non sarà per
convenirle avrò sempre tempo di comandare costà quello altro che
sarà del di lei aggradimento... Sarà poi opera ottima, se potrà
riunire buon numero di carabinieri ne' bassi Uffiziali e soldati
congedati ed anche ne' gendarmi cessati dal servizio che la di lei
sagacia conoscerà favorevoli al nuovo ordine di cose giacché
versiamo nelle più dolorose angustie. Ella avrà su questo ramo
d'amministrazione pieni poteri che le cedo col consenso di S.E. il
Conte di Cavour".
Dopo aver costituito il "Comando dei Carabinieri Reali in Lombardia
il colonnello Arnulfi procedette subito all'arruolamento dei
militari del Corpo con il seguente Avviso, reso pubblico il 17
giugno, ad una settimana dal suo arrivo nella capitale
lombarda:
"Con autorizzazione del R. Governatore di Lombardia viene
aperto in Milano presso l'Ufficio del Colonnello comandante. in
casa Cattaneo, via S. Teresa, l'arruolamento di volontari, i quali,
avendo già servito 2 o più anni militarmente desiderano
intraprendere una ferma di 8 anni nel Corpo dei Carabinieri
Reali.
Gli aspiranti non dovranno oltrepassare l'età di 30 anni, fatta
eccezione dei già appartenenti alla Gendarmeria, i quali, purché
tuttavia robusti, bene famati ed Italiani, saranno accettati anche
più attempati senza specifiche condizioni.
Gli stessi aspiranti dovranno sapere leggere e scrivere, fare prova
di buona condotta, di non essere mai stati processati
criminalmente, di essere celibi o vedovi senza prole, non che
fisicamente atti a sopportare le fatiche del servizio militare. La
statura è fissata a metri 1 e 70 centimetri pel Carabiniere di
fanteria ed a 1 e 80 per quello di cavalleria.
Alle medesime condizioni potranno essere così pure accettati, nella
qualità di Allievi Carabinieri, giovani che non abbiano mai servito
e siano dell'età di 19 a 24 anni. L'Ufficio di reclutamento rimarrà
aperto tutti i giorni dal mezzodì alle quattro
pomeridiane".
Tre giorni dopo, il 20 giugno, il Comandante Generale del Corpo
scriveva al Ministro della Guerra:
"Il Colonnello Comandante i Carabinieri in Lombardia ha
iniziato un reclutamento sui bassuffiziali e soldati italiani
congedati dal servizio austriaco, e pare che avrà un buon esito
tanto necessario per formare nuove stazioni. Ma se sarà facile al
prefato Ufficiale Superiore radunare buon numero di gregari, non
così potrà dirsi in quanto ai bassuffiziali, i quali si dovranno
provvedere con promozione di quelli del Corpo. Standosi ora adunque
per formare colà ( .. ) i comandi di Divisione, di Compagnia, di
Luogotenenza e di Stazione è indispensabile un aumento dei Bassi
Uffiziali sia per gli ufflzj che per i comandi di Stazione, onde
sarei a pregare l'E. V. di allargare la pianta
relativa"...
La richiesta del gen. Lovera venne subito accolta e concorse a
rendere possibile nel gennaio 1860 il funzionamento delle cinque
Divisioni nelle quali si articolava il Corpo dei Carabinieri in
Lombardia: Milano, Brescia, Corno, Cremona e Pavia.
Allorché il R.D. dei 24 gennaio 1861 provvide al riordinamento
dell'Esercito ed istituì 13 Legioni territoriali per l'Arma dei
Carabinieri, distinte per numero progressivo, il territorio della
Lombardia venne incorporato nella 4a Legione (Milano), comprendente
le province di Milano, Corno, Sondrio, Brescia, Bergamo e Cremona,
che divennero sedi di Divisioni, oggi Comandi
Provinciali.