DRAPPELLA
S'indicò con
questo termine, sino al secolo XVIII, la "banderuola di
drappo" che pendeva dalla cima delle alabarde oppure lo
stesso drappo attaccato al corno ed alla tromba.
Successivamente, quando alla tromba vennero sostituiti
cordoni e nappe, la drappella rimase a significare la banderuola
pendente dalla cima delle lance di cui andavano armati i militari
di alcuni Corpi della Cavalleria.
In atto questo termine designa il drappo, ricamato con insegna,
adottato per le trombe delle varie Armi dell'Esercito in occasione
di cerimonie.
Nell'Arma dei Carabinieri la drappella ornava solamente lo
strumento dei trombettieri appartenenti allo Squadrone Carabinieri
Guardie del Re, costituito il 7 febbraio 1868, e nel drappo bordato
di ricamo in argento era ricamata l'aquila sabauda sormontata dalla
corona reale.
Nel giugno 1925 Vittorio Emanuele III concesse all'Arma dei
Carabinieri l'autorizzazione a fregiare le sue trombe di drappelle
con l'aquila dei Savoia nella ricorrenza del V anniversario dei
conferimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Bandiera
dell'Arma.
Le prescrizioni relative all'uso delle drappelle stabilirono che
esse fossero "( ... ) costituite da un drappo quadrato (0,25 di
lato) di tessuto rosso con largo bordo azzurro. orlato e frangiato
d'oro. Il drappo porta su una delle facce il fregio dell'Arma
ricamato in oro (granata con monogramma del Sovrano), e sull'altra
l'Aquila Sabauda in nero. Essa si assicura alla tromba mediante tre
nastri di sera azzurra, ed è completato da un lungo cordone di seta
pure azzurra, intrecciato d'oro, terminante alle due estremità con
due nappe di seta azzurra, circondate di cordoni d'oro.
Potranno essere fregiate di tali drappelle anche le trombe delle
Legioni Territoriali e di quella Allievi di Torino e delle Scuole
...
L'uso delle insegne in parola è limitato alle occasioni in cui i
militari indossino in servizio armato la grande uniforme, ovvero
siano impiegati in servizio d'onore, di scorta, o siano in
accompagnamento in servizi dei genere di Ufficiali Generali, ovvero
anche di Ufficiali superiori dell'Arma".
Con circolare n. 545/11, in data 21 agosto 1931, il Comando
Generale, in base alle nuove norme diramate dal Ministero della
Guerra per dare carattere di uniformità alle drappelle delle varie
Armi, dispose che queste avessero la dimensione media di cm. 25x30
e fossero costituite da un drappo di panno rosso con bordo azzurro
largo cm. 3,5-4 orlato e frangiato d'oro, portante da un lato il
fregio dell'Arma ricamato in oro e dall'altro l'Aquila Sabauda in
nero. Stabilì inoltre: "Il drappo si assicura alla tromba
mediante tre nastri di seta azzurra ed è completato da un lungo
cordone di seta pure azzurra, intrecciato d'oro terminante alle due
estremità con due nappe di seta azzurra circondata di cordoni
d'oro".
Dopo l'avvento della Repubblica, il Comando Generale dell'Arma, con
circolare 527/13 del 23 agosto 1948, diramò le nuove norme
ministeriali relative alle drappelle dei Carabinieri, così
modificate: - granata dell'Arma in oro, da un lato; dall'altro,
aquila stilizzata in argento, circondata da fronde di quercia e
uguale a quella dei carabinieri d'alloro in argento; - cordoni e
fiocchi con fili rossi e turchini, colori tradizionali dell'Arma; -
frange in oro lunghe cm. 5.
Le disposizioni emanate sull'argomento dallo Stato Maggiore
dell'Esercito con circolare 4497/061 del 22 dicembre 1981 non hanno
apportato varianti che riguardassero le drappelle dell'Arma dei
Carabinieri.
In linea generale hanno confermato che le drappelle possono essere
offerte da enti o comitati.