CRAVERI
FEDERICO
Colonnello dei Carabinieri
(Cavallermaggiore, Cuneo, 21 dicembre 1860 - Roma, 23 novembre
1938) - Entrò nell'Arma dei Carabinieri l'11 ottobre 1885 e dopo
aver comandato diversi reparti territoriali, nel 1890 fu trasferito
con il grado di tenente alla Compagnia Carabinieri dell'Africa
(Massaua). Per il comportamento tenuto durante la battaglia di
Coatit (13-15 gennaio 1894) venne decorato della Medaglia d'Argento
al Valor Militare.
Promosso capitano nel 1896, passò a disposizione del Comando
Superiore Internazionale di Creta il 3 febbraio 1897, rimanendovi
due anni. Nel corso della sua permanenza in quell'isola, il
capitano Craveri venne decorato di una seconda Medaglia d'Argento
al Valor Militare per avere in Creta, il giorno 2 marzo 1897 - col
colonnello turco Suleyman Bey, che vi rimase ucciso, e col maggiore
inglese Boor -, sedato una sanguinosa rivolta della Gendarmeria
turca. L'ufficiale si distinse altresì per il suo spirito
organizzativo e per le sue doti di comando, tanto da meritare che
in data 8 agosto 1898 l'ammiraglio italiano Sartoris, comandante
superiore delle truppe internazionali alla Canea, cosi si
esprimesse in un rapporto diretto al comandante delle forze navali
del Levante:
"(...) La poca o nessuna sicurezza della città e dintorni
all'epoca dello sbarco delle truppe europee, dovuta allo stato
anormale dell'isola e ad una Gendarmeria in dissoluzione e guasta
dalle pressioni delle autorità locali, decisero i signori ammiragli
di affidare a comando della polizia al capitano dei Carabinieri
signor Craveri, che già dall'epoca di primi torbidi trovavasi in
Canea.
Questo ufficiale bene secondato dai tenenti dell'Arma signori
Demandato, Celoria e Paolini, ha saputo in breve tempo formare una
Gendarmeria internazionale della quale i nostri carabinieri furono
Parte principale nella lodevole azione svolta.
I nostri ufficiali dell'Arma, con un lavoro intelligente ed
oltremodo attivo, col coraggio dimostrato in circostanze difficili
e col'equanimità nella loro condotta, hanno saputo vincere a poco a
poco la resistenza passiva della popolazione, specialmente di
quella musulmana, e l'azione della polizia internazionale,
quantunque ostacolata da mene malevole delle autorità locali
ottomane, è stata talmente efficace che la sicurezza della città di
Canea e dintorni si può al giorno d'oggi paragonare a quella di una
regolata città europea, e al dire degli stessi abitanti tale grado
di tranquillità e di sicurezza mai è stato raggiunto in passato
(...)".
In un suo rapporto dei 29 ottobre 1898 al Ministero della Marina,
così l'ammiraglio italiano Bettolo ebbe a giudicare l'ufficiale
dell'Arma:
"... Durante il suo soggiorno nell'isola riuscì a cattivarsi la
stima e la benevolezza della popolazione cretese, cristiana e
musulmana, perché animato sempre da sentimento di giustizia, seppe
dar prova di energia e di molto buon senso. Nei rapporti
internazionali dimostrò sempre molto tatto, ed inappuntabilmente
eseguì tutte le missioni importanti e delicate che gli furono
affidate... Il capitano Craveri è l'ufficiale sul quale si può fare
sicuro affidamento e che merita le migliori considerazioni; egli
conosce l'arabo, il turco, il greco e il francese
(...)".
Nel 1899 il Craveri fu nuovamente destinato in Africa, dove rimase
cinque anni. Sull'opera da lui colà svolta Ferdinando Martini,
governatore dell'Eritrea dal 1897 al 1907, fece un lusinghiero
rapporto al Ministero dell'Interno, elogiandone le capacità
professionali e le lodi umane.
Il Craveri rimpatriò definitivamente il 4 gennaio 1904 e nel
gennaio 1907, dopo avere prestato servizio nelle Legioni di Firenze
e di Palermo, venne a sua domanda collocato in posizione
ausiliaria. Allo scoppio della guerra italo-turca (1911), dietro
personale richiesta dell'ammiraglio Cagni, riprese servizio e venne
destinato, in data 5 ottobre, alla direzione della Polizia di
Tripoli, incarico che assolse con l'energia richiesta dalle
condizioni in cui versava la sicurezza pubblica in quella
città.
Nella 1a Guerra Mondiale, richiamato col grado di maggiore, fu
ispettore delle retrovie nel XII Corpo d'Armata. Col grado di
tenente colonnello ebbe numerosi incarichi nella zona di guerra e
nel 1919, per meriti eccezionali, fu promosso colonnello nella
riserva e poi collocato in congedo l'8 gennaio
1923.