CINEMA (Carabinieri nel
Cinema)
Istituito
Carabinieri "anche" nel Cinema, come nell'Arte, nella
Storia, nella Letteratura e nella Cronaca, perché essi sono
una componente essenziale della società italiana e nessuna
espressione artistica può ignorarne la presenza. Poche figure,
infatti, sono così profondamente legate, quanto il
Carabiniere, non soltanto al colore della vita locale, ma al
tessuto stesso delle manifestazioni più rappresentative del
nostro Paese.
Il Cinema in più
occasioni lo ha riscontrato in modo puntuale e vivo, non già
riproponendo i luoghi comuni dell'atmosfera, del paesaggio
urbano o delle campagne, ma risvegliando e ricostruendo un
personaggio essenzialmente "popolare", di cui ha reso
l'immagine, sfiorata o approfondita, sempre con serietà e
rispetto; e quando la comicità ha voluto impadronirsene, il
risultato è stato sempre di un sereno e robusto umorismo, che
non trascurava mai la qualità umana dei personaggi ed il loro
più schietto ed autentico inserimento nella società.
Fra i films che
hanno avuto maggior successo grazie alla figura del
Carabiniere basterà ricordare "Pane, amore e gelosia" e
"Pane, amore e fantasia" entrambi di Luigi Comencini,
con Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica, impareggiabile
maresciallo. Seguì poi "Pane, amore e..." di Vittorio
De Sica, sempre con De Sica, affiancato questa volta
nientemeno che da Sofia Loren.
Ma non soltanto a films ispirati alla commedia all'italiana i
Carabinieri hanno prestato la loro figura; d'ispirazione drammatica
vanno ricordati "Fontamara" di Carlo Lizzani, "L'eredità della
priora" di Anton Giulio Majano,
"Il Prefetto
di ferro" di Pasquale Squittieri con Claudia Cardinale e
Giuliano Gemma, "Il giorno della civetta" di Damiano
Damiani ancora con Claudia Cardinale e con Franco Nero, "La
fiamma che non si spegne" di Vittorio Cottafavi con
Leonardo Cortese e Gino Cervi, ispirato alla tragica quanto
eroica vicenda di Salvo D'Acquisto.
Più recentemente
attori come Nino Manfredi ed Enrico Montesano hanno dato vita
a personaggi di grande rilievo umano, per non parlare del
grande Totò che impersonò un falso maresciallo, assumendone al
momento giusto i comportamenti severi e dignitosi propri di un
vero sottufficiale dell'Arma.
La televisione, anche, non poteva ignorare i Carabinieri, così
venne una prima serie ispirata a "I racconti del
Maresciallo" di Mario Soldati, per la regia di Mario Landi.

Una seconda serie, abbastanza recente, è stata interpretata da
Arnoldo Foà con la regia di Giovanni Soldati. Infine, quella di
maggiore attualità, la fortunata serie del "Maresciallo
Rocca" diretta da Giorgio Capitani, con Gigi Proietti e
Stefania Sandrelli.
La serie ha fatto registrare indici mai raggiunti dalla televisione
di Stato, sia per gradimento che per numero di
spettatori.