L'addestramento individuale
a cavallo è stato costantemente curato nelle "Istruzioni"
emanate per i reparti montati dell'Arma dei Carabinieri, a
cominciare dalla pubblicazione che venne edita il 1° ottobre
1820 (al prezzo di centesimi 84) a cura del colonnello
comandante l'allora Corpo dei Carabinieri Alessandro di
Saluzzo di Menusiglio.
Ancora più ampia e dettagliata in materia fu "l'Istruzione
elementare per il Corpo dei Carabinieri" emanata il 1° marzo
1863, dal Presidente del Comitato (Comando Generale) luogotenente
generale Federico Costanzo Lovera di Maria, che riservò ai militari
dell'Arma a cavallo norme precise riguardanti la
bardatura , l'immorsatura , il
barbazzale, l'assetto individuale e le esercitazioni
vere e proprie di reparto, compresa la
carica .
Non esistevano però nel passato manuali riguardanti
l'addestramento del cavallo, il che si spiega soprattutto
con il fatto che i quadrupedi di rimonta per i Carabinieri erano
già addestrati presso i centri di reclutamento ippico
dell'Esercito.
In atto, negli Squadroni del
Reggimento Carabinieri a Cavallo e del Reggimento Corazzieri che,
con i reparti montati del Reggimento Artiglieria a cavallo
ereditano le gloriose tradizioni della Cavalleria italiana, per
l'addestramento del quadrupede vengono seguiti principi
differenziati unicamente a seconda che si tratti di animali già
domati e, quindi, che conoscono il peso dell'uomo, oppure non
ancora domati e montati.
L'addestramento del cavallo non domato si presenta più difficile e
lungo, anche nella considerazione che tale addestramento, per una
migliore riuscita, deve essere sempre effettuato da persone di
provata capacità. Un addestramento iniziale non perfetto può
infatti fare insorgere dei vizi e rendere inimpiegabile il
soggetto.
L'addestramento dei cavalli di
rimonta viene svolto individualmente ed all'aperto:
individualmente:
per proporzionare il lavoro alle caratteristiche di ciascun
soggetto;
per evitare che il puledro, riunito agli altri, venga distolto
dalla confidenza nel proprio cavaliere e gli obbedisca soltanto se
costretto;
all'aperto:
perché è bene che il puledro sia, con l'occhio e con l'orecchio, in
contatto con l'ambiente meno favorevole ed ad esso possa
abituarsi.
Durante tale lavoro si cerca di
familiarizzare il puledro con i mezzi a motore e possibilmente con
tutti i possibili rumori, in maniera che esso apprenda a non
temerli comunque e dovunque li veda e li senta.
L'addestramento delle rimonte consta di due periodi: ammansimento e
addestramento:
-
l'ammansimento comprende tutte le
cure che, pazientemente prodigate, valgono ad avvicinare il puledro
all'uomo. In questa fase dell'addestramento il cavaliere si rende
padrone del puledro con i mezzi benevoli e non con la
coercizione;
-
l'addestramento è costituito da un
lavoro quotidiano, razionale e metodico, che rende il puledro atto
ad entrare nelle file dei reparti.
Esso inizia con un lavoro
preparatorio (prima fase insellamento), svolto in ore differenti
della giornata, per evitare che il puledro si abitui e possa,
pertanto, prevedere in quale momento gli sarà richiesta la fatica
e, quindi, consentirgli una qualunque difesa già prima della sua
uscita dalle scuderie.
Quando il puledro sopporta tranquillamente la sella ed il filetto,
il cavaliere monta a cavallo.
Con accanto un cavallo anziano, pure montato, lo stesso cavaliere
fa muovere al puledro i primi passi nei cortili della caserma, sino
a quando non viene eliminata ogni difesa.
A questo punto il puledro può essere portato in campagna, ove
impara anche a galoppare.
Alla fine esso viene inserito in mezzo ai cavalli anziani con i
quali prende parte all'addestramento quotidiano sia in
cavallerizza, che in campo ostacoli, che in campagna.
Quando il periodo di addestramento sta per terminare, al puledro
viene messa la briglia ed alla sella vengono affardellate le armi,
cominciando dalla sciabola.
Si inizia con la sciabola perché, essendo l'arma più lunga, durante
l'addestramento batte contro il fianco del puledro e dà origine a
delle reazioni che potranno essere pian piano annullate con
l'abitudine.
Nella prima fase dell'addestramento si cerca di insellare il
puledro con sella di tipo inglese, più leggera e che costringe meno
i fianchi. In seguito viene impiegata la sella modello
Andreotti.